Una ricerca condotta negli Stati Uniti – e pubblicata on-line su JAMA Neurology - non ha riscontrato associazioni a lungo termine dei vaccini con la sclerosi multipla (SM) o qualsiasi altra sindrome demielinizzante del sistema nervoso centrale (SNC ADS) che sostenga un rapporto causale. L’aumento a breve termine del rischio riscontrato sta a indicare che i vaccini possono accelerare la transizione di autoimmunità da subcliniche in manifeste in pazienti con malattia già esistente.

«Dato che le vaccinazioni sono comuni, anche un piccolo aumento di rischio di SM o di altre SNC ADS acquisite potrebbe avere un effetto significativo sulla salute pubblica» premettono gli autori dello studio, coordinati da Annette Langer-Gould, del Dipartimento di Ricerca e Valutazione del Kaiser Permanente, Southern California (KPSC), Pasadena (Usa). La preoccupazione nasce da evidenze controverse.

«Molti studi si sono focalizzati sul rischio di SM dopo vaccinazione per epatite B a causa della potenziale somiglianza molecolare di questo vaccino con la proteina basica mielinica, un epitopo chiave immunodominante nei modelli animali di SM» spiegano. In ogni caso, i risultati di questi ed altri studi analoghi sono discordanti. È stata quindi condotta questa ricerca con l’obiettivo di determinare se i vaccini, e in particolare quelli per l’epatite B e il Papillomavirus umano (HPV), aumentassero il rischio di SM o altre SNC ADS.

«Abbiamo condotto uno studio caso-controllo nidificato utilizzando i dati ottenuti dall’intero archivio di cartelle cliniche elettroniche dei membri del KPSC» spiegano Langer-Gould e collaboratori. «I casi sono stati identificati tra le coorti di SNC ADS del JSPC tra il 2008 e il 2011, con inclusa un’estesa revisione dei dati medici da parte di uno specialista in SM. Sono stati abbinati 5 controlli per ogni caso sulla base di età, sesso e area geografica di appartenenza».

I ricercatori hanno preso in considerazione l’esposizione a qualsiasi tipo di vaccinazione (in particolare epatite B e HPV) identificate tramite un sistema di registrazione elettronica delle vaccinazioni. Sono state analizzate tutte le forme di SNC ADS utilizzando una regressione logistica condizionale corretta per razza/etnia, utilizzo delle cure sanitarie, comorbilità e malattie infettive prima dell’insorgenza dei sintomi.

«Abbiamo identificato 780 nuovi casi di SNC ADS e 3.885 controlli, 92 casi e 459 controlli erano femmine di età compresa tra i 9 e i 26 anni, che è il range indicato per la vaccinazione HPV» affermano gli autori. «Non si sono riscontrate associazioni tra vaccinazioni per epatite B (odds ratio [OR], 1,12; 95% CI, 0,72-1,73), vaccinazioni HPV (OR, 1,05; 95% CI, 0,62-1,78) o qualsiasi vaccinazione (OR, 1,03; 95% CI, 0,86-1,22) e il rischio di SNC ADS fino a 3 anni dopo. Vaccinazioni di qualsiasi tipo sono invece risultate associate a un aumentato rischio di insorgenza di SNC ADS entro i primi 30 giorni dopo la vaccinazione solo nei soggetti più giovani (<50 anni) (OR, 2,32; 95% CI, 1,18-4,57).

«I nostri risultati riportano episodi clinici aneddotici di insorgenza di sintomi di SNC ADS poco tempo dopo la vaccinazione ma ciò non giustifica la necessità di modificare le strategie vaccinali» concludono gli autori.

Arturo Zenorini
Langer-Gould A, Qian L, Tartof SY. Vaccines and the Risk of Multiple Sclerosis and Other Central Nervous System Demyelinating Diseases. JAMA Neurol, 2014 Oct 20. [Epub ahead of print]
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