Tripla terapia, rapporto rischio-beneficio del boceprevir contro l'epatite C

Gastroenterologia
In pazienti con infezione da epatite C genotipo 1 e cirrosi ben compensata, il trattamento con interferone peghilato/ribavirina e boceprevir sembra avere un profilo rischio-beneficio generalmente favorevole. Questi dati derivano da studi di fase 3 sul boceprevir analizzati in un lavoro di meta-analisi americano.

Il Dr. John Vierling del Baylor College of Medicine di Houston in Texas e i suoi colleghi, in un documento pubblicato on line il 17 aprile sul Journal of Hepatology, hanno fatto notare che nei pazienti cirrotici con infezione da epatite C (Hcv) c’è urgente bisogno di una terapia, ma tale categoria di pazienti è spesso sottorappresentata negli studi clinici.

Inoltre, i ricercatori hanno sottolineato che: " molte aree del mondo continueranno ad utilizzare la combinazione di boceprevir più interferone peghilato/ribavirina (PR) per il trattamento dell’Hcv di genotipo 1 a causa dei problemi di costo delle nuove opzioni orali.

Il Dr. Vierling ha evidenziato che il suo team ha deciso di eseguire una meta-analisi sugli studi finora effettuati per tale combinazione di farmaci considerando gli elevati tassi di eventi avversi gravi, morti e scompensi che hanno anche richiesto anche il trapianto di fegato. Tali eventi avversi sono stati riportati nello studio francese Cupic, in cui è stata utilizzata in aperto una combinazione di boceprevir+ PR o Telaprevir +PR in pazienti cirrotici compensati con infezione da Hcv di genotipo 1. "

Il team ha riunito i dati provenienti da cinque trial di fase 3 su boceprevir + PR, concentrandosi sui pazienti cirrotici.
I pazienti hanno ricevuto interferone peghilato e ribavirina per quattro settimane e hanno continuato su quel regime oppure al trattamento è stato aggiunto boceprevir, dalle 24 alle 44 settimane.

Complessivamente, nei 212 pazienti cirrotici (Metavir fibrosi fase 4),  la risposta virologica sostenuta (Svr) è stata del 55% con boceprevir e del 17% senza . Nei pazienti F3, l’Svr stimata con boceprevir è stata simile al risultato degli F4 (54%).
I ricercatori hanno evidenziato che "i tassi di Svr erano particolarmente elevati (89%) nei pazienti F4 che avevano Rna per l’Hcv non rilevabile alla settimana 8 di trattamento; questi pazienti hanno rappresentato il 43% del totale della popolazione dei cirrotici trattati."

Inoltre, pazienti con fibrosi F3 e F4 con carica virale non rilevabile alle settimane 8 di trattamento  raggiungevano tassi di Svr simili con durata di trattamento tra 28 e 40 settimane, rispetto alle 40 settimane o più.
I fattori predittivi del raggiungimento della Svr in pazienti F3 e F4 sono risultati: pazienti di genere maschile, bassa carica virale al basale e le risposte virali alle settimane 4 e 8 .

L'anemia e la diarrea si sono verificati più frequentemente nei cirrotici rispetto ai pazienti non cirrotici  e più spesso con boceprevir. La percentuale di eventi avversi gravi è stata anche più alta nei pazienti F4 trattati con la combinazione boceprevir rispetto a pazienti con fibrosi da F0 a F2 o F3 (18% vs 12%).

I ricercatori hanno sottolineato che “c’è una limitazione della meta-analisi e cioè,  i cinque studi clinici hanno arruolato pazienti cirrotici stabili, ben compensati, che possono differire dai pazienti cirrotici nella pratica clinica. Inoltre, anche se il trattamento può aiutare a raggiungere una Svr, la frequenza di eventi avversi gravi, trasfusioni, anemia e trombocitopenia (grado 4) erano più alti nei pazienti trattati con boceprevir F4 + PR rispetto ai pazienti F0 - F2.  Pertanto, i nostri risultati dimostrano sia i potenziali benefici che i rischi del trattamento di pazienti F4."

Riassumendo, il dottor Vierling ha aggiunto: "I nostri risultati hanno indicato che il trattamento di pazienti con cirrosi compensata (verificata con biopsia) avevano un profilo rischio-beneficio favorevole e che boceprevir + interferone peghilato/ribavirina era sicuro ed efficace in questa popolazione di pazienti. Il predittore più significativo di Svr era l’Rna per l’Hcv non rilevabile alla settimana 8. Infatti,  i pazienti che avevano Rna per l’Hcv non rilevabile alla settimana 8 potevano raggiungere una Svr se la durata totale del trattamento era maggiore delle 28 settimane. Così, l' Rna per l’Hcv nel trattamento di 8 settimane è informativo per le decisioni se continuare o accorciare la terapia sulla base delle esigenze dei pazienti e delle caratteristiche individuali."

Emilia Vaccaro
Vierling JM et al. Safety and efficacy of boceprevir/peginterferon/ribavirin for HCV G1 compensated cirrhotics: Meta-analysis of 5 trials. April 17, 2014
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