Nei pazienti con diabete mellito o scarso controllo glicemico a lungo termine, l’albumina glicata (GA) potrebbe essere un potenziale biomarcatore in grado di predire una recidiva ictale nei soggetti in singola o doppia terapia antiaggregante dopo ictus minore o attacco ischemico transitorio (TIA). È quanto emerge da un’analisi dello studio CHANCE, apparsa online su Neurology.

«Nonostante una terapia antipiastrinica sostenuta, alcuni pazienti ancora hanno eventi ischemici. Dato che la prognosi dell’ictus recidivante non è favorevole, la precoce identificazione di questi soggetti è della massima importanza» premettono gli autori, guidati da Yongjun Wang, del Dipartimento di Neurologia dell’Ospedale Universitario Tiantan di Pechino (Cina). «Una risposta variabile del paziente al trattamento antipiastrinico in parte determina il fallimento della terapia».

«I pazienti affetti da diabete mellito o con scarso controllo glicemico a lungo termine sono meno sensibili al trattamento antipiastrinico» proseguono. «GA, marker di controllo glicemico a breve termine (2-4 settimane), è fortemente associato alla comparsa di diabete. Di conseguenza, i livelli di GA potrebbero essere utili per predire la risposta del paziente alla terapia antipiastrinica». Queste le premesse su cui si fonda questo studio, condotto per stabilire la relazione tra GA e le recidive di ictus nei pazienti in singola o doppia terapia antiaggregante.

Nel trial CHANCE (Clopidogrel in High-Risk Patients with Acute Nondisabling Cerebrovascular Events) pazienti con ictus ischemico minore o TIA erano stati randomizzati a terapia antipiastrinica con clopidogrel più acido acetilsalicilico (ASA) o solo ASA. È stato analizzato un sottogruppo di 3.044 pazienti consecutivi con disponibile la misurazione dei livelli basali di GA provenienti da 73 siti clinici predeterminati. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base a un livello di GA pari a 15,5%, considerato valore-soglia per lo sviluppo di diabete. L'outcome primario era costituito da una recidiva di ictus nel corso di 90 giorni di follow-up. Sono stati utilizzati modelli a rischi proporzionali di Cox per valutare l'interazione di GA con le terapie antiaggreganti randomizzate rispetto al rischio di ictus ricorrente di ognuna di esse.

Si è trovata un’Interazione significativa dei livelli di GA con i due gruppi di terapia antipiastrinica dopo aggiustamento per età, sesso e altri fattori confondenti convenzionali (p = 0,009) e l'interazione è rimasta costante dopo ulteriore correzione per storia di diabete (p = 0,010). Nei pazienti con i livelli più bassi di GA basso, un ictus si è verificato nel 5,5% dei pazienti nel gruppo clopidogrel+ASA e nel 12,7% nel gruppo solo ASA (hazard ratio [HR] corretto: 0,40; 95% CI: 0,26-0,61; p < 0,001). Inoltre, nei pazienti con livelli elevati di GA, l’ictus si è verificato nel 9,2% dei pazienti nel gruppo clopidogrel+ASA e nell’11,4% nel gruppo solo ASA (HR corretto: 0,79; 95% CI: 0,60-1,05; p = 0,103).

«Al contrario dell’HbA1C» aggiungono gli autori «GA può essere utilizzato nei pazienti con anemia o emoglobinopatie. Infatti GA può riflettere in modo più accurato l’attuale stato di controllo glicemico ed essere misurato dal siero o dal plasma insieme alla glicemia, mentre per misurare l’HbA1C è richiesto un campione separato di sangue intero».

Inoltre «è noto che comuni fattori di rischio vascolare, quali età, indice di massa corporea (BMI), fumo, ipertensione e ipercolesterolemia interferiscono con i trattamenti antiaggreganti» fanno notare. «Dopo avere effettuato gli aggiustamenti per questi fattori, abbiamo scoperto che GA ha continuato ad avere un effetto indipendente sulla terapia antipiastrinica e sugli outcome».

«I livelli basali di GA» sostengono Wang e colleghi «possono predire l’effetto del solo ASA o della doppia terapia antipiastrinica sul rischio di recidiva ictale, ictus ischemico ed eventi vascolari combinati in pazienti acuti con ictus minore o TIA ad alto rischio».

Arturo Zenorini
Li J, Wang Y, Wang D, et al. Glycated albumin predicts the effect of dual and single antiplatelet therapy on recurrent stroke. Neurology, 2015 Mar 4. [Epub ahead of print]
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