La vitamina E (d-alfa-tocoferolo) è efficace nel trattamento della steatoepatite non alcolica (Nash). Questo è quanto riportato a Vienna durante la 50 esima edizione dell’International Liver Congress (22-26 aprile) , meeting annuale della Società europea per lo studio del fegato.

La Nash è una patologia che sorge nel momento in cui il fegato è infiammato a causa di accumulo di grasso. Nel tempo, l’infiammazione persistente può portare alla formazione di tessuto fibrotico a livello epatico e intorno ai suoi vasi. Tutto ciò può a sua volta precipitare in cirrosi.

L’analisi di un pool di dati provenienti da due trial randomizzati che un altro trial che hanno confrontato la vitamina E al placebo e l’uso della vitamina E rispetto al non uso, hanno dimostrato che l’efficacia della vitamina E è confrontabile ad altri trattamenti per la Nash, tra cui pioglitazone, metformina e acido obeticolico.

Nell’analisi sono stati inclusi un totale di 347 pazienti (155 trattati con vitamina E, 192 non trattati) relativi ai seguenti tre trial clinici: gli studi PIVENS, TONIC  e FLINT.

PIVENS ha confrontato l’efficacia della vitamina E rispetto al pioglitazone e al placebo in pazienti adulti non diabetici.

TONIC ha confrontato la vitamina E alla metformina e al placebo in bambini non diabetici e infine FLINT ha effettuato un confronto tra l’acido obeticolico e il placebo in pazienti adulti diabetici e non e al 23% di pazienti placebo che assumevano vitamina E.

I miglioramenti istologici sono stati definiti come un miglioramento di 2 punti (punteggio di attività relativo alla NAFLD-steatosi epatica non alcolica) con nessun peggioramento della fibrosi e risoluzione della Nash.

Le misurazioni riguarda la sicurezza hanno incluso eventi cardiovascolari e variazioni nei livelli lipidici.

Il trattamento con vitamina E è associato a miglioramenti significativi sia nella istologia della Nash (45% rispetto al 22% in quelli non trattati con vitamina E; OR=2.9, 95% Cl 1.8, 4.7; p<0.0001) con un effetto simile e pioglitazone e metformina e acido obeticolico (ORs 4.1, 2.7, 3.1, rispettivamente).

La vitamina E comporta anche alte percentuali di risoluzione del disturbo (38% rispetto al 20% in quelli non trattati con vitamina E, OR=2.4, 95% Cl 1.5, 3.9; p<0.001) con effetto comparabile ai farmaci testati (3.4, 1.8, 1.8 rispettivamente per pioglitazone, metformina, acido obeticolico.

Nei pazienti trattati con vitamina E, non c’è stato alcun aumento degli eventi cardiovascolari e nessun profilo avverso a livello lipidico.

Non sono state osservate differenze in cambiamenti a livello del colesterolo totale, colesterolo HDL. LDL o trigliceridi.

In conclusione, questa analisi ha confermato l’efficacia della vitamina E nella steatoepatite non alcolica e supporto il suo utilizzo come trattamento visto che migliora il quadro istologico e porta a risoluzione della malattia sia in pazienti adulti che pediatrici.


Emilia Vaccaro

Kowdley K.V. et al. Efficacy and safety of vitamin E for nonalcoholic steatohepatitis:combined analysis of three controlled trials. 50th The International Liver Congress 2015. April 22-26, Vienna