Lilly Italia non ha rinnovato  l'Autorizzazione all'Immissione in Commercio, scaduta il 31.05.2010, di Pemine (Penicillamina cloridato). La decisione è stata presa da Lilly Italia sulla base della considerazione che per tutte le indicazioni del farmaco, sono già presenti da tempo in Italia alternative di trattamento efficaci e sicure.

Le indicazioni terapeutiche di Pemine  sono: Artrite reumatoide grave in fase attiva, Morbo di Wilson o degenerazione epatoenticolare, intossicazioni professionali accidentali o terapeutiche da piombo e oro, Cistinuria o Cistinosi, Test di Ohlsson per la diagnosi dell'intossicazione da piombo. La penicillamina è utilizzata per il trattamento del Morbo di Wilson sin dagli anni '50. L'Italia era l'unico paese al mondo in cui Pemine era ancora in commercio.  

Lilly  e AIFA hanno predisposto un piano d'azione per garantire la continuità terapeutica per questi pazienti, per i quali alcuni medici specialisti non ritengono appropriato passare ad altra terapia. Lilly ha già messo a disposizione quantitativi di farmaco, che potranno coprire il fabbisogno per i primi mesi.

La disponibilità del farmaco è - e sarà - assicurata tramite la distribuzione già avviata attraverso le farmacie ospedaliere. Inoltre, si stanno predisponendo ulteriori soluzioni per il medio-lungo termine, ai fini di garantire ai pazienti l'accesso al farmaco anche in futuro, qualora non potessero o non volessero proseguire la cura con medicinali diversi, come da comunicato AIFA.
Lilly Italia ha attivato un call center  24 h su 24 dedicato per ogni tipo di supporto  logistico e scientifico per i pazienti e per gli operatori della salute.

Informazioni sulla malattia di Wilson
La malattia di Wilson è una condizione estremamente rara, caratterizzata da un accumulo tossico del rame, soprattutto nel fegato e nel sistema nervoso centrale. La trasmissione è autosomica recessiva. La prevalenza è di 1/25.000. I pazienti sintomatici possono presentare forme epatiche, neurologiche o psichiatriche. La diagnosi si basa sulla presentazione clinica e fenotipica della ma-lattia e sul riscontro del difetto genetico correlato. La malattia è dovuta ad una mutazione omo-zigote nel gene ATP7B, localizzato sul cromosoma 13. L'identificazione del gene-malattia ha permesso di migliorare la comprensione del metabolismo citosolico del rame e la sua relazione con la sintesi della ceruloplasmina. La malattia può essere trattata efficacemente con terapia chelante e con zinco. Il trapianto di fegato è indicato nei pazienti con epatite fulminante o in quelli che presentano una progressione della disfunzione epatica, indipendentemente dalla terapia farmacologica.

Elisa Spelta
Medical Writer