Bambini sani anche se esposti ad antiepilettici nella vita fetale

I bambini nati da madri che durante la gravidanza hanno assunto farmaci antiepilettici non hanno contatti con i medici pių di quanto ne abbiano i bambini nati da madri che non sono state esposte a questo tipo di farmaci durante tutto il periodo della gestazione.

I bambini nati da madri che durante la gravidanza hanno assunto farmaci antiepilettici non hanno contatti con i medici più di quanto ne abbiano i bambini nati da madri che non sono state esposte a questo tipo di farmaci durante tutto il periodo della gestazione. È quanto emerge da uno studio danese di interesse internazionale pubblicato su BMJ Open.
L'epilessia è la malattia neurologica più comune che richiede un trattamento medico anche durante la gravidanza. Negli ultimi tempi sta crescendo il numero di donne in gravidanza trattate con farmaci antiepilettici; tale incremento è principalmente una conseguenza del crescente utilizzo di nuovi tipi di farmaci antiepilettici mentre quelli più vecchi stanno cadendo in disuso.

Rischi degli antiepilettici sulla vita del neonato
L'esposizione prenatale ai farmaci antiepilettici è stata sempre associata ad esiti negativi per la salute del neonato, e poi bambino, come malformazioni congenite, ridotto sviluppo neuronale, alterate funzioni cognitive, punteggio Apgar basso, autismo, disturbi comportamentali e altro.

Tra i farmaci antiepilettici, il valproato, rispetto ad altri, è stato associato a un rischio notevolmente più elevato di difetti alla nascita e maggiori outcome negativi sullo sviluppo. L’esposizione prenatale alla lamotrigina è stata associata a bassi tassi di malformazioni maggiori, ma gli studi sulle nuove generazioni di farmaci antiepilettici (come il levetiracetam) sono ancora in fase di sviluppo.

Nonostante siano molte le evidenze sugli effetti negativi che l'esposizione prenatale ai farmaci antiepilettici ha sulla nascita e sullo sviluppo neurologico, si conosce ancora poco sulla salute in generale dei bambini esposti a questi farmaci durante la vita fetale.

Come è stato condotto lo studio
“Lo scopo di questo studio è stato quello di indagare se l'esposizione ai farmaci antiepilettici nella vita fetale fosse associata all'usufruire dell’assistenza sanitaria di base durante l'infanzia” hanno specificato gli autori dello studio con a capo la dottoressa Anne Mette Würtz della Research Unit for General Practice e Section for Epidemiology del Department of Public Health, Aarhus University, Aarhus, Denmark, che hanno puntualizzato che “se l’esposizione a questi farmaci aumentasse la morbilità generale, ci si aspetterebbe un aumento dei contatti ai medici da parte di coloro che si occupano dei bambini esposti piuttosto di coloro che si occupano dei bambini non esposti”.

Lo studio di coorte, basato sulla popolazione, ha incluso tutti i bambini, figli unici, nati vivi in Danimarca dall’1 gennaio 1997 al 31 dicembre 2012; dopo aver escluso i bambini nati in famiglie con altri figli o non ricollegabili alle madri, sono stati compresi nello studio un totale di 963.010 bambini.

L'outcome primario era il numero e il tipo di contatti con il medico di base (Gp= General Practitioner) ma in questi contatti erano escluse le visite di controllo e quelle per le vaccinazioni. L'associazione tra l'esposizione prenatale ai farmaci antiepilettici e i contatti con il Gp è stata stimata utilizzando la regressione binomiale negativa aggiustata per sesso, data di nascita del bambino, età materna, stato di convivenza, reddito, livello di istruzione, abuso di sostanze, depressione, disturbi psichiatrici gravi e uso di antipsicotici, antidepressivi e insulina.

Dei 963.010 bambini coinvolti nello studio, 4.478 sono stati esposti ai farmaci antiepilettici durante la vita fetale; di questi solo il 3% ha avuto più contatti con il Gp, rispetto ai bambini non esposti, durante il periodo scolastico. Il contatto con il Gp è stato prevalentemente telefonico. Con il trascorrere degli anni di follow up, i bambini esposti tendevano ad avere più contatti rispetto ai bambini non esposti, ma le differenze erano davvero minime. Inoltre i ricercatori hanno osservato che l'esposizione al valproato e all’oxcarbazepina è stata associata a un maggior numero di contatti con il Gp.

"I nostri risultati sono generalmente rassicuranti per le donne che hanno bisogno di prendere i farmaci antiepilettici durante la gravidanza" ha affermato la dottoressa Wurtz che ha concluso dicendo "La piccola differenza che abbiamo trovato nel numero dei contatti è dovuta principalmente ad una differenza nel numero di contatti telefonici e non alle visite effettive effettuate dal medico di base”.


Würtz A.M. et al. Prenatal exposure to antiepileptic drugs and use of primary healthcare during childhood: a population-based cohort study in Denmark. BMJ Open. 2017 Jan 5;7(1):e012836. doi: 10.1136/bmjopen-2016-012836.
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