Cefalea cronica, positivi tre studi di Fase III con galcanezumab (anticorpo anti CGRP)

La statunitense Eli Lilly e Company ha annunciato che galcanezumab, un anticorpo monoclonale sperimentale studiato per la prevenzione di cefalea episodica e cronica, ha raggiunto il suo endpoint primario in tre studi di Fase 3 (EVOLVE-1, EVOLVE-2 e REGAIN) riducendo il numero di giorni mensili di cefalea rispetto al placebo, in entrambe le dosi studiate.

La statunitense Eli Lilly e Company ha annunciato che galcanezumab, un anticorpo monoclonale sperimentale studiato per la prevenzione di cefalea episodica e cronica, ha raggiunto il suo endpoint primario in tre studi di Fase 3 (EVOLVE-1, EVOLVE-2 e REGAIN) riducendo il numero di giorni mensili di cefalea rispetto al placebo, in entrambe le dosi studiate.

In questi tre studi, gli eventi avversi più comunemente riportati erano reazioni del sito d'iniezione, compreso il dolore. Il profilo di sicurezza e tollerabilità osservato è stato coerente con i risultati ottenuti da studi precedenti di galcanezumab.

Sulla base di questi risultati, nella seconda metà del 2017 Lilly presenterà una domanda di licenza biologica presso la Food and Drug Administration americana (FDA) per il galcanezumab, cui seguiranno le presentazioni ad altre agenzie di regolazione in tutto il mondo.

Galcanezumab (LY2951742) è un anticorpo monoclonale che agisce bloccando il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP). Lilly sta valutando il galcanezumab anche per il trattamento della cefalea a grappolo, con i risultati della fase III previsti nel corso del 2018. Al farmaco di Lilly è stata assegnata la Fast Track Designation dell’Fda.

Cos’è il CGRP
Il CGRP (acronimo dall'inglese Calcitonin Gene Related Peptide, peptide correlato al gene della calcitonina) è un neuropeptide composto da 37 amminoacidi ed è prodotto tramite lo splicing alternativo della calcitonina, un gene localizzato sul cromosoma 11. Si tratta di un potente peptide vasodilatatore e può intervenire nella trasmissione del dolore, interessando il sistema nervoso periferico e centrale.

L'aumento dei livelli di CGRP è stato segnalato in emicrania e una serie di altre malattie, come l'insufficienza cardiaca e l'ipertensione. Pertanto, antagonisti del recettore CGRP potrebbero risultare utili come agenti antiemicranici.

Il CGRP è stato scoperto nel 1942 quale prodotto alternativo del gene per la calcitonina. Inizialmente riconosciuto quale peptide con effetto vasodilatore,  presto si è capito il suo più ampio coinvolgimento nei meccanismi di autoregolazione cerebrale del sistema trigemino-vascolare e nocicettivo. Più recentemente si è ipotizzato che il CGRP fosse implicato nella patogenesi emicranica.

 Per questa nuova classe sono in lizza Amgen e Novartis (erenumab), Teva (TEV-48125) Lilly (galcanezumab), Allergan (MK-1602) e la piccola biotech americana Alder Biopharmaceuticals (ALD403).

Galcanezumab: risultati degli studi EVOLVE-1 e EVOLVE-2
In entrambi gli studi, nel periodo di trattamento di sei mesi, i pazienti con emicrania episodica trattati con galcanezumab alle dosi di 120 mg e 240 mg hanno registrato una diminuzione significativamente maggiore del numero medio di giorni di emicrania mensile rispetto ai pazienti trattati con placebo.

• EVOLVE-1: riduzione media di 4,7 giorni per 120 mg e 4,6 giorni per 240 mg rispetto a una riduzione media di 2,8 giorni per placebo, p <0,001 per entrambi i gruppi di dosaggio.
• EVOLVE-2: riduzione media di 4,3 giorni per 120 mg e 4,2 giorni per 240 mg rispetto a una riduzione media di 2,3 giorni per placebo, p <0,001 per entrambi i gruppi di dosaggio.

Inoltre, i pazienti trattati con galcanezumab hanno registrato un miglioramento statisticamente significativo rispetto al placebo su diversi endpoint secondari predeterminati, inclusi i tassi di risposta e le misure delle attività quotidiane.

EVOLVE-1 e EVOLVE-2 sono studi randomizzati a 6 mesi, in doppio cieco e controllati con placebo, che hanno valutato la sicurezza e l'efficacia di due dosi di galcanezumab somministrato per via sottocutanea (120 mg o 240 mg una volta al mese, a seguito di 240 mg iniziale) rispetto al placebo nei pazienti con cefalea episodica.

Per essere ammessi al trial, i pazienti dovevano aver sperimentato da quattro a 14 giorni di cefalea al mese. I pazienti che hanno partecipato a questi studi al basale presentavano una media di 9,1 giorni di emicrania di emicrania al mese. L'endpoint primario era la variazione media dal basale dei giorni mensili di cefalea durante la fase di trattamento a sei mesi, in doppio cieco.

Galcanezumab: risultati dello studio REGAIN
Durante il periodo di trattamento di tre mesi, i pazienti con emicrania cronica trattati con dosi di galcanezumab 120 mg e 240 mg hanno registrato una diminuzione significativamente maggiore del numero medio di giorni di emicrania mensile rispetto ai pazienti trattati con placebo (riduzione media di 4,8 giorni per 120 mg E 4,6 giorni per 240 mg rispetto ad una riduzione media di 2,7 giorni per placebo, p <0,001 per entrambi i gruppi di dosaggio).

Inoltre, i pazienti trattati con galcanezumab hanno registrato un miglioramento statisticamente significativo rispetto al placebo su diversi endpoint secondari predeterminati, inclusi i tassi di risposta e le misure delle attività quotidiane.

REGAIN è uno studio a tre mesi, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di due dosi di galcanezumab somministrato per via sottocutanea (120 mg o 240 mg una volta al mese, a seguito di una dose iniziale di 240 mg) rispetto a placebo nei pazienti con cefalea cronica.

Per essere arruolati, i  pazienti dovevano aver avuto almeno 15 giorni di cefalea al mese, di cui almeno otto che soddisfacevano criteri definiti per la cefalea. I pazienti che hanno partecipato allo studio al basale presentavano  una media di 19,4 giorni di cefalea al mese. L'endpoint primario era la variazione media dal basale dei giorni di cefalea mensili durante la fase di trattamento a tre mesi. In REGAIN, il galcanezumab è stato valutato per altri nove mesi in una fase di estensione in aperto successiva alla fase di trattamento a tre mesi, in doppio cieco.