Emicrania cronica, migliorati dopo iniezione di tossina botulinica fotofobia e sintomi di secchezza oculare

Nei pazienti con emicrania cronica, la fotofobia e i sintomi più severi di secchezza oculare migliorano dopo iniezione di tossina botulinica A (BoNT-A), in base ai risultati di uno studio osservazionale pubblicato online sul "British Medical Journal".

Nei pazienti con emicrania cronica, la fotofobia e i sintomi più severi di secchezza oculare migliorano dopo iniezione di tossina botulinica A (BoNT-A), in base ai risultati di uno studio osservazionale pubblicato online sul “British Medical Journal”.

I sintomi di fotofobia e secchezza oculare sono comuni nei pazienti con emicrania, ma finora pochi studi hanno valutato le terapie per questi sintomi ancillari. Anat Galor del Miami VA Medical Center e colleghi hanno valutato la potenziale efficacia di BoNT-A nel ridurre i sintomi di fotofobia e secchezza oculare in una revisione retrospettiva di 72 pazienti, che avevano tutti ricevuto BoNT-A tra il 23 agosto 2017 e il 13 dicembre 2017 presso la Miami Veterans Affairs Medical Center Neurotoxin Clinic.

Valutato il potenziale contributo del volume lacrimale
Gli autori hanno voluto valutare inoltre il volume del film lacrimale come potenziale contributo ai sintomi in questi pazienti. I dati demografici e tutte le comorbilità sono stati recuperati tramite la revisione delle cartelle cliniche.

«La maggior parte dei pazienti (80,6%) ha giudicato la fotofobia prima del trattamento come severa e tutti i pazienti, tranne due, hanno riferito sintomi di secchezza oculare (il 63,4% ha dichiarato che era grave)» riportano i ricercatori. Tuttavia, specificano, solo il 20,3% dei pazienti ha mostrato prove obiettive di un volume lacrimale gravemente basso, riportano i ricercatori.

Sono stati somministrati questionari convalidati standardizzati (vedi sotto) per valutare i sintomi prima e dopo l'iniezione di BoNT-A. I volumi lacrimali di preiniezione sono stati misurati utilizzando il test del filo di cotone al rosso fenolo (PRT). «I punteggi di preiniezione relativi ai sintomi di emicrania, fotofobia e secchezza oculare erano tutti significativamente correlati (p <0,05) mentre nessuno era associato con i risultati di preiniezione del PRT» dichiarano Galor e colleghi.

«Dopo iniezione di BoNT-A» fanno notare «anche i miglioramenti dei sintomi di emicrania, fotofobia e secchezza oculare erano significativamente correlati (p <0,05) e allo stesso modo non si associavano ai risultati di preiniezione del PRT».

I questionari validati VLSQ-8 e DEQ-5
Più in dettaglio, dopo un tempo medio di follow-up post-iniettivo di 30,5 giorni, i punteggi della fotofobia sono migliorati in modo statisticamente significativamente, da 29,8 a 27,7 allo score totale del Visual Light Sensitivity Question-8 (VLSQ-8), che ha un range compreso da 8 a 40.

Per quanto riguarda i soggetti con sintomi più gravi di secchezza oculare, questi hanno riferito un miglioramento statisticamente significativo dei loro sintomi, da 15,4 a 13,8 in base al punteggio del Dry Question Questionnaire-5 (DEQ-5), che varia da 0 a 22.

Entrambi i questionari, il VLSQ-8 e il DEQ-5, sono stati validati ciascuno in almeno uno studio, ma le loro differenze minime clinicamente importanti (MCID) non sono state riportate. «Pertanto» riassumono gli autori «i punteggi di fotofobia sono migliorati significativamente dopo somministrazione di BoNT-A, mentre i sintomi di secchezza oculare sono migliorati significativamente nei pazienti con sintomi gravi al basale (punteggio DEQ-5 =/> 12), [p = 0,027 in entrambi i casi], indipendentemente dal volume del film lacrimale al basale».

«Nell'analisi di regressione logistica di tutti gli individui con sintomi di secchezza oculare (DEQ-5 =/> 6), gli individui con sintomi più severi di secchezza oculare avevano maggiori probabilità di migliorare (OR 1,27, IC al 95% 1,06-1,51, p <0,01)» aggiungono.

Indicazioni suggerite dai risultati
«I risultati ottenuti con BoNT-A suggeriscono che altre terapie che modulano la funzione somatosensoriale e il dolore neuropatico potrebbero essere prese in considerazione in pazienti i cui sintomi di secchezza oculare sono poco responsivi alle modalità convenzionali di trattamento o non possono essere spiegati sulla scorta dei reperti dell’esame oftalmologico» scrivono i ricercatori.

«Questi miglioramenti» aggiungono «possono essere dovuti alla modulazione di percorsi neuronali trigeminali condivisi». 

Giorgio Ottone

Diel RJ, Hwang J, Kroeger ZA, et al. Photophobia and sensations of dryness in patients with migraine occur independent of baseline tear volume and improve following botulinum toxin A injections. Br J Ophthalmol, 2018 Sep 29. doi: 10.1136/bjophthalmol-2018-312649. [Epub ahead of print]
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