Conferme di sicurezza per glatiramer acetato in caso di esposizione nel 1░ trimestre di gestazione

Uno studio, condotto in Germania e pubblicato online sul Multiple Sclerosis Journal, fornisce ulteriori prove che l'esposizione a glatiramer acetato (GLAT) durante il primo trimestre di gravidanza appare sicuro e privo di effetti teratogeni sul feto. Questi risultati offrono importanti conoscenze aggiuntive ai fini di un migliore counselling alle donne affette da sclerosi multipla (SM) nella pianificazione di una gravidanza.

Uno studio, condotto in Germania e pubblicato online sul Multiple Sclerosis Journal, fornisce ulteriori prove che l’esposizione a glatiramer acetato (GLAT) durante il primo trimestre di gravidanza appare sicuro e privo di effetti teratogeni sul feto. Questi risultati offrono importanti conoscenze aggiuntive ai fini di un migliore counselling alle donne affette da sclerosi multipla (SM) nella pianificazione di una gravidanza.
«Molte pazienti con SM iniziano presto nel corso della malattia un trattamento con terapie modificanti la malattia (DMT) in quanto si ritiene che una prevenzione precoce delle recidive abbia effetti favorevoli sul decorso naturale della patologia» ricordano gli autori, coordinati da Kerstin Hellwig, del dipartimento di Neurologia dell’Ospedale St Joseph dell’Università della Ruhr, a Bochum (Germania).
Finora pochi dati disponibili sui reali rischi
«Le giovani donne con SM non sono sconsigliate dall’entrare in gravidanza ma sono avvisate di sospendere la DMT prima del concepimento per via della non nota sicurezza della precoce esposizione a questi farmaci nella gestazione» proseguono Hellwig e collaboratori.
Solo pochi dati sono disponibili relativi a GLAT, spiegano gli autori. Una revisione sistematica aveva identificato 97 gravidanze con esposizione a GLAT in 8 studi e non aveva riscontrato segnali di allarme sull’outcome di gestazione, travaglio o parto. L’azienda produttrice del farmaco, continuano Hellwig e colleghi, non ha mai pubblicato i dati post-marketing sotto forma di manoscritto scientifico ma ha riferito – in un abstract di un convegno – di non avere rilevato outcome avversi per la gravidanza in 245 gestazioni con esposizione a GLAT. Tutti gli altri studi pubblicati sono limitati da una piccola dimensione del campione.
Pertanto è stato progettato questo studio di coorte prospettico, con l’obiettivo di valutare la sicurezza dell’esposizione a GLAT durante la fase precoce della gravidanza sull’outcome fetale. A tal fine i ricercatori hanno confrontato gli outcome di gravidanza di donne con SM esposte a GLAT a quelli di donne gravide non esposte a DMT. Le donne coinvolte erano arruolate nel ‘Registro tedesco su sclerosi multipla e gravidanza’, una coorte di donne principalmente trattate per la malattia sottostante e che ha reso più semplice studiare l’effetto del farmaco sugli outcome di gravidanza.
Dallo studio di coorte risultati rassicuranti
«È stato somministrato un questionario standardizzato durante la gestazione e nel post-partum» continuano gli autori. «Inoltre, sono state raccolte dettagliate informazioni su decorso di SM e gravidanza, farmaci concomitanti, travaglio, parto e outcome della gravidanza».
Nel complesso, i ricercatori hanno raccolto i dati relativi a 246 gravidanze in donne con SM, 151 delle quali esposte a GLAT e 95 non esposte a DMT in corso di gestazione. Sono occorse 3 (2,2%) anomalie congenite nel gruppo esposto e 6 (6,7%) nel gruppo controllo. «Non abbiamo osservato un aumento in altri outcome avversi relativi alla gravidanza o al parto, considerando anche aborti spontanei, parti pretermine, parti cesarei o ridotto peso alla nascita nel gruppo esposto» dichiarano Hellwig e colleghi.
«La prevalenza di anomalie congenite maggiori nel gruppo esposto a GLAT è risultato in linea con la quota attesa (2%-4%) nella popolazione generale» aggiungono.
Proposto un razionale farmacocinetico
«Il fatto che l’esposizione a GLAT nella fase precoce di gravidanza non sia associata ad outcome avversi di gestazione è coerente con le caratteristiche farmacocinetiche (PK). La barriera placentare è permeabile a sostanze piccole e lipofile con un peso molecolare tra 600 e 800 Da. Non è invece permeabile a miscele eterogenee di polipeptidi come il GLAT (peso molecolare: 5.000-9.000 Da)». Pertanto, secondo gli autori, la mancanza di effetti avversi nel primo trimestre è biologicamente plausibile in quanto è molto improbabile che GLAT passi attraverso la barriera placentare.
«Dato che la maggior parte delle donne incluse nello studio hanno sospeso il trattamento nel corso del primo trimestre non possiamo trarre alcuna conclusione circa la sicurezza dell’esposizione a GLAT oltre tale periodo di tempo» sottolineano gli autori. In ogni caso, concludono, «i nostri risultati offrono rassicurazioni sul fatto che l’esposizione precoce a GLAT in gravidanza appaia sicura».
Herbstritt S, Langer-Gould A, Rockhoff M, et al. GLAT acetate during early pregnancy: A prospective cohort study. Mult Scler, 2016 Jan 11. [Epub ahead of print]
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