Neurologia e Psichiatria

Parkinson in fase precoce, effetti collaterali del pramipexolo ridotti da combinazione a bassa dose e lento rilascio con rasigilina

I risultati di uno studio di fase 3 di P2B001, una combinazione a dose fissa di formulazioni a rilascio prolungato (ER) di pramipexolo e rasagilina, hanno mostrato che questa era superiore ai suoi singoli componenti come trattamento di prima linea per la malattia di Parkinson (PD) in fase precoce.  Quanto riporta un comunicato dell'azienda sviluppatrice del farmaco, Pharma Two B.

I risultati di uno studio di fase 3 di P2B001, una combinazione a dose fissa di formulazioni a rilascio prolungato (ER) di pramipexolo e rasagilina, hanno mostrato che questa era superiore ai suoi singoli componenti come trattamento di prima linea per la malattia di Parkinson (PD) in fase precoce.  Quanto riporta un comunicato dell’azienda sviluppatrice del farmaco, Pharma Two B.

Il razionale della combinazione
Nel sito dell’azienda, è riportato il meccanismo d’azione dell’associazione in sviluppo. «Gli inibitori della monoamino-ossidasi-B o gli agonisti della dopamina sono trattamenti approvati per i pazienti con PD in fase precoce ma sono associati a limitazioni di efficacia o sicurezza» si legge.

«P2B001 contiene basse dosi di pramipexolo, agonista della dopamina, e di rasagilina, inibitore della monoamino ossidasi-B, farmaci che hanno meccanismi d’azione complementari» è riportato.

«Studi preclinici dimostrano che la combinazione fornisce effetti sinergici, che sono ulteriormente potenziati se entrambi gli agenti vengono somministrati in formulazione a lento rilascio» prosegue il testo.

«La sinergia tra i componenti della combinazione implica che dosi più basse possano essere utilizzate senza compromettere l'effetto terapeutico, pur mantenendo un profilo di sicurezza gestibile, a causa della diminuzione delle quantità di farmaco» viene spiegato.

Minore sonnolenza diurna
I partecipanti allo studio hanno anche riportato meno sonnolenza diurna con P2B001, secondo una dichiarazione del produttore del farmaco.

I dati dello studio «supportano la nostra opinione che P2B001 possa fornire benefici clinici paragonabili a dosi più elevate di agonisti della dopamina disponibili in commercio,  riducendo gli effetti collaterali tipicamente associati a questa classe di farmaci come sonnolenza, ipotensione ortostatica e allucinazioni» afferma nella nota Sheila Oren, amministratore delegato di Pharma Two B.

«Questo è importante per i pazienti con PD di tutte le età ed è fondamentale per quelli anziani che, in genere, non tollerano gli effetti collaterali degli agonisti della dopamina» aggiunge Oren.

Effetto sinergico dei due composti
Lo studio internazionale, randomizzato, in doppio cieco di 12 settimane, è stato progettato per studiare l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di P2B001 rispetto ai suoi singoli componenti e a un braccio di calibrazione di pramipexolo ER in 544 pazienti con PD precoce.

I partecipanti hanno ricevuto P2B001, prodotto di combinazione ER unum/die composto da pramipexolo 0,6 mg e rasagilina 0,75 mg; pramipexolo ER capsula 0,6 mg unum/die; rasagilina ER capsula 0,75 mg unum/die; o il prodotto attualmente commercializzato pramipexolo ER capsule titolate a una dose ottimale per ogni singolo paziente (da 1,5 a 4,5 mg).

La variazione media aggiustata rispetto al basale nel punteggio totale UPDRS (Unified Parkinson's Disease Rating Scale) è stata di -2,66 punti per P2B001 vs pramipexolo (P = 0,0018) e -3,30 punti per P2B001 vs rasagilina (P = 0,0001). Non vi è stata alcuna differenza significativa nei punteggi UPDRS tra P2B001 e pramipexolo ER.

La variazione media aggiustata rispetto al basale nel punteggio della Epworth Sleepiness Scale per P2B001 vs pramipexolo ER è stata di -2,66 punti (P <0,0001). Gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati per lo più lievi o moderati e sono stati simili tra i gruppi.

«L'inizio del trattamento dei pazienti con PD rappresenta un'area di bisogno insoddisfatto a causa degli effetti collaterali associati ai trattamenti attuali» afferma nel comunicato Warren Olanow, professore emerito di Neurologia e Neuroscienze presso la Icahn School of Medicine at Mount Sinai a New York.

«Sulla base dei dati di questo studio - ben disegnato, rigoroso e controllato in modo attivo - P2B001 ha il potenziale per diventare un'opzione di trattamento leader per il PD, in particolare come terapia di prima linea per i pazienti in fase iniziale di malattia, di tutte le età» aggiunge Olanow.

La società produttrice prevede di presentare una nuova richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco nel 2022.


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