Distrofia muscolare di Duchenne, prima verifica dei benefici a lungo termine dell'uso dei glucocorticoidi

I glucocorticoidi, farmaci a base di ormoni steroidei spesso prescritti ai pazienti con distrofia muscolare di Duchenne (DMD), offrono benefici a lungo termine per questa malattia, tra cui una pił lunga conservazione della forza e della funzione muscolare e un minore rischio di morte. Questi riscontri - riportati in uno studio pubblicato su "Lancet" - secondo gli autori supportano le pratiche standard di prescrizione in molte cliniche e potrebbero aiutare i genitori a influenzare i figli che ricevono queste terapie.

I glucocorticoidi, farmaci a base di ormoni steroidei spesso prescritti ai pazienti con distrofia muscolare di Duchenne (DMD), offrono benefici a lungo termine per questa malattia, tra cui una più lunga conservazione della forza e della funzione muscolare e un minore rischio di morte. Questi riscontri – riportati in uno studio pubblicato su “Lancet” – secondo gli autori supportano le pratiche standard di prescrizione in molte cliniche e potrebbero aiutare i genitori a influenzare i figli che ricevono queste terapie.

La DMD è caratterizzata dalla perdita della funzione muscolare e da una progressiva debolezza muscolare che inizia negli arti inferiori e colpisce tipicamente i maschi a causa della posizione della sua mutazione genetica causale.

I pazienti con questa devastante malattia neuromuscolare spesso ricevono glucocorticoidi a un certo punto della progressione della malattia. Studi effettuati sin dalla fine degli anni Ottanta hanno confermato i benefici a breve termine derivanti dal trattamento con questi farmaci, tra i quali il ritardo nella perdita della forza e della funzione muscolare.

«Tuttavia nessuno studio prospettico aveva valutato finora l'uso a lungo termine di glucocorticoidi in questi pazienti» spiega il senior author dell’attuale studio, Heather Gordish-Dressman, statistico del Center for Genetic Medicine Research presso il Children's National Health System, a Washington D.C. (USA).

Di conseguenza, rilevano Gordish-Dressman e colleghi, la mancanza di dati a lungo termine ha portato alcuni medici a ritardare il trattamento con questi farmaci poiché il loro uso può portare a significativi effetti collaterali, tra cui aumento di peso, crescita ritardata e immunosoppressione. In breve «tutti gli specialisti avevano l'idea che l'uso a lungo termine dei glucocorticoidi nella DMD potesse essere utile, ma nessuno lo aveva testato rigorosamente» spiegano gli autori.

«Questo studio con follow-up a lungo termine fornisce la prova più evidente che i benefici della terapia steroidea glucocorticoide nella DMD si estendono per l'intera durata della vita» aggiunge il primo autore della ricerca, Craig McDonald, MD, della University of California Davis School of Medicine, a Sacramento.  «Soprattutto» sottolinea emerge come i pazienti con Duchenne che utilizzavano i glucocorticoidi hanno avuto una riduzione complessiva del rischio di morte di oltre il 50%».

Prove basate su dati relativi a 440 pazienti afferenti a 20 Centri USA
Per determinare se i benefici a breve termine di questi farmaci si estendessero a lungo termine, Gordish-Dressman e ricercatori dislocati in 20 Centri in 9 Paesi hanno utilizzato i dati del “Duchenne Natural History Study” del “Cooperative International Neuromuscular Research Group”, il più vasto studio condotto per seguire i pazienti con DMD nel tempo.

Gli autori hanno raccolto i dati relativi a 440 maschi con DMD di età compresa tra 2 e 8 anni. Circa il 22% non aveva mai ricevuto glucocorticoidi o aveva ricevuto questi farmaci per meno di un anno. Alla quota restante i glucocorticoidi erano stati somministrati per almeno un anno o più.

«Analizzando i dati fino a 10 anni per questi pazienti, i benefici a lungo termine sono diventati chiari» aggiunge Gordish-Dressman. «Il trattamento con glucocorticoidi nei pazienti che lo hanno ricevuto per più di un anno ha ritardato i punti-chiave (“milestones”) della perdita di mobilità che hanno interessato gli arti inferiori da 2,1 a 4,4 anni, come passare dalla posizione supina a quella eretta, salire quattro piani di scale e camminare o correre una distanza 10 metri, rispetto ai ragazzi che avevano ricevuto i farmaci per meno di un anno».

La terapia con glucocorticoidi a lungo termine, aggiunge, ha anche ritardato la perdita dei punti-chiave della perdita di mobilità degli arti superiori, come la funzione delle mani, l'esecuzione di una presa sopra la testa e il portarsi le mani in bocca.

Ulteriori associazioni e considerazioni clinicamente rilevanti
L'uso a lungo termine di questi farmaci è risultato associato anche a un ridotto rischio di morte per tutta la durata dello studio. Inoltre, il deflazacort - un glucocorticoide recentemente approvato dalla Food and Drug Administration specificamente per la DMD - ha ritardato la perdita della capacità di muoversi dalla posizione supina alla posizione eretta, del camminare e della funzione bocca-a-mano in modo significativamente migliore del prednisone, il glucocorticoide più popolare prescritto per DMD negli Stati Uniti.

Secondo Gordish-Dressman «i glucocorticoidi sono attualmente una parte standard di cura per la maggior parte dei pazienti con DMD, con alcune cliniche che prescrivono questi farmaci non appena i pazienti vengono diagnosticati». Tuttavia, specifica «poiché mancavano dati a lungo termine a supporto del loro uso, alcuni medici esitano a prescrivere glucocorticoidi fino a quando la malattia non ha progredito, quando i pazienti avevano già perso una funzione significativa».

Studi futuri – concludono gli autori - esamineranno quali farmaci appartenenti a questa classe e quali regimi d’impiego possano offrire i maggiori benefici nonché come gli stessi benefici differiscano con l'uso di farmaci a lungo termine.

A.Z.

Riferimento bibliografico:
McDonald CM, Henricson E, Abresch RT, et al. Long-term effects of glucocorticoids on function, quality of life, and survival in patients with Duchenne muscular dystrophy: a prospective cohort study. Lancet, 2018 Feb 3;391(10119):451-461. doi: 10.1016/S0140-6736(17)32160-8.
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