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AAA talenti cercasi: l'immunologia di Sanofi si espande

Sanofi Genzyme, la divisione specialty care di Sanofi, cerca nuove figure professionali altamente specializzate nel settore dell'immunologia. E, per prima in Italia, adotta una modalitÓ innovativa, aperta al dialogo e a coinvolgimento: la rete e i social network.

Sanofi Genzyme, la divisione specialty care di Sanofi, cerca nuove figure professionali altamente specializzate nel settore dell’immunologia. E, per prima in Italia, adotta una modalità innovativa, aperta al dialogo e a coinvolgimento: la rete e i social network.

Una strategia che ha subito attirato l’attenzione: la diretta streaming ha registrato più di 1400 visualizzazioni su Facebook e 250 su YouTube. Numeri destinati a crescere, visto che il video è ora disponibile integralmente on line.



La nuova Unità di immunologia Sanofi Genzyme mostra da subito uno stile in linea con i valori che cerca nei suoi candidati: competenza, eccellenza, innovazione e capacità di agire fuori da strade già tracciate.

Il nuovo team si presenta
“L’impegno di Sanofi in immunologia nasce circa 10 anni fa grazie alla collaborazione con la biotech americana Regeneron, che ha permesso l’identificazione di molecole molto promettenti,” spiega Alessandro Crevani, responsabile della nuova area Immunology di Sanofi Genzyme, che si occuperà di una serie di patologie, tutte con alla base una stessa origine autoimmune e/o infiammatoria. Due i trattamenti approvati fino ad oggi dagli enti regolatori statunitensi, frutto di un iter complesso, che ha visto migliaia di pazienti coinvolti per ciascuna delle due molecole, in numerosi studi registrativi.

È di pochi giorni fa l’annuncio che uno dei due, sarilumab, ha ottenuto anche l’approvazione nell’Unione Europea per il trattamento di adulti con artrite reumatoide attiva da moderata a grave. Si tratta di un anticorpo monoclonale umano che si lega al recettore dell'interleuchina 6 (IL-6R) e blocca la cascata di segnalazione pro-infiammatoria mediata dall'IL-6 che stimola l’infiammazione. Può essere utilizzato anche in monoterapia in caso di intolleranza al metotrexato oppure quando il trattamento con questo farmaco non è appropriato.

Il secondo farmaco, per il trattamento di adulti con dermatite atopica da moderata a grave non adeguatamente controllata, già approvato negli Stati Uniti a marzo 2017, è in attesa di approvazione anche in Europa: si tratta di dupilumab, una molecola innovativa che si è rivelata particolarmente efficace nel miglioramento delle lesioni cutanee e della gravità complessiva della malattia, nonché nella riduzione del prurito, grazie alla capacità di inibire contemporaneamente le interleuchine IL4 e IL13.

“Si tratta di due sfide complesse e molto diverse tra loro,” commenta Paola Morosini, Immunology Medical Lead, SanofiGenzyme. “Da un lato ci muoviamo in uno scenario, quello dell’artrite reumatoide, con un numero consistente di pazienti in Italia e diverse terapie disponibili, ma nel quale quasi il 30% dei malati trattati non raggiunge la remissione da malattia. Poiché si tratta di una patologia cronica e progressiva, il paziente può andare incontro a danni articolari gravi e disabilità. Da qui la necessità di trattamenti alternativi che consentano di raggiungere un esito positivo. Dall’altro canto ci si trova di fronte alla dermatite atopica grave. Si tratta di una patologia più nota nei bambini, ma che colpisce in forma grave anche gli adulti, causando lesioni fortemente pruriginose che impattano pesantemente sulla qualità della vita, sul lavoro e sulle attività sociali. Per loro non esistono al momento terapie efficaci a lungo termine, cioè che siano in grado di mantenere la malattia “spenta” per lunghi periodi. Di qui nasce un forte bisogno anche per questi pazienti”.

Ma entrare in queste due aree terapeutiche sarà solo il primo passo. “Sono in corso studi clinici,” aggiunge Crevani, “per ampliare le indicazioni di questi due prodotti in patologie come l’asma grave, la poliposi nasale e l’esofagite eosinofila. Per non parlare poi di tutte le estensioni pediatriche, cioè di tutti quei pazienti non adulti che soffrono di queste patologie, spesso gravi e invalidanti.”

Ecco i profili che Sanofi sta cercando
“La nostra sfida oggi è quella di creare un team di successo e diversificato,” spiega Crevani, “che abbia voglia di fare la differenza per la qualità di vita delle persone con queste patologie gravi”. La competenza tecnica e la conoscenza delle aree terapeutiche sono solo i primi dei requisiti. “Cerchiamo persone che condividano i nostri valori, portino passione, curiosità, entusiasmo, proattività, flessibilità, coraggio, imprenditorialità, voglia di competere e di affrontare le cose in modo differente”.

Sono 5 i profili oggi richiesti, già visibili su www.sanofi.it/careers e LinkedIn. In particolare, nell’area respiratoria si cercano un Product Manager e un Medical Manager, che si occuperanno del farmaco in lancio per la dermatite atopica nella sua successiva indicazione per l’asma grave. Per la preparazione dei lanci, le posizioni aperte sono anche per 5 Immunology Field Launch Readiness Manager, che opereranno sul territorio e avranno l’importante ruolo di coordinare tutti gli altri professionisti coinvolti nella realizzazione dei lanci e successivamente della gestione dei Clinical Science Associate, deputati all’informazione scientifica.

Queste figure avranno un ruolo strategico perché dovranno costruire l’immagine di Sanofi Genzyme in dermatologia e reumatologia. A questi si aggiungono 12 Rheumathology Clinical Science Associate, che si occuperanno dell’informazione scientifica in area reumatologia, perché è qui che avverrà il primo lancio del 2018. Infine, in area medica, si cercano Immunology Medical Science Liason, tra le figure più importanti, preposte all’informazione medica rivolta ai Key Opinion Leader. Le due posizioni sono una nel Nord-est e una nel Sud Italia.

A queste posizioni si affiancheranno presto nuove ricerche, come precisa Sandra Bianco, HR Business Partner Sanofi Genzyme: “Queste sono le figure che stiamo cercando in questo momento. Ma la situazione è in rapida evoluzione, man mano che ci si avvicina alla disponibilità di entrambi i farmaci in Italia e alle ulteriori indicazioni per le quali sono attualmente in studio. Invitiamo, quindi, tutti i potenziali candidati a seguire i canali di Sanofi.”

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