AF e prevenzione ictale, profilo migliorato per apixaban da meta-analisi real-world

Nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (AF), l'uso di apixaban nella vita reale è associato a un'efficacia generale in termini di riduzione dell'ictus cerebrale e di qualsiasi evento tromboembolico rispetto al warfarin. È stato inoltre riscontrato un profilo di sicurezza migliore con apixaban rispetto a warfarin, dabigatran e rivaroxaban. Sono questi i risultati di una meta-analisi pubblicata su "Stroke".

Nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (AF), l'uso di apixaban nella vita reale è associato a un'efficacia generale in termini di riduzione dell'ictus cerebrale e di qualsiasi evento tromboembolico rispetto al warfarin. È stato inoltre riscontrato un profilo di sicurezza migliore con apixaban rispetto a warfarin, dabigatran e rivaroxaban. Sono questi i risultati di una meta-analisi pubblicata su “Stroke”.

L'uso della terapia anticoagulante orale per la prevenzione dell'ictus cerebrale nell’AF è stato trasformato dalla disponibilità degli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (DOAC [ad azione diretta], in precedenza noti come NOAC o anche NAO).

«Gli studi “real-world” (RWS) sull'uso dei DOAC potrebbero aiutare a chiarire la loro efficacia e sicurezza nella pratica clinica quotidiana» sostengono gli estensori del lavoro apparso su “Stroke”, tutti italiani tranne il senior author, Gregory Y.H. Lip, del City Hospital presso l'Istituto di Scienze Cardiovascolari dell’Università di Birmingham (UK).

«Apixaban è stato il terzo anticoagulante orale non antagonista della vitamina K introdotto nella pratica clinica e sono stati pubblicati studi sul mondo reale» ricordano i ricercatori. «Il nostro obiettivo è stato quello di riassumere le prove attuali sugli studi real-world su apixaban per la prevenzione dell'ictus cerebrale nell’AF».

Inclusi nell’elaborazione 16 studi a partire dai 9.680 articoli identificati all’inizio
«Abbiamo eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi di tutti gli RWS osservazionali confrontando apixaban con altri farmaci anticoagulanti orali disponibili» spiegano i ricercatori. «Dagli originali 9.680 articoli recuperati, 16 studi sono stati inclusi nella meta-analisi finale».

Rispetto al warfarin, la dose regolare di apixaban è risultata più efficace nel ridurre qualsiasi evento tromboembolico (odds ratio: 0,77; intervallo di confidenza al 95%: 0,64-0,93) ma non è stata trovata alcuna differenza significativa relativamente al rischio di ictus cerebrale.

«Apixaban è stato efficace quanto il dabigatran e il rivaroxaban nel ridurre gli eventi tromboembolici e l'ictus. Il rischio di sanguinamento maggiore, però, era significativamente più basso per apixaban rispetto a warfarin, dabigatran e rivaroxaban (riduzione del rischio relativo: rispettivamente 38%, 35% e 46%)» scrivono Lip e colleghi.

Analogamente, il rischio di emorragia intracranica è apparso significativamente inferiore per apixaban rispetto a warfarin e rivaroxaban (46% e 54%, rispettivamente) ma non a dabigatran. Il rischio di sanguinamento gastrointestinale è risultato inferiore con apixaban rispetto a tutti gli agenti anticoagulanti orali (P <0,00001 per tutti i confronti).

Ottimo profilo in termini di bilanciamento tra efficacia e sicurezza
«Il nostro articolo estende le precedenti meta-analisi nella comprensione dell'impatto di apixaban nella pratica clinica della vita reale» sostengono gli autori.

«Rispetto al warfarin, la dose regolare di apixaban si è associata a un'efficacia leggermente migliorata nel ridurre gli eventi tromboembolici anche se, nel complesso, la differenza non è stata significativa e l'NNT indicava un numero maggiore di soggetti da trattare per evitare l'evento tromboembolico e un NNT simile per la prevenzione dell'ictus cerebrale» rilevano.

«Tuttavia» aggiungono Lip  colleghi «era evidente un profilo di sicurezza migliore, in linea con altri RWS condotti con altri DOAC. Inoltre, apixaban ha avuto un'efficacia simile ma un profilo di sicurezza sostanzialmente migliore rispetto a dabigatran e rivaroxaban».

«Finora, tutti i DOAC sono stati considerati sostanzialmente simili per efficacia, con alcune possibili differenze in termini di sicurezza» sottolineano gli autori.

«I nostri dati, anche se basati su confronti indiretti e quindi da interpretare con cautela, suggeriscono invece che, nel contesto delle prove RWS attualmente disponibili, apixaban potrebbe rappresentare, per molti pazienti con AF, la migliore alternativa nell’ambito della terapia con DOAC, in termini di bilanciamento tra efficacia e sicurezza» concludono Lip e colleghi.

Giorgio Ottone

Riferimento bibliografico:
Proietti M, Romazzi I, Romiti GF, et al. Real-World Use of Apixaban for Stroke Prevention in Atrial Fibrillation. A Systematic Review and Meta-Analysis. Stroke, 2018;49(1):98-106.
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