Epilessia, manovre di primo soccorso e gestione delle emergenze. NovitÓ dal congresso LICE

Allo scopo di diagnosticare e trattare nella maniera pi¨ adeguata e tempestiva possibile lo stato di male epilettico, gli epilettologi della LICE hanno redatto delle Linee Guida e Raccomandazioni sullo stato di male epilettico per adulti e bambini, fornendo una serie indicazioni fondamentali per il medico e per il personale di medicina d'urgenza. le linee guida sono state presentate in anteprima al congresso nazionale della LICE in corso in questi giorni a Roma.

“Sono molto contento di concludere la mia carriera con questa carica in questa vivacissima società” -ha dichiarato ai microfoni di Pharmastar il prof. Mecarelli, neo eletto presidente della LICE  - “Le sfide per chi si occupa di epilessia-ha proseguito Mecarelli- sono ancora moltissime tenendo conto che circa il 35% delle forme di epilessia non riusciamo tuttora a trattarle nel modo più appropriato. Dobbiamo lavorare dal punto di vista scientifico per comprendere i meccanismi alla base di alcune forme di epilessia in modo da trovare farmaci che non vadano ad agire solo sui sintomi ma abbiano una vera azione antiepilettogena. Come società scientifica dobbiamo agire molto sulla formazione dei giovani epilettologi e sul fronte sociale in particolare contribuire al superamento dello stigma”.

Da quest’anno ci saranno tanti giovani epilettologi nel consiglio direttivo della LICE e ben 4 donne tra cui la dr.ssa Laura Tassi Centro Chirurgia dell'Epilessia Claudio Munari Milano, che è stata eletta ai vertici della società con una figura nuova che è il vicepresidente.

L’epilessia è una delle condizioni più frequenti della medicina d’urgenza e del Pronto Soccorso (PS). Secondo un’indagine epidemiologica sulla Neurologia nell’Emergenza-Urgenza(1), quasi il 60% dell’attività di consulenza svolta dal neurologo è espletata per il Pronto Soccorso e la Neurologia è tra le specialità mediche più richieste dai medici del PS, costituendo oltre un terzo del totale delle consulenze.  Inoltre, più del 70% dei ricoveri in ambiente neurologico arrivano dal Pronto Soccorso.

I dati si riferiscono all’intero spettro della Neurologia, ma introducono il tema ‘Epilessia e Pronto Soccorso’ al centro dei lavori del 40° Congresso Nazionale della Lega Italiana Contro l’Epilessia, in corso a Roma dal 7-9 giugno.

“Parliamo spesso di 'epilessia' - dichiara il dott. Giuseppe Capovilla, e Direttore centro Epilessia Ospedale C. Poma di Mantova-  ma bisognerebbe precisare che abbiamo una grande varietà di forme e di tipi di crisi, molto diversi tra loro. Tra le forme più gravi, lo stato di male epilettico è spesso considerato una vera e propria urgenza o emergenza medica. Anche se la sua definizione è in via di revisione da parte della società scientifica internazionale (ILAE), lo stato di male epilettico è una situazione clinica nella quale una crisi epilettica si prolunga per più di trenta minuti o nella quale le crisi si ripetono a brevissimi intervalli, senza ripresa di coscienza tra una crisi e l’altra, tali da rappresentare una condizione epilettica continua. Tale evento genera una situazione di grande allarme sanitario e va adeguatamente compreso e diagnosticato, in particolare per trattarne l’eziologia.”

“Come avviene in altre situazioni mediche con compromissione dei parametri vitali, acute e prolungate, - ha dichiarato il dott. Gianfranco Giannasi Direttore della Medicina d’Urgenza dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze-  la persona che presenta una crisi epilettica, e ancor di più uno stato di male epilettico, deve essere prontamente e adeguatamente assistita e riportata il prima possibile a una condizione di benessere clinico. Inoltre, è estremamente importante arrivare alla diagnosi dello stato di male epilettico per avviare, quando possibile, le opportune e più appropriate terapie che, in alcuni casi, sono essenziali per la vita e l’integrità della persona affetta. In questo modo lo Stato Epilettico è una patologia da annoverare nelle sindromi tempo dipendenti alla pari della sepsi, della sindrome coronarica acuta, del politrauma e dell’ictus ischemico, proprio perché il prolungamento delle crisi può compromettere l’outcome del paziente determinando gravi lesioni neurologiche”.

Allo scopo di diagnosticare e trattare nella maniera più adeguata e tempestiva possibile lo stato di male epilettico, gli epilettologi della LICE hanno redatto delle Linee Guida e Raccomandazioni sullo stato di male epilettico per adulti e bambini, fornendo una serie indicazioni fondamentali per il medico e per il personale di medicina d’urgenza.

Le linee guida sono aperte e consultabili sul sito LICE:
http://www.lice.it/LICE_ita/lineeguida/pdf/Linee_guida_SE_italiano_(1).pdf
www.lice.it/pdf/sec_pediatrico.pdf

Le crisi epilettiche Non tutte le forme di epilessia sono ugualmente ‘gravi’ o devono destare preoccupazione: il 5% di tutte le persone ha almeno una crisi epilettica durante la sua vita, ma non è considerato affetto da epilessia. La diagnosi di epilessia implica una tendenza a crisi epilettiche ripetute dovute ad una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata di cellule nervose della corteccia o del tronco cerebrale che si trova nell’1% della popolazione. Le crisi epilettiche più comuni possono essere di tipo tonico-clonico ("grande male"): sono crisi generalizzate che possono avere sintomi premonitori (irritabilità, ansia, cefalea) con perdita della coscienza, contrazioni muscolari generalizzate e simmetriche (fase tonica), che in seguito sono interrotte da brevi rilassamenti della muscolatura (fase clonica). Oppure le crisi di assenza ("piccolo male"): crisi generalizzate e brevi, di solito durano meno di 10 secondi, che si manifestano tipicamente in età infantile e scolastica.  Normalmente le crisi epilettiche si risolvono spontaneamente entro pochi minuti.

Diagnosi dell’epilessia “Per la diagnosi di epilessia - prosegue il dott Capovilla - è necessaria un'accurata valutazione dei sintomi e della storia clinica, che deve possibilmente comprendere anche le osservazioni dettagliate da parte di terzi, in particolare dei genitori se si tratta di bambini, in quanto l'alterazione o la perdita di coscienza spesso precludono una descrizione dei sintomi da parte del paziente stesso.

L'elettroencefalogramma (EEG) rileva l'attività elettrica del cervello ed è un'analisi fondamentale nella diagnosi dell'epilessia, perché le alterazioni elettriche, spesso molto indicative, possono essere presenti anche nel cosiddetto periodo intercritico. Altri esami diagnostici includono la risonanza magnetica o TAC cerebrale ed esami di laboratorio, e sono indicati per accertare o escludere cause specifiche delle crisi epilettiche.”

Crisi epilettiche e danni cerebrali In alcune forme di epilessia la sintomatologia critica si accompagna a problematiche di natura neurologica e/o intellettiva e, per molti anni, si è pensato che la ricorrenza delle crisi, o anche l’occorrenza di una crisi molto prolungata, fosse in grado di produrre un danno cerebrale. “In relazione a questo aspetto, - sottolinea il dott. Capovilla -  è molto importante la corretta informazione da dare alle famiglie e alle persone con epilessia perché, soprattutto i genitori, vivono con grande angoscia il ricorrere delle crisi pensando che le stesse possano progressivamente danneggiare il cervello del loro bambino. Solo recentemente si è capito che le complicanze neurologiche e intellettive che accompagnano alcune forme di epilessia, in particolare a esordio in età pediatrica, non dipendono tanto dalla ricorrenza e dalla durata delle crisi quanto, piuttosto, dalla causa che è alla base dell’epilessia stessa. E, ad es, che la mortalità che accompagna lo stato di male epilettico è grandemente legata all’eziologia (tumori, patologie infiammatorie, malattie degenerative ecc) più che allo stato epilettico per sé.”

Regole di Primo Soccorso

Cosa fare in caso di crisi epilettica generalizzata di tipo tonico-clonico

• Prevenire la caduta a terra.
• Se la persona è già a terra, porre sotto il capo qualcosa di morbido, in modo che se la crisi continua, non continui a battere ripetutamente la testa sulla superficie dura.
• Terminata la crisi, slacciare il colletto e ruotare la testa di lato per favorire la fuoriuscita di saliva e permettere una respirazione normale.
• Evitare raggruppamenti di persone intorno al soggetto: la confusione non lo aiuterebbe a riprendersi con calma.

Cosa non fare.
• Non tentare di aprire la bocca.
• Non tentare di inserire in bocca oggetti morbidi o rigidi.
• Non bloccare le braccia e le gambe.
• Questi interventi, oltre ad essere inutili, sono anche pericolosi: potrebbero comportare al soggetto in crisi lussazioni mandibolari, fratture dentarie e dolori muscolari intensi. Al soccorritore potrebbero invece provocare lesioni alle dita.
• In caso di assenze, quindi crisi di lieve entità, conosciute come Piccolo Male, non occorre fare nulla, eccetto che segnalarle.

Cosa fare in caso di stato di male epilettico
• Chiamare l’ambulanza per portare il paziente al Pronto Soccorso.