Adalimumab rimborsato per la uveite, primo biologico mai approvato

L'anti TNF adalimumab ha ottenuto da Aifa la rimborsabilitą nel trattamento dell'uveite non infettiva intermedia, posteriore e panuveite in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata ai corticosteroidi, in pazienti che necessitano di farmaci risparmiatori di corticosteroidi o nei quali il trattamento con corticosteroidi č inappropriato.

L’anti TNF adalimumab ha ottenuto da Aifa la rimborsabilità nel trattamento dell’uveite non infettiva intermedia, posteriore e panuveite in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata ai corticosteroidi, in pazienti che necessitano di farmaci risparmiatori di corticosteroidi o nei quali il trattamento con corticosteroidi è inappropriato

E’ la prima e finora unica terapia biologica disponibile in Italia per i pazienti affetti da uveite non infettiva intermedia, posteriore e panuveite.

Per l’ottenimento della rimborsabilità sono state realizzate due sperimentazioni registrative di Fase 3 che hanno dimostrato che il rischio di esacerbazione dell’uveite e/o di una riduzione del visus  era significativamente inferiore rispetto ai pazienti trattati con  placebo.

Il cortisone è usato in più del 60% dei pazienti con uveiti ma può produrre degli effetti collaterali soprattutto nei trattamenti a lungo periodo. Tra questi effetti nel bambino è di rilievo il ritardo nella crescita e in generale nei pazienti possono manifestarsi cataratta, glaucoma e negli adulti anche ritenzione idrica, gastrite.

Di qui l’importanza di poter disporre di un farmaco con una potente azione anti infiammatoria che potesse andare a sostituire il cortisone nei pazienti che presentano una steroido-dipendenza.

Il farmaco è ammesso alla rimborsabilità per il trattamento dell’uveite non infettiva intermedia, posteriore e panuveite in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata ai corticosteroidi, in pazienti che necessitano di farmaci risparmiatori di corticosteroidi o nei quali il trattamento con corticosteroidi è inappropriato.

Scopriamo cos'è l’uveite
Anche se può insorgere a qualsiasi età, l’uveite si manifesta con maggior frequenza nei soggetti che sono in piena età lavorativa, e si osservano picchi di insorgenza di uveite nel gruppo di età compresa fra 20 ed i 50 anni. I principali fattori di rischio per l’uveite includono la predisposizione genetica, la presenza di infezioni e di patologie sistemiche immunomediate/infiammatorie, storia di traumi oculari e abitudine al fumo

Fino al 50% dei pazienti affetti da uveite non infettiva hanno inoltre una diagnosi di patologia autoimmune, quali il lupus eritematoso sistemico, la sindrome di  Behçet, la spondilite anchilosante (SA) ed altre patologie.

Chi è affetto da uveite può manifestare offuscamento della vista o riduzione della acutezza visiva, arrossamento o dolore oculare, eccessiva sensibilità alla luce e presenza di macchie galleggianti nel campo visivo (corpi mobili).

Anche se per la maggior parte sono la diretta conseguenza del processo infiammatorio, alcuni sintomi dell’uveite sono attribuibili alle complicanze che si associano alla malattia, quali il glaucoma o il distacco della retina.