Disturbi respiratori nel sonno associati a maggiore rischio di sviluppo di demenza

I disturbi respiratori durante il sonno (SDB) sono associati a un aumento del rischio di declino cognitivo e a un peggioramento della funzione esecutiva. ╚ quanto indica una nuova revisione sistematica e meta-analisi condotta su oltre 4 milioni di adulti e pubblicata online su "JAMA Neurology".

I disturbi respiratori durante il sonno (SDB) sono associati a un aumento del rischio di declino cognitivo e a un peggioramento della funzione esecutiva. È quanto indica una nuova revisione sistematica e meta-analisi condotta su oltre 4 milioni di adulti e pubblicata online su “JAMA Neurology”.

Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di ricerche ha suggerito un potenziale collegamento tra gli SDB e il declino cognitivo negli anziani ma i risultati erano conflittuali, anche perché gli studi avevano utilizzato metodi e modelli diversi, rendendo difficile trarre conclusioni sulla coerenza di tale associazione.

«Questo studio» sottolineano gli autori di questo lavoro, coordinato da Yue Leng, del Dipartimento di Psichiatria della University of California, a San Francisco (USA) «è il primo a sintetizzare in modo quantitativo tutti gli studi di popolazione pubblicati su SDB e funzione cognitiva e a offrire conclusioni sugli effetti degli SDB sia sul rischio di declino cognitivo sia su diversi domini della funzione cognitiva».

Un importante fattore modificabile
L’équipe ha effettuato una ricerca sistematica su PubMed, EMBASE e PsychINFO al fine di identificare gli articoli ‘peer-reviewed’ pubblicati in lingua inglese prima del gennaio 2017 che avessero riportato un'associazione tra gli SDB e la funzione cognitiva. L'analisi ha incluso 14 studi, dei quali 6 erano prospettici. Ciascuno comprendeva almeno 200 partecipanti, con una popolazione totale di 4,2 milioni di individui tra donne e uomini (età media: pari o superiore ai 40 anni).

L'analisi raggruppata degli studi prospettici ha dimostrato che le persone con SDB avevano una probabilità superiore del 26% di sviluppare un declino cognitivo (rapporto di rischio: 1,26; intervallo di confidenza 95% [CI]: 1,05-1,50). Non è stata riscontrata alcuna evidenza di bias di pubblicazione ma vi era un'eterogeneità significativa tra gli studi. Dopo l'eliminazione di uno studio che introduceva una significativa eterogeneità, il rapporto di rischio globale era salito a 1,35 (95% CI: 1,11-1,65).

L'analisi raggruppata di studi trasversali ha suggerito che i pazienti con SDB avessero una funzione esecutiva leggermente peggiore (differenza media standard: -0,05; 95% CI: da -0,09 a 0,00), senza alcuna evidenza di eterogeneità o di bias di pubblicazione. Gli SDB, comunque, non sono risultati associati a disfunzioni della cognizione globale o della memoria.

«I nostri risultati forniscono la prova che gli SBD possono essere un importante fattore di rischio modificabile per la disfunzione cognitiva nelle persone anziane» scrivono Leng e colleghi.

Dal trattamento delle apnee notturne la potenziale prevenzione del declino cognitivo
«Gli operatori della salute dovrebbero prestare maggiore attenzione ai problemi del sonno nei loro pazienti, come la sindrome delle apnee notturne» osservano. «È importante che i medici si accertino che gli SDB di un paziente siano diagnosticati e trattati tempestivamente».

I clinici, proseguono Leng e colleghi, dovrebbero poi seguire molto attentamente i pazienti che sperimentano livelli significativi di SDB per la possibilità di sviluppo di disfunzioni cognitive. «In alcuni casi, si può prendere in considerazione la somministrazione di complete batterie neuropsicologiche» sostengono gli autori «in quanto ciò potrebbe essere importante per la diagnosi precoce della demenza».

Gli studi futuri, sostengono i ricercatori, dovrebbero valutare se il trattamento degli SDB possa contribuire a migliorare la cognizione e ridurre il rischio di demenza, aprendo così «nuove opportunità per la prevenzione e la gestione della demenza negli anziani».

I motivi di preoccupazione di un esperto
«Questi risultati suggeriscono inducono una certa preoccupazione, dato che il rischio di disfunzione cognitiva a lungo termine è circa il 26% superiore nelle persone con apnee del sonno rispetto a quelle senza tale disturbo: una differenza piuttosto grande» ha commentato Lawrence Epstein, direttore medico della Medicina clinica del sonno al Brigham and Women’s Hospital di Boston (USA).

Gli SDB sono un disordine molto comune e facilmente trattabile, ha ricordato Epstein, eppure hanno un impatto significativo sulla salute e sul funzionamento ottimale. Soprattutto, ha rilevato, non esiste una consapevolezza generale delle apnee del sonno e delle loro conseguenze negative. Di conseguenza le persone tendono a sottovalutare quanto la loro salute risenta della privazione e dei problemi del sonno.

G.O.

Bibliografia:
Leng Y, McEvoy CT, Allen IE, et al. Association of Sleep-Disordered Breathing With Cognitive Function and Risk of Cognitive Impairment: A Systematic Review Meta-analysis. JAMA Neurol, 2017 Aug 28. [Epub ahead of print]
leggi