Neurologia e Psichiatria

Parkinson con fluttuazioni recenti: avvio anticipato di opicapone associato a benefici più duraturi

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Una recente analisi post hoc dei due studi di fase 3 BIPARK I e BIPARK II ha mostrato che un avvio più precoce di opicapone, inibitore della COMT, determina riduzioni significative del tempo OFF e miglioramenti del tempo ON nei pazienti con diagnosi recente di malattia di Parkinson (PD).

L’analisi combinata ha incluso 227 pazienti che avevano completato uno dei due studi in doppio cieco, controllati con placebo, e le rispettive estensioni in aperto della durata di un anno. All’ingresso, la maggior parte dei partecipanti assumeva da tre a cinque dosi di levodopa al giorno ed era in trattamento con almeno un altro farmaco antiparkinsoniano.

Risultati principali sul tempo OFF e ON
Nel complesso, opicapone 50 mg ha ridotto in modo significativo il tempo OFF giornaliero assoluto, con un effetto LS aggiustato per placebo pari a –65,5 minuti (IC 95%, –105,5 a –25,6; P = 0,0014). La diminuzione del tempo OFF è stata accompagnata da un aumento significativo del buon tempo ON, con un effetto aggiustato di 88,3 minuti (IC 95%, 47,0 129,6), e del tempo ON totale, con un effetto di 84,8 minuti (IC 95%, 45,3 124,2). Secondo gli autori, guidati da Joaquim Ferreira, dell’Università di Lisbona, questi risultati ampliano l’evidenza a favore dell’inibizione della COMT in tutte le fasi della PD fluttuante e suggeriscono un potenziale beneficio nell’introdurre opicapone entro due anni dall’esordio delle fluttuazioni motorie.

Impatto sui punteggi UPDRS e sulle impressioni globali
Nelle fasi in doppio cieco degli studi sono emerse differenze significative a favore di opicapone nei punteggi UPDRS ADL (differenza LS aggiustata per placebo, –1,4; IC 95%, –2,6 a –0,2; P = 0,002). Pur non raggiungendo la significatività statistica, i pazienti trattati con opicapone hanno mostrato anche un miglioramento tendenziale nei punteggi motori UPDRS (–1,3; IC 95%, –3,1 a 0,5; P = 0,2). Inoltre, una quota maggiore di pazienti ha riportato un miglioramento nelle scale Patient Global Impression Change (67,5% vs 55,0%) e Clinician Global Impression Change (70,1% vs 51,8%). Gli autori sottolineano la necessità di studi prospettici a lungo termine nei pazienti con fluttuazioni precoci e ribadiscono l’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi di wearing off per ottimizzare il trattamento e massimizzare i benefici nel tempo.

Meccanismo d’azione di opicapone
Opicapone, introdotto nell’Unione Europea nel 2016 e negli Stati Uniti nel 2020 come terapia aggiuntiva alla levodopa/carbidopa, agisce inibendo la COMT periferica, enzima responsabile della conversione della levodopa in 3 O metildopa. Bloccando questo processo, riduce la degradazione periferica della levodopa, ne aumenta l’esposizione sistemica e prolunga l’effetto clinico, con conseguente riduzione del tempo OFF e maggiore stabilità del tempo ON.

Risultati della fase in aperto (OLE)
Tra i 535 pazienti originariamente arruolati negli studi BIPARK, 228 sono entrati nella fase in aperto, da cui sono emersi ulteriori dati. I pazienti che erano stati trattati con placebo nella fase in doppio cieco e che sono passati a opicapone hanno mostrato, dopo circa quattro settimane, una riduzione del tempo OFF di –58,8 minuti (IC 95%, –98,1 a –19,4) e un aumento del tempo ON di 67,7 minuti (IC 95%, 28,3 107,0).

Benefici mantenuti nel lungo periodo
Dopo un anno di trattamento in aperto, i pazienti che erano passati a opicapone hanno registrato una riduzione media aggiustata del tempo OFF di –45,6 ± 15,8 minuti (–120,5 ± 16,3 rispetto al basale in doppio cieco) e un aumento medio del tempo ON di 54,5 ± 15,3 minuti (116,2 ± 16,1 rispetto al basale). I pazienti che avevano continuato opicapone senza interruzioni hanno mantenuto il beneficio sintomatico secondo i diari dei pazienti.

Differenze tra trattamento precoce e tardivo
Nonostante i miglioramenti clinicamente rilevanti osservati nei pazienti passati da placebo a opicapone, i loro risultati non hanno raggiunto completamente quelli dei pazienti trattati con opicapone fin dall’inizio. Al termine del follow up in aperto, il gruppo OPC OPC mostrava ancora una tendenza a un minor tempo OFF rispetto al gruppo PBO(placebo) OPC, con una differenza media di –30,0 minuti (IC 95%, –74,8 a 14,8; P = .2). Analogamente, il tempo ON era maggiore nel gruppo OPC OPC, con una differenza media di 43,8 minuti (IC 95%, –0,7 a 88,2; P = .05).

Qualità del tempo ON e discinesie
Le variazioni del buon tempo ON rispecchiavano da vicino quelle del tempo ON totale, indicando che il guadagno di tempo ON corrispondeva principalmente a un miglioramento della qualità del tempo motorio, senza un aumento significativo del tempo ON con discinesie problematiche. Nel complesso, il tempo ON con discinesie disturbanti è rimasto sostanzialmente stabile durante la fase in aperto. Tuttavia, tra i pazienti che presentavano discinesie già al basale in doppio cieco, le risposte sono risultate più variabili nel tempo, come indicato da errori standard più ampi, rispetto ai pazienti senza discinesie iniziali.

Questo studio è importante perché mostra in modo convincente che introdurre opicapone prima, nelle fasi iniziali delle fluttuazioni motorie, porta a benefici più marcati e più duraturi rispetto a un avvio tardivo. Dimostra inoltre che il miglioramento non riguarda solo la quantità di tempo ON e OFF, ma anche la qualità del tempo motorio, senza aumentare le discinesie problematiche. In sostanza, rafforza l’idea che riconoscere presto il wearing off e ottimizzare tempestivamente la terapia può cambiare in meglio l’evoluzione clinica dei pazienti con Parkinson.

Bibliografia
Ferreira JJ, et al. Early start of opicapone in Parkinson’s disease: evidence from a pooled analysis of phase 3 trials for sustained benefit in patients with recent onset of motor fluctuations. Front Neurol. 2025;16. doi:10.3389/fneur.2025.1715748. leggi

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