Neurologia e Psichiatria

I farmaci antitrombotici aumentano il rischio di ematoma subdurale

Negli ultimi 15 anni l'incidenza dell'ematoma subdurale Ŕ aumentata in concomitanza del maggiore utilizzo di farmaci antitrombotici, in particolar modo degli antagonisti della vitamina K (VKA) nei pazienti pi¨ anziani. Lo dimostra uno studio danese pubblicato di recente su JAMA.

Negli ultimi 15 anni l'incidenza dell’ematoma subdurale è aumentata in concomitanza del maggiore utilizzo di farmaci antitrombotici, in particolar modo degli antagonisti della vitamina K (VKA) nei pazienti più anziani. Lo dimostra uno studio danese pubblicato di recente su JAMA.

“I dati ottenuti aggiungono un’ulteriore evidenza del complesso rapporto rischio/beneficio nell’utilizzo di farmaci antitrombotici” afferma il dottor David Gaist, del Department of Neurology, Odense University Hospital, University of Southern Denmark, e primo autore dello studio.

Ematoma subdurale
È un’emorragia intracranica localizzata tra le meningi più esterne, dura madre e aracnoide, nello spazio subdurale. L’ematoma subdurale viene classificato in due categorie: l’ematoma subdurale acuto, più frequentemente associato a un grave trauma e di solito si manifesta entro 72 ore, e l’ematoma subdurale subacuto o cronico che si manifesta spesso dopo settimane o mesi da un trauma relativamente modesto.

Da diversi anni è stato segnalato un aumento dell’incidenza dei due tipi di ematoma, sia in Europa che negli Usa, dovuto soprattutto all’invecchiamento della popolazione.
Alcuni studi riportavano un’associazione tra uso degli Vka, rispetto agli antiaggregati, e l’ematoma subdurale; altri presentavano una correlazione, positiva ma non significativa, tra basse dosi di aspirina e ematoma subdurale. “Tuttavia, i dati epidemiologici sull’associazione tra consumo di farmaci antitrombotici e il rischio di ematoma subdurale sono limitati, in particolar modo quelli relativi agli antiaggreganti piastrinici, agli anticoagulanti e antitrombotici più aggressivi, che sono sempre più comuni” hanno scritto gli autori comunicando poi che lo scopo della loro ricerca è stato quello di fornire stime aggiornate sul rischio di ematoma subdurale associato all’uso di farmaci antitrombotici ed esplorare le tendenze più recenti nell’uso di farmaci antitrombotici in relazione al verificarsi di ematomi subdurali”.

Alla ricerca della correlazione
Lo studio osservazionale, caso-controllo ha esaminato i dati di 10.010 pazienti (età media 69,2 anni; 34,6% donne) con ematoma subdurale diagnosticato tra 2000 e il 2015, e di 400.380 individui, appartenenti alla popolazione generale, utilizzati come controllo.

L’incidenza dell’ematoma subdurale e l'uso di farmaci antitrombotici sono stati identificati utilizzando i dati basati sulla popolazione regionale e nazionale della Danimarca.
Tra i pazienti con ematoma subdurale, il 47,3% assumevano farmaci antitrombotici e il tasso di mortalità a 30 giorni tra questi pazienti è risultato del 16,1%.
Dalla meta analisi è anche emerso che l'uso corrente di aspirina a basso dosaggio è stato associato ad un basso rischio di ematoma subdurale, l’uso di clopidogrel e di un nuovo anticoagulante orale (Nao) ad un rischio moderato, e l'uso di un Vka  con un rischio più elevato.

Il rischio di ematoma subdurale è stato maggiore in caso di utilizzo di Vka associato ad un farmaco antiaggregante.
I ricercatori hanno inoltre osservato che con l’avanzare degli anni è aumentato significativamente il consumo dei farmaci antitrombotici, così come è aumentata l’incidenza dell’ematoma subdurale, in particolare nei pazienti di età superiore ai 75 anni (tutti con p <0,001).

"Il marcato aumento del tasso di incidenza dell’ematoma subdurale nei pazienti più vecchi è stato abbastanza sorprendente", ha detto il dottor Gaist, aggiungendo "Questo aumento può, almeno in parte, essere spiegato attraverso un maggiore uso di farmaci antitrombotici, in particolare l'uso di antagonisti della vitamina K come il warfarin".
Gli autori hanno commentato il basso rischio di ematoma subdurale associato a bassi dosaggi dell’aspirina dicendo “questo dato sottolinea che il rischio di ematoma subdurale varia in base al tipo di farmaco antitrombotico” aggiungendo che il rischio varia anche in base al regime, infatti il trattamento concomitante di più antitrombotici aumenta maggiormente il rischio rispetto alla monoterapia.

"È importante sottolineare" ha commentato il dottor Gaist "che i farmaci antitrombotici hanno dei netti benefici nei pazienti con chiare indicazioni per il loro uso; precisato ciò, i nostri risultati evidenziano il potenziale degli effetti avversi di questo gruppo di farmaci, in particolare del warfarin da solo o in combinazione con terapia antiaggregante, come basse dosi di aspirina o clopidogrel".

"I medici dovrebbero pertanto essere vigili sulla prescrizione degli antitrombotici e considerare le controindicazioni, evitando l’utilizzo di antitrombotici aggressivi, o in combinazione, per periodi superiori a quelli strettamente necessari" ha concluso il dottor Gaist.

Gaist D. et al. Association of Antithrombotic Drug Use With Subdural Hematoma Risk JAMA. 2017;317(8):836-846. doi:10.1001/jama.2017.0639
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