Una ricerca pubblicata su JAMA Neurology rivela che l’esposizione ai pesticidi, e in particolare al DDT (diclorodifeniltricloroetano) può incrementare il rischio di sviluppare malattia di Alzheimer (AD). Più precisamente, alti livelli sierici di DDE (diclorodifenildicloroetilene), metabolita del DDT, sono associati a un maggiore rischio di contrarre la patologia, e i portatori dell’allele epsilon-4 dell’apolipoproteina E (APOE) sarebbero più vulnerabili agli effetti del DDE.

Il rilievo è stato effettuato da un team guidato da Jason R. Richardson, del Dipartimento di Medicina ambientale e occupazionale della Rutgers Robert Wood Johnson Medical School, a Piscataway (New Jersey), che già nel 2009 in uno studio compiuto su un piccolo numero di pazienti con AD (n=20) aveva riportato la presenza di alti valori sierici di DDE.

«Le cause dell’AD a esordio tardivo, cioè dopo i 60 anni, non sono ancora perfettamente note ma probabilmente comprendono un complesso di fattori genetici, ambientali e anche elementi correlati agli stili di vita» scrivono gli autori. «Nonostante la lista dei geni di predisposizione all’AD sia in costante crescita, solo il fatto di essere portatori dell’allele APOE4 determina un effetto relativamente forte, con un rischio relativo attestato intorno a 2-3».

«In questo studio» spiegano Richardson e colleghi «abbiamo valutato le associazioni tra i livelli sierici di DDE, l’AD e i punteggi del Mini-Mental State Examination (MMSE) in un più ampio numero di pazienti da 2 differenti aree geografiche, e abbiamo analizzato la suscettibilità differenziale rispetto allo status genotipico APOE4. Abbiamo anche esaminato i rapporti tra livelli sierici e cerebrali di DDE, e indagato se DDT o DDE alterassero l’espressione della proteina precursore dell’amiloide (APP) in colture di cellule neuronali».

È stato condotto uno studio caso-controllo, in cui i casi e i controlli provenivano dall’Emory University Alzheimer’s Disease Research Center e dall’University of Texas Southwestern Medical School’s Alzheimer’s Disease Center. In totale, sono stati misurati i valori nel siero di DDE in 79 controlli e in 86 casi con AD.
I livelli di DDE sono risultati 3,8 volte superiori nel siero dei pazienti con AD (in media 2,64 ng/mg colesterolo) rispetto ai controlli (in media 0,69 ng/mg colesterolo; P<0,001). Il terzile superiore dei livelli di DDE è apparso associato a un odds ratio pari a 4,18 per rischio aumentato di AD (95%CI: 2,54-5,82; P<0,001) e a punteggi MMSE inferiori (-1,605; range: da -3,095 a -0,114, P<0,0001).

Inoltre, i risultati del MMSE nel terzile superiore di DDE della sottopopolazione portatrice dell’allele APOE epsilon-4 sono risultati inferiori di 1,753 punti rispetto a quelli dei soggetti con allele APOE epsilon-3. Da notare, aggiungono i ricercatori, che «i livelli sierici di DDE erano altamente correlati a quelli cerebrali (P=0,95) e che l’esposizione di cellule umane di neuroblastoma a DDT o DDE ha incrementato i livelli di APP, fornendo una plausibilità causale per l’associazione dell’esposizione a DDE con lo sviluppo di AD».

«In sintesi» ricapitolano gli autori «abbiamo dimostrato che i livelli sierici di DDE sono associati alla diagnosi e alla gravità dell’AD, che i livelli di DDE nel terzo terzile e la compresenza dell’allele APOE epsilon-4 determinano un riduzione ancora maggiore delle funzioni cognitive, e infine che concentrazioni di DDE simili a quelle osservate in soggetti altamente esposti a DDT negli Usa causano aumento dei livelli di APP in colture di cellule neuronali. Nell’insieme, questi dati identificano l’esposizione a DDT/DDE come un fattore di rischio ambientale per AD».

Questo pesticida, in realtà, è stato vietato negli Stati Uniti già dal 1972, come pure in molte altre nazioni, ma vi sono tanti Paesi, alcuni anche importanti (come Spagna e India) dove è tuttora impiegato.

Gli autori – è il messaggio della ricerca - ritengono che occorra focalizzarsi di più sui potenziali fattori ambientali che possano contribuire allo sviluppo della malattia e alla loro interazione con la predisposizione genetica. «Riteniamo che l’identificazione di persone con elevati livelli di DDE e portatrici dell’allele APOE epsilon4 possano consentire un’identificazione precoce di alcuni casi di AD e potenzialmente migliorarne gli outcomes».

Arturo Zenorini

Richardson JR, Roy A, Shalat SL, et al. Elevated Serum Pesticide Levels and Risk for Alzheimer disease. Arch Neurol, 2014 Jan 27. [Epub ahead of print]
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