Crisi acute di nuova insorgenza, l'antiepilettico pi usato levetiracetam fino a un follow-up di 1 anno

Vi una tendenza a utilizzare nuovi farmaci antiepilettici (AED), in particolare levetiracetam, come prima opzione per le crisi di nuova insorgenza in pronto soccorso. Tuttavia, l'uso di levetiracetam diminuisce significativamente nel corso del follow-up, principalmente a causa dello sviluppo di eventi avversi. L'uso di altri AED meglio tollerati, quali lacosamide, predominante nei pazienti anziani e nei soggetti con convulsioni correlate a lesioni, o carbossamidi nelle epilessie di eziologia sconosciuta. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su "Seizure".

Vi è una tendenza a utilizzare nuovi farmaci antiepilettici (AED), in particolare levetiracetam, come prima opzione per le crisi di nuova insorgenza in pronto soccorso. Tuttavia, l'uso di levetiracetam diminuisce significativamente nel corso del follow-up, principalmente a causa dello sviluppo di eventi avversi. L'uso di altri AED meglio tollerati, quali lacosamide, è predominante nei pazienti anziani e nei soggetti con convulsioni correlate a lesioni, o carbossamidi nelle epilessie di eziologia sconosciuta. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su “Seizure”.

«La decisione riguardante la scelta del trattamento dopo un singolo episodio epilettico include la valutazione della probabilità di recidiva, l'efficacia e la potenziale tossicità delle opzioni di AED disponibili (AED)» ricordano gli autori, guidati da Manuel Toledo, dell’Unità di Epilessia presso l’Ospedale Vall d’Hebron affiliato all’Università Autonoma di Barcellona.

«Il tasso di ritenzione dei farmaci è stato proposto come indicatore indiretto dell'efficacia e della tollerabilità degli AED». Tuttavia, Tuttavia, spiegano, poco è noto sui tassi di ritenzione a lungo termine degli AED iniziati in pronto soccorso.

Inoltre, aggiungono, «alcuni fattori come la condizione clinica sottostante, l'aderenza al trattamento e la presenza di comorbilità o di farmaci concomitanti possono influenzare la ritenzione dei farmaci».

L’obiettivo principale dei ricercatori è stato quello di descrivere i tassi di ritenzione a un anno di vari AED prescritti per pazienti con crisi acute valutate da un neurologo del pronto soccorso.

Gli obiettivi secondari erano: eseguire un'analisi descrittiva delle attuali tendenze nel trattamento con AED delle crisi acute nel setting del pronto soccorso e indagare i fattori associati all'uso di trattamenti specifici e con cambiamenti nel trattamento durante il follow-up.

Tasso di ritenzione medio dei trattamenti AED: quasi del 70%
Gli autori hanno condotto uno studio retrospettivo su dati di pazienti registrati in un database attivo creato per il dipartimento di neurologia di un ospedale universitario terziario.

Sono stati reclutati pazienti ricoverati per convulsioni lungo un periodo di due anni. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione neurologica precoce, test EEG e neuroimaging. Sono stati confrontati i trattamenti ricevuti al basale e a un anno di follow-up.

«In totale, sono stati inclusi 225 pazienti» riportano Toledo e colleghi. «Complessivamente, la monoterapia con levetiracetam è stata la terapia più utilizzata in pazienti con crisi epilettiche di nuova insorgenza, mentre altri farmaci antiepilettici sono stati utilizzati principalmente in pazienti precedentemente trattati con altri farmaci».

«L'uso di lacosamide era molto probabilmente associato alla presenza di crisi correlate alle lesioni in pazienti anziani e le carbossammidi alle crisi epilettiche di origine sconosciuta» specificano gli autori.

«Il tasso di ritenzione medio del totale dei trattamenti AED era quasi del 70%. La causa principale che ha portato alla sospensione è stata lo sviluppo di eventi avversi intollerabili» scrivono. «L'uso di levetiracetam è diminuito con l'aumentare del consumo di lacosamide nel gruppo complessivo dei pazienti».

Rispetto ai precedenti studi, alta precisione diagnostica
«In contrasto con i dati forniti nelle precedenti relazioni, i pazienti reclutati nel nostro studio sono stati accuratamente classificati in base alla semiologia dell'episodio e hanno avuto il supporto di rapidi risultati EEG e neuroimaging, che hanno conferito un'elevata precisione alla diagnosi sindromica» rimarcano gli autori.

Questa precisione diagnostica – rilevano - potrebbe essere stata la ragione per cui il 90% dei pazienti con crisi di nuova insorgenza ha ricevuto un trattamento AED alla dimissione, un tasso cioè più alto di quello riportato in precedenza.

«Tuttavia», proseguono Toledo e colleghi, «indipendentemente dalla diagnosi sindromica precoce, il levetiracetam è rimasto come l'AED più frequentemente prescritto nei nostri pazienti, probabilmente a causa della sua alta efficacia, del profilo di sicurezza accettabile e della disponibilità per la somministrazione endovenosa».

«I nostri risultati mostrano che esiste una maggiore probabilità che la prescrizione rimanga stabile a un anno quando gli AED sono usati come terapia aggiuntiva rispetto a quando sono somministrati in monoterapia» evidenziano inoltre i ricercatori.

«Piuttosto che effetto di una sovraprescrizione o di una mancata revisione della polifarmacia, suggeriamo che questa scoperta inattesa possa indicare che la necessità imperativa di controllare la recidiva delle crisi in questi pazienti superi la preoccupazione per gli eventi avversi» sostengono.

L'analisi di AED specifici nel campione globale ha mostrato che l'uso di levetiracetam era significativamente diminuito a un anno, a causa di eventi avversi comportamentali in un quarto dei pazienti, mentre l'uso di lacosamide era aumentato. «Questi cambiamenti probabilmente riflettono il tentativo di fornire approcci terapeutici più adatti alle esigenze dei pazienti» concludono gli autori.

I punti-chiave dello studio
  • Levetiracetam era il farmaco antiepilettico più comune utilizzato nelle crisi acute.
  • Al follow-up a lungo termine, il 60% -80% dei farmaci antiepilettici è rimasto come trattamento cronico.
  • I farmaci antiepilettici usati come monoterapia sono stati più probabilmente cambiati rispetto a quelli aggiunti al trattamento di base attivo dei pazienti.
  • Al follow-up a lungo termine, il numero di pazienti trattati con lacosamide è aumentato.
  • Lo sviluppo di eventi avversi è stata la ragione più comune per l'interruzione di qualsiasi farmaco antiepilettico.
Giorgio Ottone

Toledo M, Fonseca E, Olivé M, et al. Long-term retention rates of antiepileptic drugs used in acute seizures. Seizure, 2018;61:78-82. doi: 10.1016/j.seizure.2018.08.007.
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