Sono stati pubblicati su Lancet Neurology i dati definitivi dello studio di fase 2b di TEV-48125, anticorpo monoclonale anti-CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina). Somministrato mediante iniezione sottocutanea ogni 28 giorni risulta essere tollerabile ed efficace nel trattamento preventivo dell’emicrania cronica, supportando in tal modo l'ulteriore sviluppo del farmaco in uno studio di fase 3.

“L’importanza del CGRP nella patogenesi dell’emicrania è ben definita” ricordano gli autori, rappresentati da un ampio gruppo di studiosi afferenti a molteplici strutture cliniche universitarie prevalentemente statunitensi ma anche europee. “La CGRP è presente ubiquitariamente nei gangli e nelle terminazioni del nervo trigemino così come nei neuroni superiori e nella glia. Il suo rilascio periferico causa vasodilatazione e infiammazione e, a livello centrale, modula la trasmissione nervosa”.

Si ritiene – aggiungono i ricercatori – che la CGRP abbia un ruolo importante nell’intersezione della patogenesi centrale e periferica dell’emicrania e che sia il target maggiormente perseguito per il trattamento acuto degli episodi emicranici.

TEV-48125 è un anticorpo completamente umanizzato che si lega in modo potente e selettivo al CGRP, prevenendo così il suo legame ai recettori. La tollerabilità globale ed emodinamica della molecola è stata ampiamente studiata. “Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di dosi distinte di TEV-48125 per il trattamento preventivo dell’emicrania cronica” specificano gli autori, che avevano già dato un’anticipazione preliminare dei risultati durante l’ultimo meeting dell’American Headache Society (AHS).

“In questo studio di fase 2b, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, double-dummy, controllato con placebo, a gruppi, abbiamo arruolato da 62 siti negli Stati Uniti donne e uomini di età compresa tra i 18 e i 65 anni che soffrivano di emicrania cronica (cefalea per almeno 15 giorni al mese)” spiegano gli autori.

Utilizzando una lista di randomizzazione generata da un sistema computerizzato centrale e un sistema di risposta web interattivo, i pazienti sono stati assegnati in maniera casuale (in proporzione 1: 1: 1, stratificati per sesso e uso di farmaci preventivi concomitanti) a tre cicli di trattamento di 28 giorni con TEV-48125 sottocutaneo 675/225 mg (675 mg nel primo ciclo di trattamento e 225 mg nel secondo e terzo ciclo di trattamento), TEV-48125 900 mg (900 mg in tre cicli di trattamento) oppure placebo.

I ricercatori, i pazienti e l’azienda finanziatrice dello studio non erano a conoscenza dell’allocazione del trattamento. Le informazioni quotidiane relative all’andamento del mal di testa sono state registrate mediante un diario elettronico. “Gli endpoint primari dello studio” affermano gli scienziati “erano il cambiamento del numero di ore con emicrania rispetto al basale durante il terzo ciclo di trattamento (settimane 9-12) e le modifiche di sicurezza e tollerabilità durante lo studio”.

Come endpoint secondario si è scelto il cambiamento nel numero di giorni con emicrania moderata o grave nelle settimane 9-12 rispetto al basale. Gli endpoint di efficacia sono stati analizzati nella popolazione secondo intention-to-treat. La sicurezza e la tollerabilità sono state analizzate utilizzando statistiche descrittive.

“Tra il gennaio e l’agosto del 2014 abbiamo arruolato 264 partecipanti: 89 sono stati assegnati in modo randomizzato a ricevere placebo, 88 al trattamento con 675/225 mg di TEV-48125, e 87 alla somministrazione di 900 mg di TEV-48125. La variazione media rispetto al basale del numero di giorni con emicrania durante le settimane 9-12 è stata di -59,84 ore nel gruppo 675/225 mg e di -67,51 ore nel gruppo 900 mg, rispetto a -37,10 ore rilevate nel gruppo placebo” riportano gli autori.

Eventi avversi sono stati riportati da 36 pazienti (40%) del gruppo placebo, 47 (53%) del gruppo 675/225 mg e 41 (47%) di quello 900 mg, mentre si sono registrati eventi avversi correlati al trattamento, nell’ordine, in 15 (17%), 25 (29%) e 28 (32%) pazienti.

Gli eventi avversi più comuni sono stati un lieve dolore nel sito di iniezione e prurito. Gravi eventi avversi non correlati al trattamento si sono avuti in 4 (1%) pazienti (1 nel gruppo placebo, 1 nel gruppo 675/225 mg e 2 nel gruppo 900 mg). Non si sono osservati gravi eventi avversi correlati al trattamento e non ci sono stati cambiamenti rilevanti dei valori pressori o di altri segni vitali.

“Questo studio di fase 2” commentano gli studiosi “confermano per la prima volta il CGRP come target terapeutico nei pazienti con emicrania cronica”. Si sono osservati considerevoli miglioramenti clinici fin dal primo mese dall’inizio del trattamento, rilevano, e una rapida insorgenza del sollievo è clinicamente importante perché l’assenza di un effetto percepito è frequentemente associata a una prematura sospensione dell’assunzione di farmaci preventivi. Inoltre, il trattamento con TEV-48125 si è associato a una riduzione statisticamente significativa del numero di giorni con assunzione di farmaci per attacchi emicranici acuti.