Sono molteplici i sintomi indotti dalla sclerosi multipla (SM), oltre alla riduzione della velocità del cammino, che possono essere migliorati attraverso il trattamento con fampridina a lento rilascio (fampridina-SR). Lo dimostra uno studio francese condotto nel “mondo reale”, pubblicato online sul Journal of Neurology. 

«La SM può causare una varietà di disturbi fisici e cognitivi, quali paralisi, spasticità e disfunzioni sensoriali. Inoltre, nel 50-80% dei pazienti con SM, si manifesta fatigue, spesso segnalata dai pazienti come il sintomo più invalidante della malattia. Questi deficit spesso portano a limitazioni delle attività, in particolare nel cammino (nel 50-90% dei pazienti) e nella funzione della mano. A loro volta, questi impedimenti ostacolano la partecipazione alla vita sociale e riducono la qualità della vita (QoL). Come tali, questi aspetti costituiscono le principali problematiche nel trattamento della SM» ricordano gli autori dello studio, guidati da Etienne Allart, del Dipartimento di Neuroriabilitazione del Centro Medico Universitario di Lille (Francia).
«La 4-aminopiridina (fampridina), bloccante del canale del potassio, è nota per migliorare la conduzione nervosa nei neuroni demielinizzati» proseguono i ricercatori. «La fampridina-SR è stata approvata dall’EMA per il trattamento dei malati di SM con disabilità nel cammino (per esempio con punteggio all’Expanded Disability Status Scale [EDSS] compreso tra 4 e 7). I risultati di due studi di Fase III hanno evidenziato una velocità di cammino nel test Timed 25-Foot Walk (T25FW) consistentemente superiore nei responder alla fampridina-SR rispetto ai pazienti trattati con placebo e ai non responder, con miglioramenti nei pazienti trattati dei due studi rispettivamente del 35 e del 42,9%».
Inoltre, anche la capacità di camminare percepita dal paziente, rilevata alla Multiple Sclerosis Walking Scale (MSWS-12), è migliorata nei responder T25FW ed è stata evidenziata un’efficacia a lungo termine da parte del farmaco sul deterioramento della deambulazione.
«Peraltro» sottolineano Allart e colleghi «ci sono pochi dati di letteratura circa i possibili effetti della fampridina-SR su aspetti importanti del cammino (quali, soprattutto, la resistenza e la fatica) e sui parametri temporospaziali della deambulazione. Inoltre non sono stati adeguatamente studiati gli effetti del farmaco su altri sintomi clinici della SM (come per esempio la fatigue generale e la funzione del braccio) e sulla QoL. Infine, i criteri di risposta sono spesso basati sul miglioramento del T25FW; tuttavia, la fampridina-SR potrebbe avere anche effetti rilevanti su altri parametri dell'andatura».
Gli autori hanno quindi deciso di caratterizzare i benefici della fampridina-SR nel setting del mondo reale in uno studio post-marketing, valutando l'efficacia del farmaco in termini di parametri della deambulazione (tra cui velocità del cammino, resistenza, capacità autopercepite e affaticabilità nel cammino), parametri temporospaziali dell’andatura, altri sintomi della SM (come la fatigue e disturbi della funzione della mano) e la QoL. Inoltre, hanno cercato di valutare la validità di un nuovo criterio di risposta composita che tiene conto del cammino.
Sono stati valutati al basale (D0) e dopo due settimane (D14) di trattamento con fampridina-SR 120 pazienti consecutivi eleggibili con SM. Al termine, i responder a D14 sono stati nuovamente valutati dopo tre mesi (M3). La risposta al trattamento è stata definita come un miglioramento del 15% in almeno una delle seguenti prove: il T25FW, il 2-min walk test (2MWT) e la Multiple Sclerosis Walking Scale (MSWS-12). Sono risultati responder ottantatré pazienti (74%). Il tasso di risposta è stato inferiore quando valutato come miglioramento del 20% del T25FW (50,9%) e questa differenza è stata particolarmente marcata per i soggetti veloci nel cammino (cioè T25FW <8 s al basale).
I responder hanno mostrato miglioramenti medi (a D14 e M3) rispettivamente di 34,5 e 35,5% al T25FW, 39 e 36,7% al 2MWT e 19 e 11,6% all’MSWS-12. L'aumento della velocità del cammino è stato dovuto sia a un ritmo superiore sia a una maggiore lunghezza del passo. I responder hanno mostrato anche una significativa riduzione della fatigue (valutate con la visual analogue scale [VAS] e alla Fatigue Severity Scale; p <10-4 a D14 e <0,01 a M3) e un duraturo e significativo miglioramento della funzione della mano (9 hole Peg Test; p <0,05) e della QoL (SF-12; p <0,01).
«Sulla base del nostro criterio composito di risposta, abbiamo scoperto che la grande maggioranza dei pazienti (74%) ha risposto a fampridina-SR. Nei responder, il farmaco ha un effetto di buone dimensioni sulla velocità del cammino (sia per il ritmo che per la lunghezza del passo), sulla resistenza e sulle capacità autopercepite di cammino» osservano Allart e colleghi. «Inoltre i nostri risultati hanno dimostrato che fampridina-SR può avere effetti su altri sintomi della SM e si associa con un miglioramento della QoL».
«Qualunque sia il criterio di risposta considerato» continuano «i nostri risultati essenzialmente confermano i dati sulla velocità massima di cammino e sulla capacità di deambulazione autopercepita raccolti nei due trial pivotali di fase III» sottolineano. «Come riportato in precedenza, il trattamento con fampridine-SR è associato a una diminuzione dell'intensità della fatigue generale nei responder (secondo il F-VAS) e dell’impatto della fatigue sulla vita quotidiana (secondo la FSS)». In accordo con i risultati di uno studio precedente, si è confermato che fampridina-SR migliora effettivamente la funzione della mano (anche se in misura minore rispetto alle capacità deambulatorie).
Sebbene un precedente studio avesse già riportato un miglioramento della QoL nei pazienti con SM trattati con fampridine-SR «il presente studio è il primo a evidenziare un effetto prospettico sulle componenti sia fisiche che mentali» rimarcano gli autori. «Ciò potrebbe essere correlato all’efficacia del farmaco nelle capacità del cammino e altri sintomi (soprattutto la fatigue) che spesso alterano la QoL nelle persone con SM». Da notare che responder e non responder avevano al basale caratteristiche simili e non è stato identificato alcun fattore predittivo di efficacia.
«In conclusione, i nostri risultati dimostrano che i responder a fampridina-SR possono evidenziare miglioramenti di discrete dimensioni non solo nella velocità di cammino e nelle capacità di deambulazione autoriportate, ma anche nella resistenza al cammino e nei parametri spaziotemporali dell’andatura» riassumono i ricercatori.
«Il tempo basale T25FW può essere preso in considerazione quando si valuta la risposta a fampridina-SR, dal momento che i pazienti più veloci (<8 s) hanno minori probabilità di raggiungere una soglia relativa di miglioramento (anche quando mostrano miglioramenti in altri parametri del cammino)» specificano. «Di conseguenza, il T25FW da solo sembra essere insufficiente per valutare l’efficacia di fampridina-SR in pazienti più veloci e, in questi casi, altri test del cammino devono essere eseguiti in associazione».

Arturo Zenorini


Allart E, Benoit A, Blanchard-Dauphin A, et al. Sustained-released fampridine in multiple sclerosis: effects on gait parameters, arm function, fatigue, and quality of life. J Neurol, 2015 Jun 5. [Epub ahead of print]
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