Da tempo è noto che anche nella malattia di Parkinson esistono differenze di genere. Lo conferma uno studio italiano – apparso online su Parkinsonism & Related Disorders – che evidenzia diversità tra pazienti di sesso maschile e femminile in riferimento ai sintomi non motori (NMS) e che, per la prima volta, analizza la loro diversa evoluzione dopo instaurazione di una terapia dopaminergica in pazienti naive in fase precoce: mentre in ambedue i sessi - a un follow-up a 2 anni - i disturbi correlati all’umore sono apparsi migliorati, i maschi sono risultati più vulnerabili allo sviluppo di alcuni NMS.

«Recentemente abbiamo riferito di avere notato differenze di genere nella prevalenza di NMS in un’ampia coorte di pazienti con PD in fase precoce e mai trattati, confrontati con controlli sani paragonabili per età e genere» affermano gli autori dello studio, coordinati da Marina Picillo, Dipartimento di Neuroscienze dell’Università Federico II di Napoli e Centro per le Malattie Neurodegenerative (CEMAND) dell’Università di Salerno. «Finora però non sono mai state pubblicate ricerche volte a valutare gli effetti correlati al genere della terapia dopaminergica sui NMS nel PD in fase precoce».

«In questo studio» proseguono «abbiamo condotto per la prima volta una valutazione prospettica su 2 anni delle differenze correlate al genere della terapia dopaminergica sul carico dei NMS prima (baseline) e dopo avvio della terapia stessa in un’ampia coorte di pazienti con PD di nuova diagnosi, con un follow-up di 2 anni». Le differenze di frequenza tra il baseline e il follow-up sono state valutate mediante il test McNemar. Per verificare le interazioni tra NMS e trattamento farmacologico si è invece ricorso allo Spearman’s rank test.

Nello studio sono stati inclusi 134 pazienti affetti da PD (86 maschi e 48 femmine). Al follow-up di 2 anni si è rilevata una significativa riduzione percentuale di tristezza/malinconia in entrambi i sessi rispetto al basale, mentre un significativo incremento percentuale di incontinenza da urgenza, sonnolenza diurna, modificazione del peso corporeo, interesse all’attività sessuale si è registrato solo nei pazienti di genere maschile.

Al follow-up, inoltre, i maschi lamentavano un maggior numero di NMS rispetto alle donne. La comparsa di variazioni del peso è apparsa correlata alla terapia in entrambi i sessi. Il genere maschile, inoltre, è stato riconosciuto come fattore di rischio per lo sviluppo di incontinenza urinaria goccia a goccia (dribbling) e nicturia.

«Contrariamente a quanto emerso in precedenti studi che valutavano il trattamento a diversi stadi di malattia» è il commento «i nostri dati dimostrano che il genere influisce in modo significativo sul numero totale dei NMS, presenti in quantità minore nelle donne rispetto agli uomini al follow-up. Inoltre, la gamma dei NMS e la loro progressione nelle fasi precoci di malattia sono apparse differenti tra i due generi, suggerendo che il sesso può incidere sulla comparsa dei NMS nel PD».

«Al follow-up» specificano Picillo e colleghi «le donne hanno presentato una tendenza significativa verso una riduzione del punteggio totale NMS. Tanto che nel genere femminile nessun NMS ha mostrato un significativo incremento al follow-up, mentre tristezza/malinconia e vertigini hanno evidenziato una significativa riduzione (rispettivamente del 34,6% e del 60,5%). Questi dati sembrano indicare che l’introduzione del trattamento dopaminergico possa determinare un maggiore effetto nel ridurre il carico dei NMS nelle donne rispetto agli uomini».

«D’altro lato» proseguono «negli uomini il punteggio totale NMS è apparso più stabile nel tempo. Di fatto, problemi di deglutizione (swallowing), tristezza/malinconia e ansia hanno presentato una significativa riduzione percentuale (rispettivamente del 90,4%, 49,8% e 39%), mentre – come accennato - incontinenza, sonnolenza diurna, aumento di peso e interesse all’attività sessuale hanno mostrato un incremento di 10 volte».

«Dato che l’aumento di alcuni NMS nell’uomo al follow-up potrebbe essere causato o peggiorato dal trattamento dopaminergico, si può ritenere che gli uomini siano più vulnerabili allo sviluppo di questi sintomi dopo l’introduzione di un trattamento antiparkinsoniano». Le analisi di correlazione però hanno dimostrato un legame alla terapia dopaminoagonista solo delle modificazioni di peso, e in entrambi i sessi. «Pertanto, al di là del trattamento dopaminergico, altri fattori oltre al genere, come la progressione di malattia e l’età, possono giocare fin dall’inizio un ruolo nel determinare la gamma dei NMD nel PD in fase precoce».

Arturo Zenorini

Picillo M, Erro R, Amboni M, et al. Gender differences in non-motor symptoms in early Parkinson's disease: A 2-years follow-up study on previously untreated patients. Parkinsonism Relat Disord, 2014 Apr 30. [Epub ahead of print]
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