Disturbo dello spettro della neuromielite ottica, micofenolato mofetile in prima linea con qualsiasi stato sierologico

Neurologia

Secondo uno studio pubblicato online sul "Multiple Sclerosis Journal", micofenolato mofetile (MMF) ha dimostrato efficacia e buona tollerabilitā come terapia di prima linea nel disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD), indipendentemente dallo stato AQP4-IgG (immunoglobuline G anti-aquaporina-4). Per gli autori, l'uso concomitante di steroidi per via orale all'inizio del trattamento potrebbe limitare il rischio di fallimento dello stesso.

Secondo uno studio pubblicato online sul “Multiple Sclerosis Journal”, micofenolato mofetile (MMF) ha dimostrato efficacia e buona tollerabilità come terapia di prima linea nel disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD), indipendentemente dallo stato AQP4-IgG (immunoglobuline G anti-aquaporina-4). Per gli autori, l'uso concomitante di steroidi per via orale all’inizio del trattamento potrebbe limitare il rischio di fallimento dello stesso.

«La neuromielite otica (NMO) è una grave patologia infiammatoria recidivante del sistema nervoso centrale. In circa il 70% dei casi è associata con AQP4-IgG che giocano un ruolo chiave nella patogenesi della NMO e hanno determinato l’ampliamento del fenotipo clinico della malattia nel NMOSD» ricordano gli autori, guidati da Alexis Montcuquet, del Servizio di Neurologia A e Fondazione Eugène Devic EDMUS contro la Sclerosi Multipla, Observatoire Français de la Sclérose en Plaques (OFSEP), Ospedali Civili di Lione (Francia).

«Di recente» aggiungono «autoanticorpi diretti alla glicoproteina mielinica oligodendrocitica (MOG) sono stati riportati nel 20-25% dei pazienti NMO AQP4-IgG-sieronegativi».

L’attività immunosoppressiva del farmaco
«MMF è un farmaco immunosoppressore di provata efficacia e tollerabilità, sia nei trapianti d’organo sia in molte patologie immunomediate» proseguono. «È un inibitore della inosina monofosfato deidrogenasi che inibisce la sintesi de novo del nucleotide guanosina, colpendo la proliferazione dei linfociti T e B». Al momento, ammettono, non è chiaro se i pazienti negativi alle AQP4-IgG debbano essere trattati in modo differente dai pazienti sieropositivi.

«L’uso di MMF in NMOSD è stato indagato solo in pochi studi retrospettivi, includendo principalmente casi AQP4-IgG positivi e miscelando l’impiego di MMF come terapia di prima linea o di salvataggio» spiegano. Comunque, «tutti questi studi hanno indicato alcuni benefici nella riduzione del tasso di recidive e di disabilità».

Lo scopo dello studio di Montcuquet e colleghi è stato quello di valutare l’efficacia e la tollerabilità di MMF come terapia di prima linea in una vasta coorte multicentrica francese (denominata “NOMADMUS” e costituita nel 2011) di pazienti NMOSD, indipendentemente dal loro stato AQP4-IgG. In tutto sono stati inclusi dalla coorte NOMADMUS 67 pazienti NMOSD pazienti trattati con MMF come terapia di prima linea. In totale 65 soddisfacevano i criteri NMOSD 2015 e 5 sono risultati MOG-IgG positivi.

L'efficacia è stata valutata in base alla percentuale di pazienti che hanno continuato il trattamento con MMF, alla percentuale di pazienti liberi da recidive, al cambiamento tra prima e dopo il trattamento del tasso annualizzato di recidive (ARR) e all’Expanded Disability Status Scale (EDSS).

Efficace in pazienti sia sieronegativi sia AQP4-IgG o MOG-IgG positivi
Su 67 pazienti, 40 (59,7%) hanno continuato il trattamento fino all'ultimo follow-up. Un totale di 33 (49,3%) soggetti sono rimasti liberi da ricadute. L'ARR mediana è diminuita da 1 prima del trattamento a 0 dopo il trattamento. Dei 53 pazienti con dati completi EDSS, il punteggio è migliorato o si è stabilizzato a 44 (83%; p <0,05).

L'efficacia è stata osservata nei pazienti NMOSD AQP4-IgG positivi (il 57,8% ha continuato il trattamento, il 46,7% era libero da recidive), MOG-IgG positivi (3 su 5 hanno proseguito il trattamento, 4 su 5 erano liberi da ricadute) e sieronegativi (il 64,7% ha continuato il trattamento, il 61,3% era libero da recidive).

In 16 pazienti con steroidi associati, 13 (81,2%) hanno continuato il trattamento con MMF fino all'ultimo follow-up contro 15 su 28 (53,6%) del gruppo senza steroidi associati. Nove pazienti hanno interrotto il trattamento a scopo di tollerabilità.
«Il nostro studio supporta la tesi che MMF offre un’efficacia consistente e sostenuta con una buona tollerabilità in alcuni pazienti NMOSD, qualunque sia lo stato AQP4-IgG e MOG-IgG» commentano Montcuquet e colleghi. «Peraltro un certo numero di soggetti ancora ha sperimentato recidive o ha sospeso il trattamento».

«Pertanto» concludono «sono necessari nuovi farmaci per trattare il NMOSD, Idealmente, il prossimo step dovrebbe consistere nel valutare l’esatto beneficio di MMF a confronto di altri farmaci attivi e/o placebo in trial clinici randomizzati».

Arturo Zenorini

Montcuquet A, Collonques N, Papaeix C, et al. Effectiveness of mycophenolate mofetil as first-line therapy in AQP4-IgG, MOG-IgG, and seronegative neuromyelitis optica spectrum disorders. Mult Scler, 2016 Nov 24. [Epub ahead of print]
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