Il farmaco sperimentale anti-Lingo-1 conosciuto con la sigla BIIB033 ha raggiunto l’endpoint principale dello studio di fase II RENEW in pazienti con neuromielite ottica acuta. Il trial è il primo studio clinico a fornire evidenza di riparazione biologica a livello del sistema nervoso centrale, facilitando la rimielinizzazione a seguito di un danno infiammatorio acuto nell’uomo.

I risultati dello studio, resi noti da Biogen, saranno presentati anche in occasione del 67o Meeting Annuale dell’American Academy of Neurology (AAN) a Washington.

BIIB033 è un anticorpo monoclonale umano che agisce sulla proteina Lingo-1 (leucine rich repeat and Ig domain containing 1) espressa dagli oligodenrociti e dai neuroni e che agisce come regolatore negativo della mielinizzazione e della rigenerazione assonale. La funzione normale di lingo-1 è quella di arrestare lo sviluppo di neuroni e di oligodendrociti una volta che il sistema nervoso è completamente formato. L'inibizione di lingo-1 potrebbe consentire, quindi, la riparazione dei neuroni a seguito di un danno.

La neurite ottica acuta è una malattia del sistema visivo, in cui si verificano perdite di guaina mielinica e lesioni neuronali, con danni al nervo ottico. Poiché la perdita di mielina nella neurite ottica acuta è un fenomeno ben noto, lo studio di un anti-lingo-1 in questa malattia è considerato un primo passo per verificare il funzionamento del farmaco.

RENEW è uno studio di fase II randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, disegnato per valutare l’efficacia del farmaco anti-Lingo-1 dopo un primo episodio di neurite ottica. Il trial ha arruolato 82 partecipanti provenienti da 33 centri in Europa, Canada e Australia. I pazienti arruolati sono stati trattati con sei infusioni endovena da 100 mg/kg del farmaco o placebo ogni quattro settimane.

I risultati dello studio hanno mostrato un miglioramento significativo con il farmaco rispetto al placebo nel recupero della conduzione del nervo ottico, ovvero nel tempo che impiega il segnale elettrico a passare dalla retina alla corteccia visiva nel cervello (endpoint principale dello studio valutato a 32 settimane).

In particolare, a 24 settimane è stato osservato un miglioramento del 34% pari a 7,55 millisecondi del tempo di conduzione del nervo ottico, rispetto al placebo (p=0,05). A 34 settimane, il miglioramento osservato di 9,13 millisecondo (41%), rispetto al placebo (P=0,01). 

Il farmaco è in studio anche per il trattamento della sclerosi multipla. Attualemnte è in corso uno studio di fase II (SINERGY) disegnato per valutare l’efficacia del farmaco in pazienti con sclerosi multipla recidivante, remittente. I risultati preliminari di questo studio saranno disponibili nel 2016.