Diabete, arriva in Italia canagliflozin, riduce la glicemia eliminando lo zucchero con le urine

Italia
In occasione della 20ma edizione del Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi è stata presentata inoltre la più recente novità di cura per controllare la glicemia nel diabete di tipo 2: anche in Italia arriverà a breve canagliflozin, farmaco orale sviluppato da Janssen appartenente alla nuova classe degli inibitori SGLT-2 il cui meccanismo d’azione permette l’escrezione con le urine degli zuccheri, e quindi di calorie, arrivando ad eliminare fino a 120 g, l’equivalente di 30 zollette di zucchero al giorno.

“La glicosuria, ovvero la presenza di zuccheri nelle urine, da sempre è stata interpretata come un segno negativo associato alla condizione del diabete. Con questa nuova classe di farmaci da oggi diventa positivo. Positivo perché l’escrezione diretta dello zucchero attraverso le urine determina tre fenomeni positivi insieme: la riduzione della glicemia, la riduzione delle calorie e la perdita di liquidi che portano a un calo del peso e della pressione” spiega il Dott. Stefano Genovese, dell’IRCCS Multimedica di Milano e Consigliere d’Amministrazione della Fondazione AMD “grazie a questo nuovo meccanismo d’azione, l’ultimo arrivato, canagliflozin, permette di eliminare fino a 120 g di zucchero al giorno. Ovvero 30 zollette”.

 “Il diabete è una malattia complessa da affrontare, perché ogni persona con diabete è diversa; diversa quindi - quasi "su misura" - dovrebbe essere anche la cura da seguire”, dice Antonio Ceriello, Presidente dell'Associazione medici diabetologi (AMD). “Per questo motivo – prosegue – qualche anno fa AMD ha messo a punto sperimentato, validato e trasformato in un software disponibile per tutti i medici un modello - definito tecnicamente ‘algoritmo terapeutico’ - che, basandosi sulle caratteristiche di età, durata della malattia, fattori di rischio e complicanze ha identificato diversi profili di malattia, da sottoporre a schemi di cura personalizzati. La cura ‘su misura’ è resa possibile proprio dalla grande scelta di farmaci, con meccanismi d’azione diversi, che oggi il diabetologo ha a sua disposizione e che possono essere variamente associati tra loro a seconda dei bisogni. Gli inibitori del riassorbimento tubulare del glucosio o inibitori di SGLT-2, rappresentano l’ultima classe resa disponibile dalla ricerca farmacologica, il cui meccanismo d’azione è del tutto nuovo.”

LE NOVITA’ TERAPEUTICHE
Gli inibitori del SGLT-2 rappresentano la classe di farmaci per il diabete di tipo 2 più recentemente introdotta, il cui nuovo meccanismo di azione favorisce il controllo della glicemia agendo per la prima volta sull’eliminazione diretta degli zuccheri attraverso le urine. “La perdita di glucosio attraverso le urine porta con sé non solo un miglior controllo glicemico ma anche un dimostrato calo del peso e una diminuzione della pressione arteriosa, fattori particolarmente critici per il successo della terapia delle persone con il diabete” spiega Genovese “Lo sviluppo interessante legato all’arrivo della nuova classe di farmaci è stato quello di trasformare la glicosuria da fenomeno negativo a meccanismo positivo”.

La novità della classe è canagliflozin, di Janssen,  che sarà presto disponibile anche in Italia. “Con il dosaggio di 300 mg di canagliflozin abbiamo osservato un’escrezione importante di glucosio; ovvero fino a 120 g di zucchero al giorno che, negli studi ad oggi pubblicati, rappresenta la quantità di glucosio più alta escreta con gli inibitori SGLT-2. Quindi una potente azione di controllo della glicemia con conseguente riduzione del peso, soprattutto massa grassa, e controllo della pressione arteriosa”.

Canagliflozin, farmaco orale per il diabete di tipo 2, ha ricevuto l’approvazione da parte delle Autorità Regolatorie europee e italiane ed è pertanto in arrivo anche in Italia, nei dosaggi da 100 mg e 300 mg. Sarà inoltre disponibile in associazione precostituita con metformina per un totale di 6 diverse formulazioni. L’approvazione si è basata su un programma di studi clinici di fase 3 che ha previsto l’arruolamento di oltre 10.000 pazienti in nove studi.