Deposizione di ferro nella sostanza grigia periacqueduttale. Un biomarcatore di emicrania cronica?

Rispetto ai pazienti con emicrania episodica e ai controlli sani, i pazienti con emicrania cronica presentano una maggiore deposizione di ferro nel nucleo rosso (RN) e nella sostanza grigia periacqueduttale (PAG), secondo i risultati dei uno studio caso-controllo recentemente pubblicati su "Neurology".

Rispetto ai pazienti con emicrania episodica e ai controlli sani, i pazienti con emicrania cronica presentano una maggiore deposizione di ferro nel nucleo rosso (RN) e nella sostanza grigia periacqueduttale (PAG), secondo i risultati dei uno studio caso-controllo recentemente pubblicati su “Neurology”.

Inoltre, il volume dei depositi di ferro in PAG ha identificato correttamente l'emicrania cronica ed è risultato associato a elevati biomarcatori di disfunzione endoteliale e interruzione della barriera emato-encefalica (BBB).

Nello studio – spiegano gli autori, guidati da Clara Domínguez, dei Dipartimenti di Neurologia e Radiologia dell’Ospedale Clinico Universitario di Santiago di Compostela (Spagna) - sono stati arruolati pazienti con emicrania episodica (n = 57) ed emicrania cronica (n = 55) nella Clinica ambulatoriale per la Cefalea del Dipartimento di Neurologia sopracitato.

Inoltre, per il controllo, sono stati reclutati controlli liberi da cefalea (n = 25). In tutti i pazienti, la deposizione di ferro è stata misurata mediante risonanza magnetica (RM) 3T e ImageJ, un software dei National Institutes of Health. I livelli sierici di infiammazione, disfunzione endoteliale e interruzione della BBB sono stati inoltre misurati utilizzando il saggio di immunoassorbimento enzimatico (ELISA) nel sangue periferico durante i periodi interictali.

Alla RM valori superiori rispetto ai controlli sani e ai soggetti con forma episodica
I soggetti con emicrania cronica avevano un volume di depositi di ferro maggiore nel RN rispetto ai partecipanti con emicrania episodica (70,2 +/- 6,8 vs 25,5 +/- 7,3 ml, rispettivamente; p < 0,001) e controlli (70,2 +/- 6,8 vs 15,1 +/- 10,8 ml, rispettivamente; p < 0,001).

I partecipanti con emicrania cronica avevano anche volumi di depositi di ferro più grandi in PAG rispetto ai soggetti con emicrania episodica (360,3 +/- 6,5 vs 249,7 +/- 6,9 mcL, rispettivamente p <0,001) e ai controlli privi di cefalea (360,3 +/- 6,5 vs 168,6 +/- 10,3 mcL, rispettivamente; p < 0,001).

L’analisi delle curve ROC (receiver characteristic curves) ha mostrato che la soglia ottimale per il volume di ferro in RN e PAG era di 15 mcL (80% di sensibilità, 71% di specificità) e 240 mcL (93% di sensibilità, 97% di specificità), rispettivamente.

Sono state infine trovate associazioni tra il volume dei depositi di ferro in PAG con i livelli plasmatici più alti livelli plasmatici di sTWEAK (soluble tumor necrosis factor-like weak inducer of apoptosis) (r = 0,395; p = 0,005) e fibronectina cellulare (r = 0,294; p = 0,040).

Gli aspetti che devono ancora essere approfonditi
«Le limitazioni dello studio» spiegano Domínguez e colleghi «includono la variazione di età dei pazienti, il numero ridotto di partecipanti in ciascun gruppo e il reclutamento di pazienti da un solo centro.

«È necessario stabilire se queste lesioni (ovvero i depositi di ferro in RN e PAG) sono croniche e irreversibili - nel qual caso potrebbero essere associate all'irreversibilità del processo di emicrania e quindi essere considerate un biomarcatore di emicrania cronica - o reversibili» hanno concluso i ricercatori.

G.O.

Domínguez C, López A, Ramos-Cabrer P, et al. Iron deposition in periaqueductal gray matter as a potential biomarker for chronic migraine. Neurology, 2019;92(10):e1076-e1085. doi: 10.1212/WNL.0000000000007047.
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