Alcol primo fattore di rischio per la demenza. I risultati del pił grande studio nel suo genere

I disturbi legati all'alcol sono i pił importanti fattori di rischio prevenibili per l'insorgenza di tutti i tipi di demenza, in particolare la demenza a esordio precoce. E' quanto emerso da uno studio osservazionale condotto in Francia su oltre un milione di adulti, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health.

I disturbi legati all'alcol sono i più importanti fattori di rischio prevenibili per l'insorgenza di tutti i tipi di demenza, in particolare la demenza a esordio precoce. E’ quanto emerso da uno studio osservazionale condotto in Francia su oltre un milione di adulti, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health.

La demenza è una condizione prevalente, che colpisce il 5-7% delle persone di età superiore ai 60 anni, e una delle principali cause di disabilità in questi soggetti a livello globale. Lo studio si proponeva di esaminare l'associazione tra i disordini da uso di alcol e rischio di demenza, con particolare attenzione alla demenza a esordio precoce (<65 anni), e includeva persone a cui erano stati diagnosticati disturbi mentali e comportamentali, o malattie croniche attribuibili all'uso cronico di alcol.

Alcol e demenza
Le relazioni tra uso di alcol e salute cognitiva in generale, e demenza in particolare, sono complesse.
In primo luogo, l'etanolo e il suo metabolita acetaldeide hanno un effetto neurotossico diretto, che porta a danni permanenti strutturali e funzionali al cervello. Il consumo eccessivo di alcol è associato alla carenza di tiamina, che porta alla sindrome di Wernicke-Korsakoff (una malattia degenerativa del sistema nervoso che determina demenza), ed è un fattore di rischio per altre condizioni che possono danneggiare il cervello, come l'epilessia e l'encefalopatia epatica in pazienti con malattia epatica cirrotica.

In aggiunta, l'assunzione intensa di alcol è indirettamente correlata alla demenza vascolare, per via della correlazione con fattori di rischio vascolari come ipertensione, ictus emorragico, fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca. Infine, il consumo eccessivo di alcol è associato al tabagismo, alla depressione e a bassi livelli di istruzione, che costituiscono possibili fattori di rischio per la demenza.

Uno grande studio retrospettivo
E’ stata analizzata una coorte retrospettiva su scala nazionale di tutti i pazienti adulti (≥20 anni) ricoverati in ospedale, in Francia, tra il 2008 e il 2013.
Dei 57.000 casi di demenza a esordio precoce, la maggioranza (57%) era correlata al consumo pesante cronico di alcol.

L’Oms definisce il bere cronico pesante in presenza di un consumo di oltre 60 grammi di alcol puro in media al giorno per gli uomini (4-5 bevande standard canadesi), e 40 grammi (circa 3 bevande standard) al giorno per le donne.

«I risultati indicano che il consumo eccessivo di alcool e i disordini a esso correlati sono i fattori di rischio più importanti per la demenza, in particolar modo per quelle forme che iniziano prima dei 65 anni e che portano a morti premature», afferma Jürgen Rehm, coautore dello studio e direttore del CAMH Institute for Mental Health Policy Research. «Il danno cerebrale indotto dall'alcol e la demenza sono prevenibili, e disponiamo di misure preventive efficaci che possono fare la differenza nei confronti delle morti premature per demenza».

Rehm sottolinea che, in media, i disturbi legati all'alcol riducono l'aspettativa di vita di oltre 20 anni e che, per queste persone, la demenza è una delle principali cause di morte.
L’analisi ha inoltre evidenziato che la quota di demenza attribuibile all'alcol è molto più grande di quanto si pensasse in precedenza, e ha identificato i disturbi da consumo di alcool come il più forte fattore di rischio modificabile per l'insorgenza di demenza.

Sebbene l'astinenza fosse prevedibilmente associata a un minor rischio di morte rispetto ai disturbi incontrollati dell'alcool, i risultati dello studio mostrano che il rischio di insorgenza di demenza è rimasto invariato dopo l'astinenza. Questa constatazione corrobora i risultati recenti che dimostrano che l'uso di alcol esercita in modo diretto un danno cerebrale permanente.

«Come psichiatra geriatrico, vedo spesso gli effetti del disturbo da consumo di alcol sulla demenza, quando purtroppo è troppo tardi per intervenire e migliorare la capacità cognitiva», ha detto  Bruce Pollock, vicepresidente della ricerca del CAMH. «A livello di assistenza primaria, il controllo e la riduzione del problema del bere, così come il trattamento dei disturbi da consumo di alcol, devono iniziare molto prima». Gli autori hanno anche fatto notare che lo studio ha preso in esame solo i casi più gravi di disturbo da uso di alcol, ovvero quelli che comportano il ricovero in ospedale. Ciò potrebbe significare che, a causa delle remore nel segnalare i disturbi legati all'uso di alcol, l'associazione tra alcol cronico e demenza potrebbe essere ancora più marcata.

CAMH, centro per le dipendenze e la salute mentale
E’ il più grande ospedale canadese di insegnamento sulla salute mentale e sulle dipendenze, nonché uno dei centri di ricerca leader nel mondo nel suo campo. Il CAMH combina assistenza clinica, ricerca, istruzione, sviluppo delle politiche e promozione della salute per aiutare a trasformare la vita delle persone colpite da problemi di salute mentale e dipendenza. E’ completamente affiliato con l'Università di Toronto e collabora con l'Organizzazione della Sanità Panamericana e l’Oms.

Schwarzinger M et al. Contribution of alcohol use disorders to the burden of
dementia in France 2008–13: a nationwide retrospective cohort study. The Lancet Public Health. Published online February 20, 2018.

leggi
Alcol primo fattore di rischio per la demenza. I risultati del più grande studio nel suo genere

I disturbi legati all'alcol sono i più importanti fattori di rischio prevenibili per l'insorgenza di tutti i tipi di demenza, in particolare la demenza a esordio precoce. E’ quanto emerso da uno studio osservazionale condotto in Francia su oltre un milione di adulti, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health.

La demenza è una condizione prevalente, che colpisce il 5-7% delle persone di età superiore ai 60 anni, e una delle principali cause di disabilità in questi soggetti a livello globale. Lo studio si proponeva di esaminare l'associazione tra i disordini da uso di alcol e rischio di demenza, con particolare attenzione alla demenza a esordio precoce (<65 anni), e includeva persone a cui erano stati diagnosticati disturbi mentali e comportamentali, o malattie croniche attribuibili all'uso cronico di alcol.

Alcol e demenza
Le relazioni tra uso di alcol e salute cognitiva in generale, e demenza in particolare, sono complesse.
In primo luogo, l'etanolo e il suo metabolita acetaldeide hanno un effetto neurotossico diretto, che porta a danni permanenti strutturali e funzionali al cervello. Il consumo eccessivo di alcol è associato alla carenza di tiamina, che porta alla sindrome di Wernicke-Korsakoff (una malattia degenerativa del sistema nervoso che determina demenza), ed è un fattore di rischio per altre condizioni che possono danneggiare il cervello, come l'epilessia e l'encefalopatia epatica in pazienti con malattia epatica cirrotica.

In aggiunta, l'assunzione intensa di alcol è indirettamente correlata alla demenza vascolare, per via della correlazione con fattori di rischio vascolari come ipertensione, ictus emorragico, fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca. Infine, il consumo eccessivo di alcol è associato al tabagismo, alla depressione e a bassi livelli di istruzione, che costituiscono possibili fattori di rischio per la demenza.

Uno grande studio retrospettivo
E’ stata analizzata una coorte retrospettiva su scala nazionale di tutti i pazienti adulti (≥20 anni) ricoverati in ospedale, in Francia, tra il 2008 e il 2013.
Dei 57.000 casi di demenza a esordio precoce, la maggioranza (57%) era correlata al consumo pesante cronico di alcol.

L’Oms definisce il bere cronico pesante in presenza di un consumo di oltre 60 grammi di alcol puro in media al giorno per gli uomini (4-5 bevande standard canadesi), e 40 grammi (circa 3 bevande standard) al giorno per le donne.

«I risultati indicano che il consumo eccessivo di alcool e i disordini a esso correlati sono i fattori di rischio più importanti per la demenza, in particolar modo per quelle forme che iniziano prima dei 65 anni e che portano a morti premature», afferma Jürgen Rehm, coautore dello studio e direttore del CAMH Institute for Mental Health Policy Research. «Il danno cerebrale indotto dall'alcol e la demenza sono prevenibili, e disponiamo di misure preventive efficaci che possono fare la differenza nei confronti delle morti premature per demenza».

Rehm sottolinea che, in media, i disturbi legati all'alcol riducono l'aspettativa di vita di oltre 20 anni e che, per queste persone, la demenza è una delle principali cause di morte.
L’analisi ha inoltre evidenziato che la quota di demenza attribuibile all'alcol è molto più grande di quanto si pensasse in precedenza, e ha identificato i disturbi da consumo di alcool come il più forte fattore di rischio modificabile per l'insorgenza di demenza.

Sebbene l'astinenza fosse prevedibilmente associata a un minor rischio di morte rispetto ai disturbi incontrollati dell'alcool, i risultati dello studio mostrano che il rischio di insorgenza di demenza è rimasto invariato dopo l'astinenza. Questa constatazione corrobora i risultati recenti che dimostrano che l'uso di alcol esercita in modo diretto un danno cerebrale permanente.

«Come psichiatra geriatrico, vedo spesso gli effetti del disturbo da consumo di alcol sulla demenza, quando purtroppo è troppo tardi per intervenire e migliorare la capacità cognitiva», ha detto  Bruce Pollock, vicepresidente della ricerca del CAMH. «A livello di assistenza primaria, il controllo e la riduzione del problema del bere, così come il trattamento dei disturbi da consumo di alcol, devono iniziare molto prima». Gli autori hanno anche fatto notare che lo studio ha preso in esame solo i casi più gravi di disturbo da uso di alcol, ovvero quelli che comportano il ricovero in ospedale. Ciò potrebbe significare che, a causa delle remore nel segnalare i disturbi legati all'uso di alcol, l'associazione tra alcol cronico e demenza potrebbe essere ancora più marcata.

CAMH, centro per le dipendenze e la salute mentale
E’ il più grande ospedale canadese di insegnamento sulla salute mentale e sulle dipendenze, nonché uno dei centri di ricerca leader nel mondo nel suo campo. Il CAMH combina assistenza clinica, ricerca, istruzione, sviluppo delle politiche e promozione della salute per aiutare a trasformare la vita delle persone colpite da problemi di salute mentale e dipendenza. E’ completamente affiliato con l'Università di Toronto e collabora con l'Organizzazione della Sanità Panamericana e l’Oms.


Schwarzinger M et al. Contribution of alcohol use disorders to the burden of
dementia in France 2008–13: a nationwide retrospective cohort study. The Lancet Public Health. Published online February 20, 2018.

http://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(18)30022-7/fulltext