Beta-amiloide cerebrale nell'epilessia a esordio giovanile e predisposizione all'Alzheimer, forti indizi

Secondo uno studio apparso online su "JAMA Neurology", soggetti adulti con epilessia a esordio infantile, in particolare se portatori dell'allele epsilon-4 (e4) dell'apolipoproteina E (APOE), hanno un aumentato carico di amiloide cerebrale più avanti, alla mezza età. Pertanto l'epilessia sarebbe correlata a un biomarcatore che potrebbe essere legato a un accelerato invecchiamento cerebrale e che può essere considerato come un fattore neurobiologico di predisposizione a disturbi cognitivi negli anni successivi di vita.

Secondo uno studio apparso online su “JAMA Neurology”, soggetti adulti con epilessia a esordio infantile, in particolare se portatori dell’allele epsilon-4 (e4) dell’apolipoproteina E (APOE), hanno un aumentato carico di amiloide cerebrale più avanti, alla mezza età. Pertanto l'epilessia sarebbe correlata a un biomarcatore che potrebbe essere legato a un accelerato invecchiamento cerebrale e che può essere considerato come un fattore neurobiologico di predisposizione a disturbi cognitivi negli anni successivi di vita.

«Studi basati sulla popolazione hanno dimostrato che i tassi di prevalenza dell’epilessia e della demenza sono sovrapposti nell’anziano» premettono gli autori, guidati da Juho Joutsa, del Centro PET dell’Ospedale Universitario di Turku (Finlandia). «Crisi epilettiche in soggetti con malattia di Alzheimer (AD) diventano più comuni dopo una maggiore durata della malattia e una più pronunciata neurodegenerazione ma spesso possono presentarsi con maggiore frequenza in pazienti con malattie a esordio giovanile o mutazioni genetiche associate a un eccessivo accumulo di beta-amiloide nel cervello».

«Esistono poi evidenze traslazionali che forniscono un supporto a un legame tra anomalie dell’amiloide ed epilessia» proseguono. «Quest’ultima può essere considerata come un modello di sovra-attività e stress cronico neuronale che può predisporre il paziente a un aumentato accumulo di amiloide e danno neuronale».

L’importanza del genotipo APOE
L’APOE – aggiungono Joutsa e colleghi - è un fattore importante per la riparazione neuronale, pertanto il genotipo APOE può essere un fattore cruciale nel determinare la capacità di un individuo di resistere allo stress neuronale correlato agli attacchi epilettici.

«L’allele e-4 è stato anche riconosciuto come un fattore maggiore di rischio per un più elevato accumulo di beta-amiloide e di AD nella popolazione generale ed è stato ritenuto legato a più scarse performance di memoriae aumentata neurodegenerazione nei pazienti con epilessia del lobo temporale resistenti al trattamento» aggiungono gli autori. Pertanto, sostengono, il genotipo APOE può essere un importante determinante di invecchiamento cerebrale e vulnerabilità all’eccesso di accumulo di amiloide nei pazienti con epilessia.

In questo studio i ricercatori hanno valutato l’accumulo di beta-amiloide cerebrale in soggetti con epilessia a esordio infantile e in una coorte di controllo abbinata senza epilessia. La loro ipotesi era che i soggetti con epilessia a esordio giovanile, in particolare con allele e-4, potessero mostrare una maggiore predisposizione allo sviluppo di disturbi neurodegenerativi progressivi con franchi deficit cognitivi come l’AD.

Impiegata la PET con tracciante specifico: captazione aumentata
Dopo un follow-up prospettico a lungo termine, sono stati sottoposti a tomografia a emissione di positroni (PET) dopo somministrazione di PiB (Pittsburgh Compound B) marcato con carbonio-11 (tracciante dell’amiloide) 41 soggetti adulti da una coorte basata sulla popolazione di individui con epilessia ad esordio infantile provenienti dal sud-ovest della Finlandia, insieme a 46 controlli abbinati basati sulla popolazione.

La captazione di PiB è stata quantificata come rapporto tra l’uptake in una regione cerebrale rispetto alla corteccia cerebellare. La captazione del tracciante è stata valutata visivamente e analizzata voxel per voxel sull'intero cervello per studiare la distribuzione spaziale della deposizione di amiloide. I 41 soggetti affetti da epilessia erano stati inizialmente arruolati nello studio ‘Turku Adult Childhood Onset Epilepsy’ all'età media di 5,1 anni (range 0-14). Dopo una media di 52,5 anni di follow-up, i partecipanti (26 [63%] donne; età media: 56,0 anni) sono stati valutati.

Il 22% (n=9) dei partecipanti con epilessia a esordio infantile e il 7% (n=3) dei partecipanti di controllo hanno avuto una scansione PiB visivamente anomala, mostrando un’elevata captazione corticale in almeno una delle regioni del cervello valutate (P = 0,04).

Nelle analisi semiquantitative, si è avuto un effetto significativo di interazione indicativo di una maggiore captazione a livello della corteccia prefrontale nei portatori dell’allele e4 dell’APOE rispetto ai partecipanti non portatori dell’allele (media: 1,66 vs 1,43) rispetto ai controlli (1,40 vs 1,41) (P=0,01). Inoltre, era presente un significativo effetto di gruppo che ha dimostrato una maggiore captazione del tracciante nei partecipanti rispetto ai controlli (P = 0,006).

Possibile legame fisiopatologico tra carico di amiloide e attacchi comiziali
«Abbiamo dimostrato che un’aumentata deposizione di amiloide può essere osservata in un campione di individui non selezionati con una varietà differenti di sindrome epilettiche i quali erano in remissione, molti non in terapia farmacologica antiepilettica da decadi» affermano i ricercatori.

«Pertanto» continuano «questi risultati suggeriscono che un’aumentata deposizione di amiloide cerebrale può essere legata alla fisiopatologia dell’epilessia piuttosto che al controllo delle crisi e alla durata dell’attività epilettica». Si è visto inoltre come individui con l’allele e-4 e sindromi epilettiche idiopatiche possono essere particolarmente vulnerabili allo sviluppo di patologia amiloide.

«Nel complesso, i reperti indicano un legame tra epilessia, genotipo APOE e patologia amiloide, stimolando a una maggiore ricerca sull’invecchiamento cerebrale nell’epilessia. Un ulteriore follow-up con frequenti valutazione dell’amiloide sono necessarie per confermare questi risultati e convalidare questa ipotesi» concludono Joutsa e colleghi.

Arturo Zenorini

Bibliografia:
Joutsa J, Rinne JO, Hermann B, et al. Association Between Childhood-Onset Epilepsy and Amyloid Burden 5 Decades Later. JAMA Neurol, 2017 Mar 27. [Epub ahead of print]
leggi