Epilessia refrattaria al trattamento, aggiunta di cannabidiolo dimezza la frequenza delle crisi

Neurologia

Nei pazienti con epilessia resistente al trattamento, l'aggiunta di cannabidiolo (CBD) a un regime farmacologico antiepilettico di routine Ŕ un'opzione terapeutica favorevole ed efficace. Sono i risultati di un'analisi ad interim di un programma di accesso allargato al trattamento (Expanded Access Program, EAP) pubblicata sulla rivista Epilepsia.

Nei pazienti con epilessia resistente al trattamento, l'aggiunta di cannabidiolo (CBD) a un regime farmacologico antiepilettico di routine è un'opzione terapeutica favorevole ed efficace. Sono i risultati di un'analisi ad interim di un programma di accesso allargato al trattamento (Expanded Access Program, EAP) pubblicata sulla rivista Epilepsia.

I farmaci antiepilettici (AED), forniscono solo un sollievo parziale delle crisi epilettiche resistenti al trattamento (TRE), spesso a scapito di gravi effetti avversi. A oggi, una formulazione farmaceutica di cannabidiolo altamente purificato ha dimostrato un profilo di sicurezza accettabile, ma sono necessari ulteriori dati a lungo termine sulla sicurezza e sull'efficacia.

Il potenziale terapeutico del CBD come antiepilettico ha suscitato molto interesse, soprattutto per le forme epilettiche resistenti ai trattamenti convenzionali. Studi preclinici su modelli animali e studi in aperto suggeriscono che il CBD ha la capacità di ridurre le crisi in una vasta gamma di epilessie.

Nel gennaio 2014 è stato avviato un programma di accesso allargato per fornire CBD ai pazienti con TRE. Durante il primo anno dello studio, l'obiettivo principale era stabilire la sicurezza e la tollerabilità del CBD e l'obiettivo secondario era quello di ottenere dati preliminari di efficacia sulla base delle evidenze precedenti.

L’analisi appena pubblicata fornisce un aggiornamento dei risultati di sicurezza fino a 144 settimane e degli endpoint di efficacia fino a 96 settimane in più di 600 pazienti trattati fino a dicembre 2016.

Lo studio
Nell'analisi ad interim sono stati inclusi un totale di 25 centri EAP statunitensi che hanno arruolato pazienti trattati con farmaci antiepilettici e con malattia resistente al trattamento. Da gennaio 2105 a dicembre 2016 sono stati arruolati 607 pazienti. Durante un periodo basale di 4 settimane i genitori/caregiver hanno tenuto diari di tutte i tipi di crisi epilettiche. Ai pazienti è stata somministrata una dose orale giornaliera iniziale di CBD pari a 2-10mg/kg, che poteva essere aumentata fino a 25-50mg/kg. I pazienti sono stati visitati ogni 2-4 settimane nelle prime 16 settimane, e ogni 2-12 settimane successivamente.

Gli endpoint di efficacia includevano la variazione percentuale rispetto al basale nella frequenza mediana mensile delle crisi convulsive e delle crisi totali, e la percentuale di pazienti con riduzioni ≥50%, ≥75% e del 100% nelle crisi rispetto al basale. Ad ogni visita sono stati documentati gli eventi avversi.

Il cannabidiolo dimezza le crisi convulsive mensili
Nella coorte, la dose mediana giornaliera di CBD somministrata era di 25 mg/kg e la durata mediana del trattamento era di 48 settimane. I ricercatori hanno osservato una riduzione mediana del 51% delle crisi convulsive mensili e una riduzione del 48% delle crisi totali dopo 12 settimane nei pazienti trattati con CBD.

La percentuale di pazienti con una riduzione delle crisi convulsive ≥50%, ≥75% e 100% è stata rispettivamente del 52%, 31% e 11% dopo 12 settimane. Tutte le riduzioni hanno dato risultati simili nel corso di tutte le 96 settimane dello studio. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato e gli eventi avversi sono stati coerenti con quelli riportati in studi precedenti. I più frequenti sono stati diarrea (29%) e sonnolenza (22%).

«Questa analisi dei dati EAP aggregati dimostra che l’aggiunta di CBD può fornire riduzioni clinicamente significative e sostenute della frequenza delle crisi convulsive e di quelle totali in diverse eziologie di epilessia», concludono gli autori. «L’elevata percentuale di pazienti che hanno raggiunto una riduzione della frequenza delle crisi ≥ 50% e ≥ 75% sono state coerenti in ciascuna finestra di visita. Anche in questa popolazione altamente resistente al trattamento, durante ogni visita alcuni pazienti hanno riportato una riduzione del 100% delle crisi rispetto alla visita precedente».

I principali limiti dello studio sono stati la mancanza di un gruppo placebo e il non essere in doppio cieco.

Bibliografia

Szaflarski JP et al. Long-term safety and treatment effects of cannabidiol in children and adults with treatment-resistant epilepsies: Expanded access program results. Epilepsia. 2018 Aug;59(8):1540-1548.

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