Epilessia nell'adulto, funzioni cognitive e qualitÓ di vita migliorate da metilfenidato

Il metilfenidato (MPH) - farmaco psicostimolante indicato nei bambini con disturbo di attenzione e iperattivitÓ (ADHD) - pu˛ essere un'opzione efficace e sicura per migliorare le funzioni cognitive e la qualitÓ di vita in soggetti adulti affetti da epilessia. Lo dimostrano i risultati di un recente studio apparsi online su "Epilepsia".

Il metilfenidato (MPH) – farmaco psicostimolante indicato nei bambini con disturbo di attenzione e iperattività (ADHD) - può essere un'opzione efficace e sicura per migliorare le funzioni cognitive e la qualità di vita in soggetti adulti affetti da epilessia. Lo dimostrano i risultati di un recente studio apparsi online su “Epilepsia”.

«Le difficoltà cognitive sono frequenti nell'epilessia. Al di là del ridurre le crisi comiziali e aggiustare il dosaggio dei farmaci antiepilettici, non esiste però un trattamento ben validato negli adulti sotto questo profilo» ricordano gli autori, guidati da Jesse Adams, del Seattle Children’s Hospital, a Seattle (USA).

Un farmaco di uso comune in pediatria, poco studiato negli adulti
«Il MPH, invece, è usato in modo efficace nei bambini con epilessia e ADHD. Peraltro i suoi effetti negli adulti non sono stati valutati in modo sistematico» osservano. Adams e colleghi hanno ipotizzato che il MPH potesse migliorar in modo sicuro la funzione cognitiva negli adulti con epilessia e hanno condotto uno studio a dose singola, controllato con placebo e in doppio cieco seguito da una fase in aperto di cui riportano il follow-up a 1 mese.

In questa fase in aperto di 1 mese con MPH sono stati inclusi 30 pazienti con epilessia. Le dosi sono state titolate secondo la pratica clinica e la tolleranza del paziente, entro un range compreso da 20 a 40 mg/die.

Impiegati numerosi test neuropsicologici
Le misure primarie includevano: il Conners' Continuous Performance Test (CPT, valutazione computerizzata orientata a compiti di problemi correlati all’attenzione e della risposta al trattamento), il Symbol-Digit Modalities Test (SDMT, per la valutazione della velocità dell’elaborazione delle informazioni) e il Medical College of Georgia Memory Test (MCG, per l valutazione di problemi di memoria).

Le misure secondarie sono state: il Beck Depression Inventory, 2nd Edition (BDI-II, per la valutazione della gravità della depressione), il Beck Anxiety Inventory (per la valutazione della gravità della sintomatologia ansiosa), l’Apathy Evaluation Scale (AES, per la misurazione dell’apatia risultante da patologie cerebrali), una check-list degli effetti collaterali dei farmaci psicostimolanti, il profilo degli eventi avversi, il Quality of Life in Epilepsy Inventory (QOLIE-89, per la misura globale della qualità di vita e del benessere emotivo) e la frequenza delle crisi.

Sono stati testati contemporaneamente 14 controlli sani e non trattati. Ventotto partecipanti con epilessia (13 uomini e 15 donne) hanno completato il trial. I ritiri sono avvenuti a causa dell'ansia (n = 1) e della fatigue (n = 1). L'età media era di 36,4 anni (range = 20-60). I tipi di epilessia erano: focale (n = 21), generalizzata (n = 6) o non classificata (n = 1). La durata media dell'epilessia era di 12,3 anni. La frequenza media di attacchi al basale era di 2,8/mese.

Nessun aumento della frequenza di crisi comiziali
Ci sono stati significativi miglioramenti con MPH per SDMT, MCG, CPT e le sottoscale di QOLIE (energia/fatigue, attenzione/concentrazione, memoria e linguaggio, T test per dati abbinati (p pari o inferiore a 0,002).

Sono inoltre migliorati il BDI-II e le sottoscale aggiuntive, a un livello inferiore di significatività statistica. Le dimensioni degli effetti erano da moderate a grandi. I confronti con i controlli non trattati (n = 14) hanno rivelato un miglioramento maggiore per i pazienti con epilessia nel CPT. La frequenza delle crisi non è aumentata con il trattamento con MPH (2,8/mese rispetto a 2,4/ mese).

«Dunque il MPH può essere un trattamento sicuro ed efficace per trattare le difficoltà cognitive incontrate da pazienti adulti con epilessia» sostengono Adams e colleghi. «Sono comunque necessari ulteriori studi clinici in doppio cieco e controllati con placebo, utilizzando procedure di dosaggio clinico standardizzate, misure cognitive ripetibili con dimensioni maggiori del campione e periodi di trattamento più lunghi».

In ogni caso, quanto già è emerso si può riassumere in quattro punti-chiave: il MPH in dosi fino a 20 mg due volte al giorno è stato ben tollerato; i partecipanti hanno mostrato un miglioramento significativo delle misure di prestazioni cognitive; i partecipanti trattati hanno sperimentato un altrettanto significativo miglioramento della qualità della vita misurata mediante QOLIE-89; non è stato osservato alcun aumento della frequenza di attacchi osservata durante il trattamento.

Giorgio Ottone

Riferimento bibliografico:
Adams J, Alipio-Jocson V, Inoyama K, et al. Methylphenidate, cognition, and epilepsy: A 1-month open-label trial. Epilepsia, 2017 Oct 9. [Epub ahead of print]
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