Parkinson, nei periodi Off la levodopa inalatoria migliora l'attivitÓ motoria

Neurologia

La nuova formulazione di levodopa inalatoria Ŕ particolarmente efficace se indirizzata ai pazienti con malattia di Parkinson nei periodi off. ╚ quanto emerso dallo studio di fase III, sulla formulazione sperimentale di levodopa, i cui dati sono stati presentati in occasione dell'International Congress of Parkinson's Disease and Movement Disorders 2017.

La nuova formulazione di levodopa inalatoria è particolarmente efficace se indirizzata ai pazienti con malattia di Parkinson nei periodi off. È quanto emerso dallo studio di fase III, sulla formulazione sperimentale di levodopa, i cui dati sono stati presentati in occasione dell’International Congress of Parkinson's Disease and Movement Disorders 2017.

Lo studio ha mostrato un miglioramento significativamente maggiore nei punteggi relativi alle capacità motorie della Unified Parkinson's Disease Rating Scale (UPDRS) nei pazienti trattati con il nuovo agente (CVT-301) rispetto a quelli trattati con placebo.

“I risultati ottenuti sono molto importanti perché danno una valida opzione di trattamento ai pazienti con malattia di Parkinson nei periodi in cui l’effetto della levodopa comincia a svanire” ha commentato il dottor Charles Oh, vice presidente dell’azienda produttrice, Acorda Therapeutics. 

CVT-301
È la versione inalabile della levodopa per via orale, comunemente usata per trattare i sintomi del Parkinson. La nuova formulazione è stata studiata come trattamento per il riemergere dei sintomi nei cosiddetti "periodi off" nei pazienti già in trattamento con un regime orale di carbidopa-levodopa.

Si tratta di una terapia aggiuntiva da prendere se necessario oltre classico regime orale e per inalare il prodotto i pazienti utilizzano un piccolo dispositivo di plastica in cui inserire una capsula contenente la polvere secca.

“Diversamente dagli inalatori per l’asma non è necessaria una rapida inalazione ma bisogna respirare lentamente come si fa normalmente” ha tenuto a precisare il dottor Oh parlando del nuovo prodotto, sottolineando che il dispositivo è semplice da usare e i partecipanti allo studio non hanno avuto difficoltà ad utilizzarlo durante lo studio, “I soggetti con Parkinson spesso presentano problemi di deglutizione ma CVT-301 passa attraversa il tratto respiratorio, quindi non coinvolge la deglutizione” ha aggiunto.

Ottimi risultati dal trial sperimentale
Lo studio multinazionale, in doppio cieco, condotto per 12 settimane, ha incluso 339 pazienti con Parkinson (età media: 63,3 anni) che presentavano periodi off per 2 o più ore al giorno, nonostante un regime stabile di carbidopa-levodopa.

Tra i criteri di inclusione c’era un aumento degli score motori della UPDRS maggiore del 25% tra i periodi “on” e “off”, la capacità di effettuare la spirometria durante i periodi “on” e “off” e nessun tipo di malattia respiratoria negli ultimi 5 anni.

I pazienti sono stati randomizzati a ricevere 84 o 60 mg di CVT-301, oppure placebo, da prendere se necessario fino a cinque volte al giorno.
Dopo 12 settimane, la variazione del punteggio UPDRS a 30 minuti è stata significativamente maggiore nei pazienti trattati con la dose più elevata (84 mg di di CVT-301, variazione di -9,83) rispetto a quelli che ricevevano placebo (variazione di -5,91) per una differenza di -3,92 (p = 0,009).

Una maggiore percentuale di pazienti nei gruppi di trattamento, rispetto al gruppo placebo, dichiarava di essere “migliorati” o "molto migliorati".
Una percentuale più elevata di pazienti che avevano inalato il farmaco, rispetto al placebo, aveva presentato e mantenuto un miglioramento a 60 minuti; "Puoi iniziare a vedere gli effetti già da 10 minuti, cosa che non avresti mai ottenuto con un farmaco orale" ha aggiunto il dottor Oh.

Il trattamento è stato ben tollerato, l’unico evento avverso più frequente è stata la tosse che si è verificata nel 15% dei pazienti trattati col farmaco inalatore contro l'1,8% del gruppo placebo. Solo 3 pazienti hanno abbandonato lo studio a causa di questa controindicazione, due appartenenti al gruppo di trattamento con dose più elevata e uno al gruppo trattato con dose inferiore.

Altri eventi avversi che si sono verificano più frequentemente nei gruppi di trattamento rispetto al gruppo placebo includevano infezioni delle vie respiratorie superiori, nausea ed espettorato scolorito.

Il parere dell’esperto
La dottoressa Janis Miyasaki, professoressa, neurologa e direttrice del Movement Disorder Program, University of Alberta, Edmonton, Canada, ha definito il dispositivo “insolito” ed “eccitante” in quanto è un nuovo modo pratico per fornire farmaci ai pazienti con malattia di Parkinson. “Questa nuova formulazione può agire come una sorta di agente di soccorso mentre, ad esempio, un paziente è al teatro o sta socializzando” ha commentato, aggiungendo che i pazienti con periodi off hanno necessariamente bisogno di trattamenti rapidi in quanto si tratta di periodi improvvisi e imprevedibili.

L’unico timore espresso dalla dottoressa Miyasaki, relativo al CVT-301, è stato in merito alla capacità dei pazienti con Parkinson di effettuare un respiro profondo data la possibilità di irrigidimento del torace, ma il dottor Oh ha prontamente ribadito la semplicità di utilizzo del dispositivo che non richiede uno sforzo rapido per veicolare il farmaco ai polmoni, come accade per gli inalatori dell’asma, ma un normale respiro.

Il passo importante da compiere è far conoscere ed educare sia i medici che i pazienti alla nuova preparazione della levodopa.

International Congress of Parkinson's Disease and Movement Disorders (MDS) 2017.