La fibrinolisi intraventricolare (IVF) è sicura e può essere una strategia efficiente per il trattamento dell’emorragia intraventricolare (IVH): può ridurre la mortalità, migliorare l’outcome funzionale e diminuire la necessità di derivazione ventricolare (shunt) permanente, mentre non aumenta il rischio di ventricolite o recidive emorragiche. Questo l’esito di una metanalisi apparsa online su Stroke.

«Attualmente il trattamento più comune per l’emorragia intracerebrale (ICH) complicata da IVH è l’impianto di un drenaggio extraventricolare (EVD) per l’alleviamento dell’idrocefalo e la rimozione dei prodotti ematici» ricordano gli autori, membri di un board internazionale coordinato da Nickalus R. Khan, del Dipartimento di Neurochirurgia dell’University of Tennessee Science Center di Memphis (USA). «In ogni caso, l’EVD può andare incontro a ostruzione per la formazione di trombi, richiedendo ripetuti risciacqui o sostituzioni, e ponendo il paziente a rischio di aumentata pressione intracranica secondaria a idrocefalo».

«La somministrazione di IVF attraverso l’EVD è stata studiata come possibile trattamento di intervento in caso di IVH e ha prodotto risultati disomogenei» proseguono. «Pregresse analisi in pazienti con ICH e IVH hanno dimostrato di ottenere potenziale beneficio dalla somministrazione di IVF, ma al prezzo di maggiori complicanze come nuovi sanguinamenti o ventricoliti».

«Questa revisione sistematica con metanalisi è stata effettuata per fornire una revisione aggiornata e più approfondita sull’uso dell’IVF nell’IVH» sostengono Khan e collaboratori. «Il primo scopo della nostra analisi era quello di stabilire se l’IVF riducesse la mortalità in seguito a IVH al termine del follow-up dello studio. Gli obiettivi secondari riguardavano la determinazione circa l’eventuale miglioramento dell’outcome funzionale derivato dall’IVF e l’influsso di quest’ultima sui tassi di ventricolite, dipendenza dallo shunt e recidiva emorragica».

Al termine di una serie di selezioni progressive dalla letteratura, gli autori hanno incluso nell’analisi 24 studi, di cui 8 randomizzati controllati (RCT; n=90), 3 di coorte prospettici (n=140), e i rimanenti retrospettivi di coorte (n=343). «La nostra metanalisi rappresenta la più ampia e completa revisione sull’IVF per l’IVH mai effettuata» affermano Khan e colleghi.

«Questa metanalisi» specificano «ha dimostrato che l’IVF ha ridotto la mortalità nei casi di emorragia intraventricolare di circa la metà (rischio relativo [RR]: 0,55; 95% CI: 0,42-0,71; P<0,00001), ha aumentato la probabilità di buon outcome funzionale del 66% (RR: 1,66; 95% CI: 1,27-2,19, P=0,0003) e ha anche ridotto il tasso di dipendenza dallo shunt (RR. 0,62; 95% CI: 0,42-0,93); P=0,02). Non si è trovata un’associazione tra aumentati tassi di ventricolite (RR: 1,46; 95% CI:0,77-2,76; P=0,25) o di recidiva emorragica (RR: 1,06; 95% CI: 0,66-1,70; P=0,80). Infine, non abbiamo rilevato evidenze di bias di pubblicazione».

«I nostri risultati» commentano «indicano che l’IVF per l’IVH è un intervento sicuro e può essere una strategia efficiente per ridurre la mortalità e aumentare l’outcome funzionale. Inoltre, la nostra analisi è la prima ad avere dimostrato un tasso ridotto di dipendenza dallo shunt nei pazienti trattati per IVF, effetto probabilmente dovuto all’inclusione di un campione più vasto di pazienti. Questo beneficio osservato può supportare la teoria secondo cui l’IVF determina una clearance più veloce del sangue ventricolare, un minore tempo di contatto del sangue con il rivestimento ependimale, e probabilmente permette un più rapido ripristino dell’omeostasi del liquido cefalo-rachidiano».

«Il trattamento non si è associato ad aumentato rischio di complicanza come ventricoliti e recidive emorragiche» nonostante tale questione sia stata sollevata, ribadiscono infine gli autori.

Arturo Zenorini

Khan NR, Tsivgoulis G, Lee SL, et al. Fibrinolysis for Intraventricular Hemorrhage: An Updated Meta-Analysis and Systematic Review of the Literature. Stroke, 2014 Jul 22. [Epub ahead of print]
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