Indice di massa corporea in gravidanza e rischio di paralisi cerebrale nel bambino, una nuova associazione

Durante le prime fasi della gravidanza, essere in sovrappeso o obese Ŕ associato ad un maggior rischio di dare alla luce un bambino con paralisi cerebrale. ╚ quanto emerge da uno studio pubblicato recentemente su JAMA in cui gli autori specificano che l'associazione Ŕ stata limitata ai bambini nati a termine ed Ŕ stata in parte mediata da complicanze neonatali correlate all'asfissia.

Durante le prime fasi della gravidanza, essere in sovrappeso o obese è associato ad un maggior rischio di dare alla luce un bambino con paralisi cerebrale. È quanto emerge da uno studio pubblicato recentemente su JAMA in cui gli autori specificano che l'associazione è stata limitata ai bambini nati a termine ed è stata in parte mediata da complicanze neonatali correlate all’asfissia.

Importanza dell’Imc in gravidanza
Il sovrappeso e l’obesità durante la gravidanza costituiscono fattori di rischio per la nascita pretermine, che avviene cioè prima della 37ª settimana di gestazione; oltre al parto prematuro, l’indice di massa corporea (Imc) elevato è associato a complicanze neonatali correlate all’asfissia e a malformazioni congenite, che a loro volta sono associate ad un aumentato rischio di paralisi cerebrale.

Per l’elevata prevalenza e i rischi connessi, il sovrappeso e l’obesità sembra abbiano sostituito il fumo al primo posto fra i più importanti fattori di rischio evitabili in gravidanza.
Non è chiaro se il rischio di paralisi cerebrale nella prole aumenti con il sovrappeso e l’obesità grave nella madre e quali siano i possibili meccanismi coinvolti.
Nonostante i miglioramenti nelle cure perinatali, dal 1998 al 2006 tra i bambini nati a termine è stata riportata una prevalenza crescente di paralisi cerebrale.

“Considerando che l'obesità materna è un fattore di rischio significativo per complicanze ostetriche e morbidità neonatali correlati all’asfissia, non capivamo se questo fosse anche un fattore di rischio per la paralisi cerebrale nella prole” ha spiegato il dottor Eduardo Villamor del dipartimento di epidemiologia della University of Michigan, Ann Arbor e dell’Unità di Epidemiologia Clinica del Karolinska Institutet, Stockholm, Sweden, che insieme ai suoi colleghi ha condotto lo studio.

Valutazione del rapporto Imc/paralisi cerebrale
L’obiettivo dei ricercatori era quello di studiare il possibile rapporto tra Imc nelle prime fasi della gravidanza e i tassi di paralisi cerebrale nei neonati, per età gestazionale, e identificare i potenziali mediatori di questa associazione.

Lo studio, retrospettivo, di coorte nazionale, ha incluso 1.423.929 bambini, utilizzando il registro medico svedese delle nuove nascite, non gemellari, dal 1997 al 2011; dallo studio sono stati esclusi i bambini nati da parti gemellari, mentre quelli inclusi, nati a termine della gravidanza, sono stati seguiti per una diagnosi di paralisi cerebrale fino al 2012.
Nelle mamme dei bimbi inclusi nello studio è stato tenuto conto dell’Imc nella prima parte della gravidanza.

Gli outcome principali sono stati i tassi di incidenza della paralisi cerebrale l’hazard ratios (Hr) con intervallo di confidenza al 95%, aggiustati per età della madre nel periodo di gestazionale, paese di origine, livello di istruzione, convivenza con un partner, altezza, fumo durante la gravidanza e anno del parto.

Di 1 milione e 400 bambini inclusi nello studio, con un’età gestazionale media di 39,8 settimane (Sd: 1,8; 51,4% di sesso maschile), 3.029 hanno presentato una diagnosi di paralisi cerebrale in un follow-up mediano di 7,8 anni (rischio di 2,13 ogni 1.000 bambini nati vivi, tasso di 2,63 / 10.000 bambini-anno).

L’indice di massa corporea delle madri dei bambini inclusi nello studio era inferiore a 18,5 (sottopeso) nel 2,4% delle donne, compreso tra 18,5-24,9 (normopeso) nel 61,8%, tra 25-29,9 (sovrappeso) nel 24,8% e superiore a 30 (obesità) nel restante 11%. Nello specifico si osservava una percentuale di 7,8 nelle donne con Imc tra 30-34,9 (obesità di I classe, moderata), di 2,4% con Imc tra 35-39.9 (obesità di II classe, grave) e di 0,8% (obesità di III classe, molto grave).

Il numero di casi di paralisi cerebrale in ciascuna categoria di Imc era rispettivamente di 64, 1487, 728, 239, 88, e 38; e i tassi per 10.000 bambini-anno erano rispettivamente di 2,58, 2,35, 2,92, 3,15, 4,00 e 5,19.

In confrontato ai bambini di madri normopeso, l’Hr della paralisi cerebrale aggiustato era di 1,22 (Ic 95%: 1,11-1,33) per le madri in sovrappeso, di 1,28 (Ic 95%: 1,11-1,47) per l'obesità di I classe, 1,54 (Ic 95%: 1,24-1,93) per l'obesità di II classe e 2,02 (Ic 95%: 1,46-2,79) per l'obesità di III classe.

I risultati erano statisticamente significativi per i bambini nati a termine, che costituivano il 71% di tutti i bambini con paralisi cerebrale, ma non per i neonati pretermine. Si stima che circa il 45% dell’associazione tra Imc materno e tassi di paralisi cerebrale nei bambini a termine era mediata da morbilità neonatale correlata all’asfissia.

Anche se l'effetto dell’obesità materna sul rischio di paralisi cerebrale nel neonato potrebbe sembrare piccolo rispetto ad altri fattori di rischio, gli autori mettono in evidenza la sua rilevanza, sottolineando l’obesità in aumento.

"Considerando l'alta prevalenza dell’obesità e il continuo aumento delle sue forme più gravi, la constatazione che il sovrappeso e l'obesità materno siano legati ai tassi di paralisi cerebrale in relazione dose-risposta può avere gravi implicazioni per la salute pubblica" hanno concluso i ricercatori.

Villamor E. et al. Association Between Maternal Body Mass Index in Early Pregnancy and Incidence of Cerebral Palsy. JAMA. 2017;317(9):925-936. doi:10.1001/jama.2017.0945
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