Un terzo delle infezioni batteriche nei pazienti con cirrosi in tutto il mondo è resistenti a più farmaci. #EASL2018

Gastroenterologia

Uno studio effettuato per indagare l'epidemiologia e gli esiti delle infezioni batteriche in pazienti ospedalizzati con cirrosi epatica, ha riportato una prevalenza del 34% di batteri multi-farmaco-resistenti (MDR), oltre a significative differenze regionali nel rischio di sviluppare un'infezione causata da questi batteri. Questi i dati finali di uno studio internazionale presentati al congresso 2018 dell'European Association for the Study of the Liver (EASL) a Parigi, Francia.

Uno studio effettuato per indagare l'epidemiologia e gli esiti delle infezioni batteriche in pazienti ospedalizzati con cirrosi epatica, ha riportato una prevalenza del 34% di batteri multi-farmaco-resistenti (MDR), oltre a significative differenze regionali nel rischio di sviluppare un'infezione causata da questi batteri.  Questi i dati finali di uno studio internazionale presentati al congresso 2018 dell’European Association for the Study of the Liver (EASL) a Parigi, Francia.

Durante il congresso sono stati presentati i risultati in relazioni differenti ad opera di due degli autori, Paolo Angeli e Salvatore Piano, dell’Università di Padova, per conto dell'International Club of Ascites (ICA) che ha promosso lo studio e a cui hanno collaborato i team di ricerca di 46 centri in tutto il mondo.

Nei pazienti con cirrosi le infezioni batteriche sono comuni e rappresentano una delle più importanti cause di complicazioni epatiche, progressione dell'insufficienza epatica e mortalità.
I batteri multi-farmaco-resistenti vengono definiti come non suscettibili ad almeno un agente in oltre due categorie di antibiotici. Rappresentano una sfida importante in molti paesi e le infezioni da essi determinate sono associate a una prognosi particolarmente sfavorevole nei pazienti con cirrosi.

Un preoccupante tasso di resistenza
Lo studio prospettico comprendeva 1.302 pazienti ospedalizzati con cirrosi e infezioni batteriche o fungine in Nord/Sud America (25%), Asia (32%) ed Europa (43%). Circa la metà delle infezioni erano state contratte all’interno della comunità, un quarto erano legate all’assistenza sanitaria e un quarto erano infezioni nosocomiali.

Le infezioni più comuni identificate sono state la peritonite batterica spontanea (SBP, 27%), l'infezione del tratto urinario (UTI, 22%) e la polmonite (19%). Un totale di 740 pazienti (57%) aveva almeno una coltura positiva e le infezioni erano sostenute da microrganismi per il 58% Gram negativi, per il 38% Gram positivi e per il 4% da funghi.
Tra le specie isolate spiccavano E. Coli (28%), K. Pneumoniae (14%), Enterococci (14%), S. Aureus e P. Aeruginosa.

La prevalenza globale di batteri MDR è risultata del 34% e i microrganismi più rappresentati erano soprattutto Enterobacteriaceae (34%), Acinetobacter (12%) e Pseudomonas (5%).

Il tasso di infezioni da batteri MDR è risultato più elevata in Asia (p=0,017), in particolare in India (73%, p <0,001) o in Sud America (31%, p=0,053).

Erano associati a un maggior rischio: l'uso di antibiotici nei 3 mesi precedenti il ricovero in ospedale (p=0,001), la categoria di infezione (nosocomiale: 45%; p<0,001; assistenza sanitaria: 39%; p=0,032) e il sito di infezione (polmonite: 55%; p<0,001; UTI: 36%; p<0,001; cute e tessuti molli: 43%; p=0,004).

La necessità di nuove terapie antibiotiche
Le infezioni dovute a batteri MDR, rispetto a quelle causate da batteri non MDR, sono state associate a una minore frequenza di risposta al trattamento antibiotico empirico (40 vs 68%; p<0,001), una maggiore incidenza di shock (27 vs 15%; p<0,001) e insufficienza a carico di altri organi (42 vs 31%; p=0,001), una percentuale inferiore di risoluzione dell'infezione (82 vs 72%; p=0,003) e una mortalità ospedaliera più elevata (31 vs 21%; p=0,004)

L’efficacia del trattamento di prima linea delle infezioni, decisamente più frequente in caso di batteri non MDR, costituisce il più forte predittore di sopravvivenza nei pazienti con cirrosi e infezione batterica, valutato in termini di decesso a seguito di ospedalizzazione.

«Non sorprende che abbiamo riscontrato un tasso significativamente più basso di risposta al trattamento antibiotico empirico nei pazienti con infezioni causate da batteri MDR rispetto a quelle dovute a batteri non MDR», hanno affermato gli autori della presentazione. «Abbiamo anche visto un'incidenza significativamente maggiore di shock e di insufficienza a carico di altri organi, oltre a un più alto tasso di mortalità in ospedale tra i pazienti con infezioni batteriche MDR».

Alla luce di questi risultati, gli autori hanno anche sottolineato la necessità urgente di sviluppare diverse strategie antibiotiche empiriche in diverse parti del mondo. «Mentre aspettiamo lo sviluppo di nuovi antibiotici, dobbiamo concentrare i nostri sforzi sulla riduzione della diffusione dei batteri MDR tra i nostri pazienti con cirrosi».

«La scoperta che oltre un terzo delle infezioni batteriche che si verificano nei pazienti ospedalizzati con cirrosi sono indotte da microrganismi multiresistenti è molto preoccupante», ha commentato la prof.ssa Annalisa Berzigotti dell'Università di Berna, Svizzera, e membro del consiglio di amministrazione dell'EASL.

«La consapevolezza di questo problema in crescita è fondamentale per l'attuazione delle corrette procedure di gestione, come il miglioramento delle misure igieniche, e per guidare la scelta della terapia antibiotica empirica nei pazienti ad alto rischio di infezione da parte di batteri MDR».

GS-001 Piano S et al. Epidemiology, predictors and outcomes of multi drug resistant bacterial infections in patients with cirrhosis across the world. Final results of the “Global study”.  53^ ILC congress, Parigi 11-15 aprile 2018.