Dopo la psicosi nel Parkinson, pimavanserina riduce allucinazioni e deliri nell'Alzheimer

Nuovi risultati di un trial di fase 2 con il farmaco antipsicotico pimavanserina in pazienti affetti da psicosi associata a malattia di Alzheimer (AD), hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa delle psicosi tra quelli trattati con pimavanserina rispetto al placebo. Lo ha annunciato la societÓ produttrice del farmaco, Acadia Pharmaceuticals.

Nuovi risultati di un trial di fase 2 con il farmaco antipsicotico pimavanserina in pazienti affetti da psicosi associata a malattia di Alzheimer (AD), hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa delle psicosi tra quelli trattati con pimavanserina rispetto al placebo. Lo ha annunciato la società produttrice del farmaco, Acadia Pharmaceuticals.

Agonista selettivo inverso che agisce preferenzialmente sui recettori 5-HT2A, pimavanserina ha un meccanismo biologico differente rispetto agli altri antipsicotici ed è stato approvato in formulazione in compresse, verso l’inizio dell’anno scorso, dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento di allucinazioni e deliri associati alle psicosi nella malattia di Parkinson (PD).

Risultati statisticamente significativi già dopo 6 settimane
Il nuovo trial esplorativo in doppio cieco, controllato con placebo, ha coinvolto 181 pazienti con AD associata a psicosi residenti nel Regno Unito (età media: 86 anni) i quali sono stati assegnati in modo randomizzato a ricevere ogni giorno 34 mg di pimavanserina o un placebo.

L'endpoint primario era costituito dall'efficacia antipsicotica, misurata dalla variazione media del Neuropsychiatric Inventory-Nursing Home (NPI-NH) Psychosis score (domini combinati di allucinazioni e deliri) dal basale alla sesta settimana di dosaggio. I pazienti hanno continuato il dosaggio alla 12ma settimana per fornire informazioni sugli endpoint secondari, compresi i cambiamenti nella cognizione.

Alla sesta settimana, i pazienti che assumevano pimavanserina hanno avuto un miglioramento di 3,76 punti al NPI-NH Psychosis score a fronte di un miglioramento di 1,93 punti per il placebo, il che ha rappresentato un miglioramento comparativo statisticamente significativo (p = 0,0451). Al basale i punteggi medi erano 9,52 e 10,00, rispettivamente, per i gruppi pimavanserina e placebo.

Gli antipsicotici atipici sono stati associati a un peggioramento della funzione cognitiva nei pazienti con AD. Nel corso delle 12 settimane di trattamento in questo studio, invece, pimavanserina non ha ridotto la cognizione come misurato dal Mini-Mental State Examination score ed è risultata simile al placebo. Circa l’endpoint secondario relativo al cambiamento medio del NPI-NH Psychosis score alla 12ma settimana, pimavanserina ha mantenuto il miglioramento delle psicosi rilevato all’endpoint primario della sesta settimana, senza in questo caso separarsi statisticamente dal placebo.

Pimavanserina è risultata generalmente ben tollerata e il profilo di sicurezza è apparso in linea con quello riportato in studi precedenti. Un'analisi preliminare dei dati di sicurezza ha verificato che gli eventi avversi più comuni sono stati cadute, infezioni delle vie urinarie e agitazione. Il tasso di mortalità è risultato simile nei due gruppi di studio.

Come si legge in un comunicato stampa dell’azienda, secondo Steve Davis, presidente e CEO di Acadia, questi nuovi dati «forniscono una prova robusta che pimavanserina può migliorare le psicosi in un altro disturbo neurologico grave [ossia l’AD, dopo il PD] e fornire lo slancio strategico per l'ulteriore sviluppo di pimavanserina per rispondere alle esigenze dei pazienti AD con psicosi».

Il precedente trial relativo ai pazienti con malattia di Parkinson
Nel precedente studio sul PD, l'efficacia di pimavanserina era stata dimostrata in uno studio clinico di 6 settimane condotto su 199 partecipanti. Tale studio aveva dimostrato che il farmaco era superiore al placebo nel ridurre la frequenza e/o la gravità di allucinazioni e deliri senza peggiorare i sintomi motori primari del PD. Allucinazioni o deliri si verificano in circa il 50% dei pazienti con PD in qualche momento durante il decorso della malattia e possono essere profondamente disturbanti e disabilitanti, ricordano gli esperti del settore.

Nonostante alcune preoccupazioni per un maggiore rischio di eventi avversi gravi, compresa la morte, e il piccolo numero di pazienti testati, i membri del Psychopharmacologic Drugs Advisory Committee della FDA stabilirono che pimavanserina aveva dimostrato di essere efficace e sicura nei pazienti con PD e che i benefici sopravanzavano i rischi.

Come nel caso di altri farmaci antipsicotici atipici, pimavanserina ha un ‘warning’ riquadrato che avvisa gli operatori sanitari di un aumentato rischio di morte associato con l'uso di questi farmaci per il trattamento delle persone più anziane con psicosi correlata alla demenza.

Pimavanserina era stata designata come ‘breakthrough therapy’ per il trattamento di allucinazioni e deliri associati al PD. La FDA, si ricorda, ha progettato questa designazione per accelerare lo sviluppo e la revisione di farmaci che sono destinati a trattare una condizione grave quando le evidenze cliniche preliminari indicano che un farmaco può dimostrare un miglioramento sostanziale rispetto alla terapia disponibile su un endpoint clinicamente significativo.

Al farmaco era stata inoltre concessa una ‘priority review’, che prevede un esame accelerato di farmaci che offrono un significativo miglioramento della sicurezza o dell'efficacia per il trattamento, la prevenzione o la diagnosi di una condizione grave.

A.Z.