Nel disturbo pervasivo dello sviluppo (PDD) levetiracetam (LEV) si dimostra utile nel ridurre i problemi comportamentali attraverso una diminuzione delle crisi e di punte (spikes) frontali per alcuni ma non tutti i pazienti. Per questo motivo LEV rappresenta un’importante aggiunta ai trattamenti per bambini PDD con epilessia che presentino parossismi elettroencefalografici (EEG) frontali. Lo rivela uno studio giapponese, pubblicato online sull’European Journal of Pediatric Neurology.

«LEV è un efficace trattamento aggiuntivo per le crisi parziali farmacoresistenti con o senza generalizzazione secondaria» ricordano gli autori, guidati da Hideaki Kanemura, del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Yamanashi. «Studi pubblicati sull’impiego di LEV in bambini epilettici hanno dimostrato eccellenti profili di farmacocinetica e tollerabilità, con scarsi effetti negativi sulle funzioni cognitive e nessuna evidenza di interazioni con altri farmaci».

«Il PDD rappresenta uno dei più comuni disturbi neuropsichiatrici nei bambini con epilessia» aggiungono. «L’elevata frequenza di epilessia nei bambini con PDD è una chiara indicazione che il PDD può avere basi neurobiologiche».

D’altra parte, alcuni rapporti hanno indicato che LEV può causare manifestazioni neuropsichiatriche come aggressività. «In realtà» è il commento di Kanemura e colleghi «poco è noto circa la sicurezza e l’efficacia di LEV nei bambini PDD con epilessia. Il nostro studio era teso a determinare il rapporto tra problemi comportamentali, localizzazione di anomalie parossistiche (AP) e trattamento con LEV di bambini PDD con epilessia».

I ricercatori hanno incluso nello studio 12 bambini PDD con epilessia. Tutti i pazienti avevano anomalie parossistiche (AP): spikes frontali in 8 casi, rolandiche in 3, generalizzate in 1. Dopo un periodo basale di 3 mesi, ai pazienti è stato somministrato LEV a una dose iniziale di 10 mg/kg/die per la prima settimana, seguito da un aumento di 5 mg/kg/die ogni settimana. La dose di LEV è stata quindi corretta fino a un massimo di 60 mg/kg/die. Le misurazioni EEG sono state effettuate ogni 3 mesi, focalizzandosi sulla frequenza AP. È stata conteggiata la frequenza delle crisi e delle AP evidenti all’EEG ed è stato dato un punteggio ai casi di disturbi di panico o comportamenti aggressivi.

Su 12 pazienti, 8 (66,7%) sono stati ritenuti responsivi alle crisi cliniche e ai reperti EEG (riduzioni =/>50% sia delle crisi sia della frequenza AP). Sei (75%) di questi 8 pazienti sono stati considerati responsivi in relazione a problemi comportamentali (riduzione =/>50% di disturbi di panico o comportamenti aggressivi). Questi 6 pazienti mostravano parossismi EEG frontali, laddove i rimanenti 2, senza risposta comportamentale, mostravano parossismi EEG rolandici. I pazienti con AP frontale hanno evidenziato una correlazione significativamente maggiore tra EEG/crisi cliniche e miglioramenti comportamentali (p<0,05).

«I risultati di questo studio indicano che il trattamento con LEV può essere efficace nel ridurre anomalie EEG interictali e crisi cliniche interictali in pazienti PDD con epilessia refrattaria almeno in alcuni pazienti» sottolineano i ricercatori. «Inoltre, questi dati suggeriscono l’utilità del trattamento con LEV correlato ai miglioramenti EEG e comportamentali. Questi dati fanno ritenere che i problemi comportamentali nel PDD possano dipendere dalla frequenza dell’AP frontale, almeno in alcuni pazienti».

Un terzo dei pazienti ha ottenuto la libertà da AP EEG lungo l’intero periodo dello studio per una media di 15,3 mesi e la riduzione di AP EEG è apparsa significativamente correlata alla riduzione nella frequenza delle crisi – evidenziano ancora gli autori.
«Nel complesso» scrivono «LEV, quale add-on alla terapia con antiepilettici (AED) per le crisi a esordio parziale, ha dimostrato buona farmacocinetica e tollerabilità nei bambini e buona efficacia nelle crisi parziali e in alcune crisi generalizzate».

«È stato suggerito che gli effetti comportamentali associati al trattamento con AED possano avvenire come risultato di un migliore controllo delle crisi. Questo studio dimostra che il comportamento non è influenzato negativamente da LEV in questa popolazione» sottolineano infine Kanemura e collaboratori. «Inoltre, i nostri risultati dimostrano che i miglioramenti del comportamento hanno maggiori probabilità di manifestarsi nei soggetti in cui le crisi diminuivano: un dato in linea con precedenti studi».

Arturo Zenorini

Kanemura H, Sano F, Ohyama t, et al. Effect of levetiracetam on behavioral problems in pervasive developmental disorder children with epilepsy. Eur J Pediatr Neurol, 2014. [Epub ahead of print]
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