Il 29 ottobre 2014 la Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha fornito parere favorevole alla richiesta di inserire ataluren nell'elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi della Legge 648/96 (lista classica), per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne causata da una mutazione nonsenso del gene per la distrofina, in pazienti di età pari o superiore a 5 anni.

Sviluppato dalla società biofarmaceutica  americana PTC Therapeutics, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Translarna.

Ataluren è indicato per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne conseguente a una mutazione nonsense nel gene della distrofina (nonsense mutation Duchenne Muscular Dystrophy, nmDMD) nei pazienti deambulanti di età pari ad al meno 5 anni. L’efficacia non è stata dimostrata nei pazienti non deambulanti.
La presenza di una mutazione nonsense del gene della distrofina deve essere stabilita mediante analisi genetiche.

Il farmaco potrà essere impiegato solo in una parte dei pazienti, cioè quelli in cui la malattia è causata da mutazioni “nonsenso” del gene della distrofina. Questi pazienti rappresentano il 10-15% del totale delle persone colpite dalla malattia.

La decisione favorevole dell’Aifa è arrivata in seguito alla richiesta, da parte degli specialisti e dell’associazione di pazienti e familiari Parent Project Onlus, di poter avere accesso al farmaco prima che sia commercialmente disponibile.  La legge 648/96 permette, infatti, che un gruppo di pazienti ottenga l'accesso a un farmaco che abbia dimostrato un beneficio mentre siano ancora in corso gli studi clinici.

Ataluren è stato approvato in Italia ma non è ancora commercialmente disponibile. Mediante questa legge il governo italiano rimborserà il farmaco per un anno dalla data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale o comunque fino a che non sarà stato approvato il prezzo ufficiale di rimborso.

Filippo Buccella, presidente di Parent Project ONLUS, ha così commentato “La storia di Translarna, iniziata nel 1998, ci ha insegnato moltissimo e proprio grazie ai fallimenti e alle tante difficoltà incontrate durante lo sviluppo clinico, abbiamo compreso la complessità della Duchenne, della quale ignoravamo anche la storia  naturale. Questa esperienza ci insegnerà ancora molto e la nostra comunità Duchenne è ancora una volta pronta a raccogliere questa sfida per il bene dei nostri figli.”

“Siamo molto felici di questa opinione positiva da parte dell'Aifa”, ha dichiarato Mark Rothera, Chief Commercial Officer di PTC Therapeutics, Inc., “siamo impegnati a espandere l'accesso di Translarna  a tutti pazienti che potrebbero trarne beneficio. Sappiamo che la Distrofia Muscolare di Duchenne è una malattia devastante e che progredisce rapidamente, quindi ogni giorno è importante. Noi stiamo lavorando con le Agenzie Regolatorie, i cittadini e la comunità Duchenne per fare in modo che Translarna possa essere disponibile per i pazienti nel più breve tempo possibile e ovunque sia possibile attraverso un meccanismo di Early Access Program (EAP).”


Come funziona ataluren
Noto in precedenza con la sigla PTC 124, ataluren è una terapia di ripristino proteico ideata per permettere la produzione della proteina funzionante in pazienti con difetti genetici causati da una mutazione nonsenso. Una mutazione nonsenso è un'alterazione nel codice genetico che arresta prematuramente la sintesi di una proteina fondamentale. La patologia risultante è determinata dal fatto che la proteina non può essere più espressa interamente e/o non è più funzionante, come nel caso della distrofina nelle distrofie di Duchenne/Becker.

Ataluren  interviene sui meccanismi molecolari post-trascrizionali, ovvero quei meccanismi coinvolti nella lettura dei geni e nella loro traduzione in proteine. Tra i diversi tipi di mutazioni che possono colpire il gene della distrofina vi è il cosiddetto “codone di stop prematuro”, si tratta di una mutazione puntiforme, chiamata appunto “non senso”, che comporta l’introduzione di un segnale di stop in una zona interna del gene. Immaginiamo di paragonare la struttura di un gene a quella di una frase: per essere letto, un gene ha bisogno di un segnale di inizio e di uno di stop, proprio come la maiuscola e il punto finale in una frase.

Se si introducesse un punto nel bel mezzo di una frase si perderebbe parte dell’informazione ed il senso stesso della frase. Il codone di stop prematuro, allo stesso modo, causa l’interruzione anticipata della lettura del gene e, quindi, la produzione di una forma più corta, non funzionale, della distrofina.
Circa il 10-15% dei ragazzi colpiti da distrofia muscolare di Duchenne hanno un codone di stop prematuro nel gene della distrofina.

Cos’è la Distrofia muscolare di Duchenne e Becker
La Distrofia Muscolare di Duchenne e Becker è una malattia genetica rara che colpisce 1 su 3500 bambini nati vivi, quasi esclusivamente maschi, e si manifesta intorno ai 2-3 anni di vita. Si stima che in Italia siano 5.000 le persone affette dalla malattia.

La distrofia muscolare di Duchenne/Becker è la forma più grave tra le distrofie muscolari ed è causata dall’assenza di una proteina detta Distrofina, che conduce a una progressiva diminuzione della forza muscolare fino ad arrivare alla perdita definitiva della deambulazione autonoma che avviene generalmente tra i 9 e i 14 anni, quando il ragazzo è costretto a muoversi su una sedia a rotelle.

La degenerazione colpisce in seguito anche il cuore e i muscoli respiratori fino a rendere necessaria la ventilazione assistita. Fino a pochi anni fa, prima dei sistemi di ventilazione meccanica, il rischio di morte era elevatissimo tra i 20 e i 30 anni.

Attualmente non esiste una cura specifica, ma i costanti progressi della ricerca scientifica e i trattamenti multidisciplinari applicati, hanno permesso di migliorare la qualità della vita dei pazienti e raddoppiare le aspettative di vita rispetto a quelle di qualche decennio fa.

Ataluren: Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto