Italia

"Donne. Salute. Territorio" un libro sul valore della leadership femminile

L'impegno costante della community "Donne protagoniste in sanità" ha reso possibile la realizzazione di un libro dal titolo "Donne. Salute. Territorio", edito da Edra, presentato ieri presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. La community (https://www.protagoniste.it/ ), nata nel 2021 per favorire un confronto tra donne e ripensare la Sanità italiana con uno sguardo femminile, ha l'obiettivo di operare affinché ogni donna sia protagonista della propria vita e del proprio futuro.

L’impegno costante della community “Donne protagoniste in sanità” ha reso possibile la realizzazione di un libro dal titolo “Donne. Salute. Territorio”, edito da Edra, presentato ieri presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. La community, nata nel 2021 per favorire un confronto tra donne e ripensare la Sanità italiana con uno sguardo femminile, ha l’obiettivo di operare affinché ogni donna sia protagonista della propria vita e del proprio futuro.

“Ho visto nascere la community Donne protagoniste in sanità e i principi che la animano rappresentano la chiave per costruire un futuro diverso e migliore. La partecipazione e il coinvolgimento di cittadini e di professionisti nelle scelte politiche è vincente, perché oggi più che mai è indispensabile conoscere fragilità e opportunità del contesto socio-sanitario per individuare delle soluzioni efficaci. È necessario portare al decisore politico la voce e la testimonianza concreta del cittadino” ha spiegato Maria Domenica Castellone, vicepresidente del Senato e promotrice dell’evento, che vede nella pubblicazione uno stimolo a lavorare a più mani alla costruzione di una riforma efficace del Sistema.

“Donne.Salute.Territorio” è infatti un libro scritto da oltre 200 donne della Community che evidenzia punti di forza, criticità e possibili soluzioni in merito ai temi più attuali: dall’assistenza territoriale, la domiciliarizzazione delle cure, la telemedicina, alla medicina di genere. Il volume, che si rivolge alle/agli operatori sanitari e ai decisori pubblici, propone un contributo al dibattito sulla complessità della nuova domanda di salute, indotta dalla continua crescita delle patologie cronico-degenerative, e al ripensamento del modello di assistenza incoraggiato dal PNRR e dal DM 77/22, oltre che una riflessione sul concetto di gender gap.

“La Community oggi sfiora le 2.000 associate e “Donne, Salute, Territorio” non è solo il racconto di un anno di lavoro, ma è il risultato tangibile di impegno e sinergia, tratti che caratterizzano le protagoniste dell’associazione. È un libro che rispecchia i valori che animano il nostro gruppo: rispetto e centralità della persona, equità e spinta all’evoluzione. Uno dei nostri obiettivi è colmare il gender gap: le donne rappresentano oltre il 78% dei professionisti impegnati nel settore sanitario e rappresentano il 65% dei caregiver. Le donne sono poi le principali utilizzatrici del sistema sanitario, se consideriamo anche l’allarmante dato sulle vittime di violenza. Chi, meglio delle donne, protagoniste a tutto tondo del Sistema Sanitario, può portare a un progresso e a una nuova visione prospettica?” si chiede Monica Calamai, direttrice generale Ausl di Ferrara, Commissaria straordinaria azienda ospedaliero universitaria di Ferrara e coordinatrice della community “Donne protagoniste in sanità”.

È intervenuta durante i lavori anche l’On. Ilenia Malavasi della XII Commissione (Affari Sociali): “Stiamo vivendo un momento positivo per la sanità: abbiamo risorse preziose che non possiamo sprecare. Parallelamente alle risorse del PNRR dobbiamo operare affinché possano essere varate le necessarie riforme per il personale, per l’integrazione socio-sanitaria e per la cura domiciliare, oltre che per la digitalizzazione. Dobbiamo far sì che si sviluppi una nuova idea di sanità che deve necessariamente prendere l’avvio da un cambiamento culturale: abbandoniamo l’individualismo e proiettiamoci verso un senso di comunità curante. Ogni cittadino è protagonista della sua vita e della sua salute: il libro “Donne, Salute, Territorio” ci da molti spunti di riflessione e le donne potranno fare la differenza in questo percorso di educazione sanitaria”.

Nel corso dell’evento è stato evidenziato quanto il progresso, la cultura e l’educazione siano indissolubilmente determinati dal contributo della donna nella società e nel mondo professionale, come evidenziato anche da Simona Bianchi (direttrice sanitaria Ast di Fermo) che ha promosso un’analisi sulla medicina penitenziaria e la presenza della donna in questo contesto, e Francesca De Giorgi (direttrice dei sistemi informativi e responsabile della trasformazione digitale della fondazione Irccs istituto neurologico Carlo Besta) che ha spiegato come la telemedicina sia un acceleratore di salute globale, uno strumento capace di superare barriere attraverso complementarietà di servizi, multidisciplinarietà di saperi e interoperabilità di sistemi, di cui le donne possono farsi portavoce.

Prospettiva, quella della donna nella comunità professionale, ancora più rilevante in Italia, dove gran parte dei ruoli apicali risulta ricoperta da uomini di età avanzata che, spesso, per ragioni forse biologiche ancor prima che personali, sono orientate ad un mantenimento dello status quo e ad una gestione delle contingenze. Accento posto sia dalla senatrice Elisa Pirro (10ª Commissione permanente - Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), intervenuta nel corso dei lavori, sia da Ludovico Baldessin, amministratore delegato di Edra e facilitatore dell’evento, che ha concluso con una riflessione: “anche in Sanità, nonostante una presenza numerica di donne significative, se ne registra una ridotta presenza in ruoli apicali: per affrontare i molteplici problemi e le numerose criticità di questa fase storica sono indispensabili le migliori energie che le nostre comunità possono offrire, ed è quindi necessario riconoscere la leadership e la competenza delle donne nella Sanità. La pubblicazione “Donne. Salute. Territorio” non rappresenta quindi unicamente un’opera di singolare valore tecnico scientifico ma, intrinsecamente, un accorato appello per costruire un futuro migliore anche grazie al valore e al ruolo della leadership femminile”.