L’utilizzo di anticoagulanti orali cumarinici è associato a microsanguinamenti cerebrali nella popolazione generale. Le associazioni sono più forti nelle persone con maggiore variabilità dell’INR (International Normalized Ratio). Sono le conclusioni di uno studio olandese pubblicato on-line su Stroke.

«Gli anticoagulanti orali cumarinici sono ampiamente impiegati per trattare pazienti con tromboembolia o a rischio di malattie tromboemboliche» premettono gli autori, coordinati da Saloua Akoudad, del Dipartimento di Epidemiologia dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam (Olanda). «Il sanguinamento è un grave effetto collaterale di tutti gli anticoagulanti orali e le emorragie intracerebrali sono tra le più temute complicanze a causa della loro elevata morbilità e per i tassi di mortalità».

«Analogamente all’aumentato rischio di emorragie intracerebrali, è concepibile che gli anticoagulanti cumarinici orali aumentino anche la frequenza di più piccole emorragie subcliniche» aggiungono. «Questi cosiddetti microsanguinamenti cerebrali sono riconoscibili come foci ipointensi alla scansione cerebrale RM e si pensa rappresentino depositi di emosiderina».

Lo scopo dei ricercatori è stato triplice:
1) verificare se l’uso di anticoagulanti cumarinici determinasse una maggiore incidenza e prevalenza di microsanguinamenti rispetto a chi non ne aveva mai fatto uso;

2) studiare se i microsanguinamenti fossero più frequenti nei partecipanti con più elevati valori massimali di INR;

3) studiare, tra gli utilizzatori di anticoagulanti cumarinici, se la variabilità nell’INR fosse associata alla presenza di microsanguinamenti.

Da uno studio basato sulla popolazione di Rotterdam, 4.945 partecipanti di età =/>45 anni sono stati inclusi nell’analisi crociata, e 3.069 soggetti hanno avuto un follow-up cerebrale RM. Le informazioni sull’uso di cumarinici sono state ottenute dalle registrazioni automatiche delle farmacie.

Gli utilizzatori di questi anticoagulanti sono stati monitorati e i valori di INR sono stati misurati nel corso di visite consecutive. La presenza e la localizzazione dei microsanguinamenti sono stati valutati in base ai ratei sulla scansioni RM cerebrali. «Abbiamo valutato l’associazione dell’uso di cumarina con i microsanguinamenti utilizzando una regressione logistica multivariabile» affermano Akoudad e colleghi.

«Complessivamente» affermano gli autori della ricerca «l’8,6% dei partecipanti aveva fatto uso di anticoagulanti cumarinici prima della prima RM e il 5,9% prima della RM di follow-up.

La prevalenza di microsanguinamenti è stata di 19,4% mentre l’incidenza si è attestata a 6,9% nel corso di un follow-up medio di 3,9 anni (SD 0,5). Messi a confronto con i soggetti che non avevano mai fatto uso di cumarinici, gli utilizzatori hanno presentato una maggiore prevalenza di sanguinamenti profondi o sottotentoriali e un’incidenza superiore di microsanguinamenti, sebbene in quest’ultimo caso non sia stata raggiunta la significatività statistica».

Un più elevato INR massimo è risultato associato a microsanguinamenti profondi o sottotentoriali. Tra gli utilizzatori di anticoagulanti cumarinici, infine, una grande variabilità dell’Inr si è associata a una più elevata prevalenza di microsanguinamenti.

«I nostri risultati sono in linea con pregressi studi in pazienti con ictus ischemico o emorragico» sottolineano gli autori. «Rispetto a essi il nostro ora fornisce approfondimenti aggiuntivi sulle complicanze emorragiche subcliniche dovute agli anticoagulanti cumarinici in persone stroke-free. Inoltre abbiamo dimostrato come l’uso continuo di questi farmaci sembri aumentare il rischio di sviluppo di nuovi microsanguinamenti».

Si pensa – riportano i ricercatori - che il fenomeno del microsanguinamento sia dovuto al passaggio di sangue attraverso le pareti dei piccoli vasi danneggiate a causa sia dell’angiopatia amiloide cerebrale sia dell’aterosclerosi ipertensiva: questi processi potrebbero essere frenati da adeguati meccanismi omeostatici ma l’uso degli anticoagulanti cumarinici inibirebbe tali meccanismi.

Arturo Zenorini
Akoudad S, Darweesh SK, Leening MJ, et al. Use of Coumarin Anticoagulants and Cerebral Microbleeds in the General Population. Stroke, 2014 Oct 14. [Epub ahead of print]
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