Galcanezumab, MoAb anti-CGRP, sicuro ed efficace in fase 3 nella prevenzione dell'emicrania cronica

Galcanezumab - anticorpo monoclonale umanizzato che si lega selettivamente al peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) - appare efficace, sicuro e ben tollerato per il trattamento preventivo dell'emicrania cronica (CM, chronic migraine). ╚ la conclusione dello studio di fase 3 REGAIN (Evaluation of Galcanezumab in the Prevention of Chronic Migraine), i cui risultati sono stati pubblicati su "Neurology".

Galcanezumab - anticorpo monoclonale umanizzato che si lega selettivamente al peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) - appare efficace, sicuro e ben tollerato per il trattamento preventivo dell'emicrania cronica (CM, chronic migraine). È la conclusione dello studio di fase 3 REGAIN (Evaluation of Galcanezumab in the Prevention of Chronic Migraine), i cui risultati sono stati pubblicati su “Neurology”.

«Il CGRP è un obiettivo promettente per la prevenzione dell'emicrania» ricordano gli autori, coordinati da Peter J. Goadsby, del Dipartimento di Neurologia del King’s College di Londra.

«Tre precedenti anticorpi monoclonali contro il CGRP o uno dei suoi recettori sono stati studiati come terapia preventiva per la CM. Eptinezumab, fremanezumab ed erenumab hanno mostrato efficacia in studi clinici di fase 2 o fase 3 in pazienti con CM» aggiungono. Galcanezumab, come accennato, è un anticorpo monoclonale umanizzato che si lega selettivamente al CGRP, bloccandone l'attività fisiologica.

«I pazienti con emicrania episodica trattata con galcanezumab hanno avuto una riduzione media significativamente maggiore del numero di giorni di emicrania mensile (MHD) e bassi tassi di interruzione del trattamento rispetto a quelli trattati con placebo» sottolineano gli autori.

Il rapporto apparso su “Neurology” include i risultati del periodo in doppio cieco di 3 mesi di uno studio clinico di fase 3 su galcanezumab in pazienti con CM.

I criteri di inclusione e l’endpoint primario
Lo studio di fase 3 comprende una fase di trattamento controllata con placebo in doppio cieco di 3 mesi (i cui risultati sono qui riportati) seguita da un'estensione in aperto di 9 mesi.

I pazienti eleggibili erano di età compresa tra 18 e 65 anni, con CM (come definito dalla “International Classification of Headache Disorders, 3a edizione - beta version”) ed esordio dell'emicrania prima dei 50 anni di età. Inoltre, i pazienti dovevano avere almeno 15 giorni di mal di testa al mese, di cui almeno 8 con emicrania, per più di 3 mesi prima dello screening.

I partecipanti allo studio sono stati randomizzati a ricevere, in proporzione 2:1:1, iniezioni sottocutanee mensili di placebo (n = 558), galcanezumab 120 mg (con una dose di carico da 240 mg, n = 278) o galcanezumab 240 mg (n = 277). L'endpoint primario era la variazione media complessiva rispetto al basale del numero di emicranie mensili (MHD) durante la fase di trattamento in doppio cieco di 3 mesi.

«Abbiamo condotto lo studio in 116 centri di cefalea e ricerca clinica in 12 paesi: Argentina, Canada, Repubblica Ceca, Germania, Israele, Italia, Messico, Paesi Bassi, Spagna, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti» specificano i ricercatori.

Gli esiti del periodo di trattamento di 3 mesi
Il numero medio di MHD mensili al basale era 19,4 per il campione totale. Entrambi i gruppi di dose di galcanezumab hanno dimostrato una riduzione media complessiva maggiore del numero di MHD mensili rispetto al placebo (placebo -2,7; galcanezumab 120 mg -4,8; galcanezumab 240 mg -4,6; p <0,001 per ciascuna dose rispetto al placebo).

Non ci sono state differenze clinicamente significative tra le dosi di galcanezumab e il placebo in relazione a qualsiasi risultato di sicurezza o tollerabilità tranne che per una maggiore incidenza di reazione al sito di iniezione del trattamento (p <0,01), eritema al sito di iniezione (p <0,001), prurito del sito di iniezione (p <0,01) e sinusite (p <0,05) nel gruppo trattato con galcanezumab 240 mg rispetto al placebo.

Bassi tassi di interruzione della terapia dovuti a reazioni nel sito di iniezione
«Oltre all'efficacia, i profili di sicurezza e tollerabilità sono componenti essenziali nella valutazione del beneficio terapeutico complessivo di un trattamento studiato in un trial clinico» osservano Goadsby e colleghi.

«Gli alti tassi di completamento dello studio (95%) e i bassi tassi di interruzione dovuti a eventi avversi (1% per i pazienti trattati con galcanezumab, indicano che quest’ultimo è risultato ben tollerato, in linea con i risultati di precedenti studi in pazienti con emicrania episodica» proseguono.

Gli episodi di eventi avversi individuali emergenti dal trattamento sono stati bassi, tra i quali il più comune era il dolore nel sito di iniezione (6-7% a seconda della dose di galcanezumab). «Nell’insieme, i dati suggeriscono che la dose di galcanezumab da 120 mg abbia agito altrettanto bene di quella da 240 mg rispetto a riduzioni di MHD mensili, altri parametri di emicrania e cefalea e miglioramenti nel funzionamento e nella qualità della vita» affermano gli autori.

Per quanto riguarda la sicurezza e la tollerabilità, l'incidenza dell’eritema così come del prurito nel sito di è risultata più elevata nel gruppo trattato con galcanezumab 240 mg rispetto al gruppo da 120 mg. Per il resto, le due dosi sono sembrate abbastanza simili.

Questo studio di fase 3 di galcanezumab per la prevenzione della CM ha dimostrato che entrambe le dosi di galcanezumab erano efficaci, sicure e ben tollerate dopo il trattamento fino a 3 mesi» affermano i ricercatori.

«Queste scoperte contribuiscono ulteriormente a sostenere che l'inibizione del pathway CGRP è un approccio biologicamente specifico e mirato alla prevenzione dell’emicrania che offre un importante progresso nella gestione di una malattia neurologica comune e invalidante» concludono.

Arturo Zenorini

Detke HC, Goadsby PJ, Wang S, et al. Galcanezumab in chronic migraine: The randomized, double-blind, placebo-controlled REGAIN study. Neurology, 2018;91(24):e2211-e2221. doi: 10.1212/WNL.0000000000006640.
leggi