Meno giorni con emicrania cronica grazie a nuovo anticorpo monoclonale

Presentati al 5° European Headache and Migraine Trust International Congress (EHMTIC) a Glasgow, in Scozia.Novartis una serie di dettagliati risultati di Fase II, secondo i quali l'anticorpo monoclonale interamente umanizzato AMG 334 (erenumab) ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa del numero di giorni mensili con emicrania rispetto al placebo nei pazienti con emicrania cronica (EC).

Presentati al 5° European Headache and Migraine Trust International Congress (EHMTIC) a Glasgow, in Scozia.Novartis una serie di dettagliati risultati di Fase II, secondo i quali l’anticorpo monoclonale interamente umanizzato AMG 334 (erenumab) ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa del numero di giorni mensili con emicrania rispetto al placebo nei pazienti con emicrania cronica (EC).

Un numero significativamente maggiore di pazienti che ricevono mensilmente erenumab 70 mg o 140 mg per via sottocutanea ha sperimentato una riduzione del 50% o più del numero di giorni mensili con emicrania rispetto al placebo (rispettivamente 40%, 41% e 24%).
Lo studio ha incluso 667 pazienti caratterizzati da una media basale di circa 18 giorni di emicrania al mese, i quali sono stati randomizzati a ricevere placebo o erenumab 70 mg o 140 mg, entrambi i trattamenti per via sottocutanea, una volta al mese. In entrambi i gruppi di dosaggio i pazienti hanno osservato una riduzione statisticamente significativa di 6,6 giorni mensili con emicrania rispetto al basale, a confronto con i 4,2 giorni osservati nei pazienti trattati con placebo (p <0,001).
Rispettivamente nel 40% e nel 41% degli individui nei due gruppi con erenumab (ai dosaggi di 70 mg e 140 mg) è stata osservata una riduzione del 50% o più del numero di giorni mensili con emicrania: questo rappresenta una probabilità significativamente maggiore di risposta rispetto al 24% dei pazienti trattati con placebo (entrambi p <0,001). Tutte le valutazioni di endpoint hanno confrontato le ultime quattro settimane della fase di trattamento di 12 settimane rispetto al basale.
 Altri risultati di endpoint secondari chiave dello studio di Fase II sulla EC sono stati i seguenti:
La riduzione del numero di giorni mensili con assunzione di farmaci specifici per l’emicrania acuta (cioè il numero di giorni in un mese in cui i pazienti hanno preso un farmaco specifico per l’emicrania) è stata rispettivamente di 3,5 giorni e 4,1 giorni nei gruppi 70 mg e 140 mg; questo rappresenta una riduzione statisticamente significativa rispetto alla riduzione di 1,6 giorni osservata nei pazienti trattati con placebo (entrambi p <0,001).
Tutti i gruppi hanno mostrato miglioramenti nel numero cumulativo di ore mensili con emicrania. Rispetto a una riduzione di 55,22 ore rispetto al basale nel gruppo placebo, le riduzioni sono state di 64,76 ore per erenumab al dosaggio di 70 mg e 74,53 ore per il dosaggio di 140 mg.
In un’analisi degli endpoint esplorativi, entrambi i dosaggi di erenumab sono stati associati a significativi miglioramenti della qualità della vita correlata alla salute, dell’impatto sull’emicrania, della disabilità e dei punteggi di interferenza del dolore rispetto al placebo.

Il profilo di sicurezza di erenumab è risultato simile al placebo in entrambi i bracci di trattamento.3 Nessun evento avverso è stato riportato in più del 5% dei pazienti trattati con erenumab. Gli eventi avversi più comuni (rispettivamente nei gruppi placebo, erenumab 70 mg ed erenumab 140 mg) sono stati dolore al sito di iniezione (1,1%, 3,7% e 3,7%), infezioni del tratto respiratorio superiore (1,4%, 2,6% e 3,2%) e nausea (2,5%, 2,1% e 3,2%).

L’emicrania è il più diffuso di tutti i disturbi neurologici, con oltre il 10% della popolazione mondiale colpita. Essa limita profondamente le capacità dei pazienti di svolgere le attività quotidiane, e per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’emicrania una delle dieci cause principali di disabilità per uomini e donne. L’EC è caratterizzata da almeno 15 giorni di cefalea al mese – di cui otto o più con caratteristiche di emicrania – per più di tre mesi. È la forma più debilitante di emicrania, e il suo trattamento rappresenta una sfida per gli operatori sanitari. I pazienti che soffrono di EC sperimentano pertanto un notevole impatto negativo sulle attività quotidiane e sulla qualità della vita.

Verso la fine di quest’anno sono previsti anche i risultati degli studi di Fase III che hanno esaminato erenumab nell’emicrania episodica. 

Lo studio di Fase II sull’emicrania cronica
Lo studio di Fase II sull’emicrania cronica è uno studio globale randomizzato, di 12 settimane, in doppio cieco, controllato verso placebo, che valuta l’efficacia e la sicurezza di erenumab nella prevenzione dell’emicrania cronica. Nel corso dello studio, 667 pazienti sono stati randomizzati a ricevere una volta al mese per via sottocutanea placebo o erenumab (70 mg o 140 mg) secondo un rapporto 3:2:2. La misura dell’outcome primario era rappresentata dal cambiamento del numero di giorni mensili con emicrania dal basale nelle ultime quattro settimane della fase di trattamento di 12 settimane in pazienti con emicrania cronica (numero di giorni con emicrania tra la settimana 9 e la 12).
Gli endpoint secondari dello studio comprendevano il raggiungimento di una riduzione di almeno il 50% rispetto al basale del numero di giorni mensili con emicrania nelle ultime quattro settimane della fase di trattamento di 12 settimane (responder rate pari al 50%), i giorni di utilizzo di farmaci specifici per l’emicrania acuta e il cambiamento dal basale del numero cumulativo di ore mensili con emicrania. Gli endpoint esplorativi hanno incluso la qualità della vita correlata alla salute, l’impatto dell’emicrania, la disabilità e le misure dei punteggi di interferenza del dolore.

Erenumab
Erenumab è un anticorpo monoclonale interamente umanizzato attualmente in fase di studio per la prevenzione dell’emicrania. Erenumab si lega al recettore del peptide correlato al gene per la calcitonina (CGRP, Calcitonin-Gene-Related-Peptide), inibendo così la sua attivazione da parte del CGRP. Si ritiene che, attraverso il suo recettore, il CGRP sia cruciale nella genesi dell’emicrania.Erenumab è attualmente in fase di studio nell’ambito di diversi vasti studi globali randomizzati, in doppio cieco, controllati verso placebo, condotti per valutare la sua sicurezza ed efficacia nella prevenzione dell’emicrania.
Erenumab viene co-sviluppato da Amgen e Novartis. Secondo gli accordi, Amgen ha mantenuto i diritti commerciali per Stati Uniti, Canada e Giappone, mentre Novartis detiene i diritti in Europa e nel resto del mondo.