Circonferenza vita e BMI ridotti dormendo un'ora in più la notte

Trascorrere un'ora in più di sonno ogni notte può far ridurre di quasi un centimetro (un terzo di pollice) la circonferenza vita e di quasi un chilo (un paio di libbre) il peso corporeo. È il risultato di una ricerca condotta su circa 1.600 persone nel Regno Unito e pubblicata online su "PLoS One".

Trascorrere un’ora in più di sonno ogni notte può far ridurre di quasi un centimetro (un terzo di pollice) la circonferenza vita e di quasi un chilo (un paio di libbre) il peso corporeo. È il risultato di una ricerca condotta su circa 1.600 persone nel Regno Unito e pubblicata online su “PLoS One”.

In effetti gli studiosi, coordinati da Gregory D.M. Potter, della Divisione di Epidemiologia e Biostatistica dell’Università di Leeds nel West Workshire, hanno scoperto che nella popolazione considerata, coloro che dormivano otto ore per notte avevano un indice di massa corporea (BMI) inferiore e fianchi leggermente più stretti rispetto alle persone che dormivano meno di sette ore.

Si è notato inoltre che chi dormiva più a lungo aveva livelli sierici leggermente più elevati di colesterolo HDL. La maggior parte dei risultati sono in linea con quello che hanno dimostrato precedenti studi sperimentali studi sulla perdita del sonno. Questi nuovi risultati si potrebbero considerare il frutto di uno studi su scala più ampia di un fenomeno già notato in istituti di ricerca su piccoli numeri.

Dati raccolti a livello nazionale per quattro anni
Per lo studio, Potter e i suoi colleghi hanno analizzato i dati relativi a un sondaggio nazionale su dieta e nutrizione della durata di quattro anni che teneva traccia anche di altre abitudini concernenti la salute e lo stile di vita di persone residenti in Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e Galles.

I dati disponibili comprendevano registri del sonno e diari alimentari autoriportati di 1.615 soggetti, oltre a rilevazioni di altezza, peso e pressione arteriosa. Inoltre, circa la metà dei partecipanti aveva accettato di fornire campioni di sangue così da permettere al gruppo di studio di esaminare varie misure di salute metabolica attraverso i livelli ematici di colesterolo, glucosio e ormoni tiroidei.

Partecipanti suddivisi in base alla durata media di sonno notturno
I ricercatori hanno diviso i partecipanti in tre gruppi in base alla durata media del sonno. Il terzo inferiore corrispondeva a una media di 5,88 ore di sonno per notte, con un range di più o meno 52 minuti. Il terzo medio comprendeva i soggetti con una media di 7,26 ore di sonno durante la notte, con una variabilità di più o meno 15 minuti circa mentre il terzo superiore dei partecipanti si era attestato su una media di 8,44 ore di sonno notturno, più o meno 40 minuti.

Potter e colleghi hanno verificato che le persone comprese nel terzo superiore per durata di sonno avevano un BMI inferiore di circa due punti - l'equivalente di circa 3,2 kg (7 libbre) - rispetto alle persone appartenenti al terzo inferiore. Inoltre coloro che dormivano di più mostravano una circonferenza vita in media di 4 centimetri (1,6 pollici) più stretta rispetto a quanti dormivano di meno.

Secondo il team guidato dal Potter, ogni ora in più di sonno è apparsa legata a 0,9 cm (un terzo di pollice) di differenza di circonferenza vita e a 0,46 punti BMI. Si è rilevato stato un leggero aumento - con l’aumento del sonno - di alcuni marcatori nel sangue ma, dopo correzione per altri fattori, tali differenze non sono risultate statisticamente significative, indicando che potevano essere dovute al caso.

Va aggiunto che lo studio di Potter e colleghi non ha trovato alcuna associazione tra durata del sonno e l'assunzione di dieta o di calorie, sebbene i diari alimentari e del sonno siano stati giudicati spesso inaccurati – come ha fatto per esempio notare Nammi Goel, dell’Università di Pennsylvania a Philadelphia, non coinvolta in questa ricerca.

La correlazione tra la durata del sonno e il peso
Sono attualmente in corso studi che cercano di capire i meccanismi che legano il sonno e i problemi di peso, spiega Goel, la quale peraltro pensa che la causa dell’aumento di peso resti la sovralimentazione.

Però, ammette, «alcune di queste persone deprivate di sonno tendono a cercare cibi ipercalorici, ricchi in grassi, di buon sapore, e una delle teorie per spiegare questo meccanismo è che alcuni dei centri di ricompensa del cervello siano coinvolti dalla perdita del sonno. Questi centri stimolerebbero le persone alla ricerca di alimenti con maggiore contenuto in grassi».

Samuel Klein, direttore del Centro di Nutrizione Umana della Washington University School of Medicine di St. Louis, anch’egli non coinvolto nello studio, ricorda che brevi studi sperimentali in unità di ricerca avevano mostrato che la breve durata del sonno aumenta la fame, l'appetito e l'assunzione di cibo.
Klein ha aggiunto che le persone possono avere un sonno migliore focalizzandosi sulla combinazione di due aspetti: dormire di più durante le ore trascorse a letto e aumentare il tempo programmato per dormire.

Infine, Klein ha proposto una serie di consigli pratici per favorire il sonno (e quindi la perdita di peso): 1) tenere la stanza da letto fresca e buia; 2) non stare molto alla luce prima di andare a letto; 3) non guardare la televisione a letto; 4) andare a dormire più presto; 5) svegliarsi più tardi. «Tutti accorgimenti che possono essere realmente seguiti rendendo il sonno una priorità» ha concluso.

G.O.

Bibliografia:
Potter GDM, Cade JE, Hardie LJ. Longer sleep is associated with lower BMI and favorable metabolic profiles in UK adults: Findings from the National Diet and Nutrition Survey. PLoS One, 2017 27 Jul. [Epub ahead of print]
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