Autismo e infezione da virus herpes simplex durante la gravidanza

La presenza di livelli elevati di anticorpi materni contro l'herpes simplex virus di tipo 2 (Hsv-2) durante la gravidanza è stata associata a un aumentato rischio di disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, Asd) soprattutto nei figli maschi.

La presenza di livelli elevati di anticorpi materni contro l'herpes simplex virus di tipo 2 (Hsv-2) durante la gravidanza è stata associata a un aumentato rischio di disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, Asd) soprattutto nei figli maschi.

È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato recentemente su mSphere, la rivista ufficiale dell’American Society for Microbiology, in cui gli autori dichiarano che si tratta del primo studio che riferisce questo tipo di associazione.

"Crediamo che la risposta immunitaria della madre all’Hsv-2 potrebbe compromettere lo sviluppo del sistema nervoso centrale fetale, aumentando il rischio di autismo", ha affermato la dottoressa Milada Mahic del Center for Infection and Immunity, Columbia University Mailman School of Public Health in New York City, primo autore dello studio.

Disturbi dello spettro autistico
Sempre più spesso i clinici utilizzano la definizione di disturbi dello spettro autistico per includere una gamma di sindromi relative allo sviluppo neuronale con vari gradi di compromissione sociale, deficit del linguaggio e nella comunicazione, comportamenti stereotipati e ripetitivi, resistenza al cambiamento, iper o ipo reattività agli stimoli, fissazione per particolari interessi. Ad oggi non sono ancora stati definiti dei biomarker per questa tipologia di disturbi, quindi la diagnosi si basa su criteri clinici.

Dalle ultime stime è stato stabilito che la prevalenza dell’Asd è dell’1-2% nei paesi ad alto reddito ed è maggiore nei maschi rispetto alle femmine. La patogenesi nella maggioranza dei casi non è spiegata ma si sostiene l’implicazione sia di fattori genetici sia di quelli ambientali.

Diversi studi provano che le infezioni contratte durante la gravidanza possono essere un fattore di rischio per i disturbi del neurosviluppo, inclusa l’Asd; non si conoscono i meccanismi coinvolti in questa compromissione ma sono stati proposti l’infiammazione placentare, la produzione di citochine proinfiammatorie da parte della madre o del feto, e la presenza di anticorpi materni che si legano al cervello del feto.

Infezioni durante la gravidanza
Le infezioni provocate da Toxoplasma gondii, Rubivirus, Citomegalovirus, herpes simplex virus di tipo 1 e 2 (Hsv-1 e Hsv-2), definiti agenti Torch, se contratte in gravidanza possono portare ad aborto spontaneo o causare ritardo della crescita intrauterina, parto pretermine, gravi danni cerebrali o disturbi visivi. Il rischio di trasmissione al feto e la gravità della malattia dipendono dall'età gestazionale al momento dell'infezione.

Se acquisita prima della gravidanza, l’infezione da virus della rosolia non è associata a danni al feto, mentre quella da T. gondii potrebbe avere conseguenze neurologiche.
Anche se le infezioni primarie durante la gravidanza sono rare, l’herpesvirus, Hsv-1 e Hsv-2, e il citomegalovirus, spesso causano infezioni persistenti o latenti; pertanto l’infezione materna primaria potrebbe essere riattivata in gravidanza con conseguenze al feto.

“Per studiare la possibile associazione tra esposizione materna ad agenti patogeni Torch durante la gravidanza e il rischio di Asd nella prole, abbiamo esaminato la storia delle infezioni nel corso della gravidanza quantificando i livelli delle immunoglobuline G (IgG) agenti-specifici in campioni di plasma prelevati n due periodi della gravidanza” ha fatto sapere la dottoressa Mahic.

Cosa dice lo studio
I campioni di sangue, prelevati alla 18a settimana e al momento del parto, provenivano da 442 madri di bambini con diagnosi di Asd e da 463 madri di bambini senza Asd, arruolate nello studio Autism Birth Cohort (Abc) gestito dal Norwegian Institute of Public Health.

Dopo un attento esame dei ricercatori è emerso che a metà gravidanza, ma non al momento del parto, alti livelli di anticorpi IgG anti Hsv-2 sono stati associati ad un aumentato rischio di Asd nella prole di sesso maschile, ed esattamente un aumento dei livelli di IgG anti Hsv-2 da 240 a 640 AU/ml era associato ad una doppia probabilità di Asd nei maschi (odds ratio: 2,07; 95% intervallo di confidenza: 1,06 – 4,06; p=0,03).

Essendo il numero di femmine molto basso (n=78), gli autori ritengono che l’Asd non sia specifico del genere femminile ma “lo studio è troppo piccolo per poter concludere che l’autismo sia dipendente dal sesso, anche se c’è una tendenza verso i maschi” hanno commentato gli autori.

Per quanto riguarda gli altri agenti patogeni, non è stata trovata nessuna associazione con l’Asd.
I ricercatori fanno notare che gli elevati livelli di anticorpi anti Hsv-2 possono indicare una recente infezione primaria o la riattivazione di un’infezione latente. Solo il 12% delle madri positive all’Hsv-2 ha riferito di aver lesioni da Hsv prima della gravidanza o durante il primo trimestre, il che indica che la maggior parte delle infezioni da Hsv-2 erano asintomatiche.

"La causa o le cause della maggior parte dei casi di autismo sono sconosciute" ha commentato il dottor W. Ian Lipkin, autore senior dello studio e direttore del Center for Infection and Immunity alla Columbia University, "Il nostro lavoro suggerisce che l'infiammazione e l'attivazione immunitaria potrebbero contribuire al rischio e l'herpes simplex virus di tipo 2 potrebbe essere uno degli agenti infettivi coinvolti". Sono però necessari ulteriori studi per determinare la necessità di uno screening e della soppressione dell’infezione da Hsv-2 durante la gravidanza.

Mahic M. et al. Maternal Immunoreactivity to Herpes Simplex Virus 2 and Risk of Autism Spectrum Disorder in Male Offspring. mSphere. 2017 Feb 22;2(1). pii: e00016-17. doi: 10.1128/mSphere.00016-17.
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