Cheratosi attinica, arriva in Italia associazione di 5-fluorouracile e acido salicilico

Disponibile in Italia l'associazione di 5-fluorouracile (0,5%) e acido salicilico (10%) per il trattamento topico della Cheratosi Attinica (AK); puņ essere utilizzato solo su prescrizione dello specialista dermatologo con ricetta ripetibile limitativa. La decisione fa seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 25 settembre 2018 come aggiornamento della Nota 95 dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Disponibile in Italia l’associazione di 5-fluorouracile (0,5%) e acido salicilico (10%) per il trattamento topico della Cheratosi Attinica (AK); può essere utilizzato solo su prescrizione dello specialista dermatologo con ricetta ripetibile limitativa. La decisione fa seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 25 settembre 2018 come aggiornamento della Nota 95 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Grazie al suo meccanismo d’azione, l'associazione di 5-fluorouracile (5-FU) 0,5% / acido salicilico 10% applicata una volta al giorno è un trattamento topico ed efficace per le lesioni e per il trattamento locale (fino a 25 cm2) della cheratosi attinica e delle lesioni ipercheratosiche di gradi I e II.

Il prodotto consente di trattare fino a 10 lesioni singole contemporaneamente, il trattamento viene effettuato fino alla scomparsa della lesione, la durata massima consentita è di 12 settimane.

Il 5-fluorouracile è un citostatico con effetto antimetabolita e previene la formazione e l’utilizzo della timina, inibendo così la sintesi del Dna e dell’Rna e determinando l’inibizione della crescita cellulare, l’acido salicilico topico ha effetto cheratolitico e riduce l’ipercheratosi associata alla cheratosi attinica.

«Sono disponibili diversi approcci terapeutici utili al trattamento diretto della lesione da AK e/o della zona circostante –spiega Giuseppe Argenziano, Professore di Clinica Dermatologica presso la Seconda Università di Napoli-  Questi non sono sempre appropriati per tutti i pazienti e vi è la necessità di terapie alternative che possano ridurre i tassi di recidiva, fenomeno che rimane un bisogno insoddisfatto nel trattamento. I dati di letteratura suggeriscono che questo prodotto è un’opzione di trattamento più efficace rispetto ai trattamenti attualmente disponibili sia per gli esiti istologici, la clearance completa delle lesioni, il ridotto tasso di recidive e il buon profilo di tollerabilità».

La cheratosi attinica
La cheratosi attinica o cheratosi solare è una malattia della pelle che si manifesta con macchie o lesioni ruvide e squamose in zone del corpo esposte al sole che possono assumere colorazione rosa, rossa, marrone oppure dello stesso colore della pelle.
L’esposizione cronica al sole è la causa di quasi tutte le lesioni di cheratosi attinica. I danni del sole sono cumulativi, per cui anche un breve periodo di esposizione si aggiunge al totale di tutta una vita.

La cheratosi attinica colpisce circa un uomo su tre oltre i 70 anni (18% per quanto riguarda le donne). È una malattia cutanea precancerosa causata dalla continua esposizione al sole, alcuni studiosi la considerano come la forma iniziale del carcinoma a cellule squamose.

Il 40-60% dei carcinomi a cellule squamose hanno origine da una cheratosi attinica non trattata e può progredire invadendo i tessuti circostanti. Dal 2 al 10% dei carcinomi a cellule squamose può diffondersi agli organi interni e diventare letale. In quanto fase iniziale del carcinoma spino cellulare, un tumore invasivo e con elevato potenziale metastatico, la AK rappresenta un rischio sensibile per la salute dei soggetti affetti. Approssimativamente, nel 10% dei pazienti immunocompetenti e nel 40% di quelli immunodepressi con AK si può sviluppare un SCC invasivo.