Emicrania con aura visiva? Possibile rischio di fibrillazione atriale e ictus ischemico successivo

L'emicrania con aura visiva sembra aumentare l'incidenza del rischio di fibrillazione atriale (AF), una correlazione che pu˛ mettere questa popolazione di pazienti in una condizione di maggiore rischio di ictus ischemico successivo. ╚ quanto suggerisce una nuova ricerca pubblicata online su "Neurology".

L’emicrania con aura visiva sembra aumentare l’incidenza del rischio di fibrillazione atriale (AF), una correlazione che può mettere questa popolazione di pazienti in una condizione di maggiore rischio di ictus ischemico successivo. È quanto suggerisce una nuova ricerca pubblicata online su “Neurology”.

Più precisamente, gli autori dello studio – guidati da Souvik Sen, docente di Neurologia presso la University of South Carolina School of Medicine, a Columbia (USA) - hanno scoperto che le persone che soffrivano di emicrania con aura avevano il 30% in più di probabilità di sviluppare AF rispetto a coloro che non avevano mal di testa e avevano il 40% in più di probabilità di sviluppare AF rispetto a quelli che avevano emicrania senza aura.

«La nostra ricerca suggerisce che l’AF potrebbe avere un ruolo nell'ictus in coloro che soffrono di emicrania con aura visiva. È importante notare che le persone con emicrania con aura possono essere ad alto rischio di AF a causa di problemi con il sistema nervoso autonomo, che aiuta a controllare il cuore e i vasi sanguigni» aggiungono.

«Sono però necessari più studi per determinare se le persone con emicrania con aura visiva dovrebbero essere sottoposte a screening per AF» precisano Sen e colleghi.

Ricerca basata sui dati dello studio ARIC
Ricerche pregresse hanno dimostrato che l'emicrania con aura aumenta il rischio sia di ictus o di attacchi ischemici transitori (TIA). Inoltre, un team di ricercatori ha scoperto un'associazione indipendente tra emicranie con aura visiva e ictus ischemico, risultati che sono stati supportati da una recente meta-analisi.

L'AF è una causa comune di ictus cardioembolico. Gli scienziati devono ancora discernere se l'associazione tra emicrania con aura visiva e ictus cardioembolico può essere spiegata da un più alto tasso di AF. In definitiva, se l'emicrania con aura è associata all’AF, gli autori sostengono che «l’AF può portare a tromboembolismo nei vasi sanguigni cerebrali portando a sua volta a ictus ischemici».

Per aiutare a rispondere a questa domanda, Sen e colleghi si sono rivolti ai dati dello studio di coorte ARIC (Atherosclerosis Risk in Community). Tale studio è stato avviato nel 1987 e ha arruolato 15.792 partecipanti di età compresa tra 45 e 64 anni.

Le visite di controllo hanno avuto luogo regolarmente nei decenni successivi. Come parte integrante dello studio ARIC, sono state acquisite le cartelle cliniche ospedaliere e sono stati valutati i fattori di rischio vascolare del paziente. I partecipanti sono stati contattati ogni anno per accertare il verificarsi di eventi avversi, inclusi ictus e AF.

I partecipanti all'ARIC hanno risposto a un questionario per il mal di testa durante una delle loro visite. Per distinguere tra soggetti emicranici con senza aura visiva sono stati impiegati i criteri diagnostici ICHD-37 modificati.

Le diagnosi di AF sono state fatte sulla base di risultati elettrocardiografici, codici di dimissione ospedaliera e certificati di morte. La diagnosi di ictus era il prodotto sia della diagnosi derivata dal computer sia della revisione del record medico da parte di un clinico; le differenze sono state giudicate da un revisore medico.

Sen e colleghi hanno analizzato i dati ARIC fino alla fine del 2013 relativi agli 11.939 individui (età media 60 +/- 5,7 anni; 56% donne) che hanno soddisfatto i criteri di inclusione pertinenti; 1.516 di questi hanno riportato emicrania. Durante il periodo di follow-up di 2 decadi, un’AF incidente si è verificata in 232 soggetti con emicrania (15,3%) e in 1.623 dei 9.405 individui con cefalea (17,3%).

Utilizzando i pazienti liberi dalla cefalea come gruppo di riferimento, quelli con tutte le emicranie (hazard ratio [HR] 0,82, IC al 95% 0,72 - 0,94) ed emicrania senza aura visiva (HR 0,74; IC al 95% 0,62 - 0,87) hanno avuto un rischio significativamente inferiore per incidenza di AF rispetto alle loro controparti che avevano emicrania con aura.

È interessante notare che l'analisi ha anche mostrato che tra 167 pazienti che hanno riportato ictus cardioembolici incidenti, la maggior parte (87%; n = 14) dei casi di AF ha preceduto l'ictus.

Una correlazione forse dovuta forse a una disfunzione autonomica
Questi risultati, notano i ricercatori, sono tra i primi a indicare un'associazione tra emicrania e AF negli Stati Uniti. Sottolineano inoltre che lo studio ha marcate implicazioni cliniche e potrebbe infine promuovere una migliore comprensione del ruolo dell’AF nel legame tra ictus ed emicrania.

Sebbene l'analisi aiuti a far luce sui meccanismi che alla fine sono alla base dell'ictus, i ricercatori riconoscono la necessità di un lavoro di follow-up.

«Tra i vari meccanismi fisiopatologici postulati per l'associazione tra emicrania con aura visiva e AF incidente, la disfunzione autonomica può svolgere un ruolo chiave. Occorre però maggiore ricerca per determinare se le persone con emicrania con aura visiva dovrebbero essere sottoposte a screening per AF» hanno ribadito gli autori.

«Una volta rilevata l’AF, il medico può considerare l'utilizzo di punteggi di rischio come CHADS2-VASc per determinare il rischio di ictus e posizionare il paziente sulla profilassi con acido acetilsalicilico o anticoagulanti orali per ridurre il rischio di ictus» concludono.

A.Z.

Sen S, Androulakis XM, Duda V, et al. Migraine with visual aura a risk factor for incident atrial fibrillation: A cohort study. Neurology. 2018 Nov 14. doi: 10.1212/WNL.0000000000006650. [Epub ahead of print]
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