Prevenzione dell'emicrania, lomerizina efficace anche per aumentato flusso ematico cerebrale interictale

Uno studio pubblicato online sul "Journal of Stroke and Cerebrovascular Diseases" dimostra- in pazienti emicranici dopo trattamento con lomerizina - un aumento significativo del flusso ematico cerebrale regionale (rCBF) interictale. La sovraregolazione dell'rCBF, secondo gli autori, potrebbe contribuire al meccanismo di prevenzione antiemicranica della lomerizina.

Uno studio pubblicato online sul “Journal of Stroke and Cerebrovascular Diseases” dimostra- in pazienti emicranici dopo trattamento con lomerizina – un aumento significativo del flusso ematico cerebrale regionale (rCBF) interictale. La sovraregolazione dell’rCBF, secondo gli autori, potrebbe contribuire al meccanismo di prevenzione antiemicranica della lomerizina.

«La terapia preventiva dell'emicrania è cruciale per chi soffre di cefalea frequente e grave» ricordano gli autori, coordinati da Ken Ikeda, del Dipartimento di Neurologia del Toho University Omori Medical Center di Tokyo (Giappone).

Le caratteristiche e gli effetti del calcio-antagonista
«La lomerizina (1- [bis (4-fluorofenil)metil]-4-(2,3,4-trimetossi-benzil)-piperazina dicloridrato) è un calcio-antagonista che agisce sui canali voltaggio-dipendenti sia di tipo L sia di tipo T» spiegano. «È stata utilizzata per la profilassi dell'emicrania dal 1999 solo in Giappone».

«Tale farmaco è attualmente quello più popolare perché la frequenza degli effetti avversi è bassa» spiegano Ikeda e colleghi. «Questo calcio-antagonista ha avuto lievi effetti di abbassamento della pressione arteriosa (BP) e non ha determinato effetti avversi gravi, inclusi sintomi extrapiramidali. In generale, l'efficacia della lomerizina è stata stimata in più del 50%».

Molti studi pregressi sulla circolazione cerebrale hanno suggerito cambiamenti del flusso ematico cerebrale (CBF) negli emicranici durante un prodromo, un'aura o un attacco di mal di testa. «Tuttavia» rilevano i ricercatori «poco è noto su come i farmaci per la prevenzione dell’emicrania possano influenzare il flusso ematico cerebrale regionale (rCBF)».

«Abbiamo precedentemente descritto che il trattamento con lomerizina aumentava l’rCBF in un paziente anziano emicranico» affermano Ikeda e colleghi. «Ora abbiamo voluto esaminare i cambiamenti dell’rCBF mediante tomografia a emissione di fotone singolo (SPECT) dopo il trattamento con lomerizina in pazienti con emicrania con aura (MA) e senza aura (MO)».

Misure obiettive mediante Headache Impact Test-6 e SPECT
L'emicrania è stata diagnosticata secondo i criteri dell’International Classification of Headache Disorders, Third Edition beta. Un sottotipo di emicrania è stata classificata, come detto, in MA e MO. La lomerizina (10 mg/die, per via orale) è stata somministrata per 3 mesi. L’Headache Impact Test-6 (HIT-6) e i valori di pressione arteriosa (BP) sono stati confrontati al basale e all’end-point.

Nel periodo interictale è stata eseguita una SPECT cerebrale utilizzando il dimero 99mTc-etil-cisteinato. I dati SPECT del cervello sono stati analizzati in base alla versione riveduta del modello di regione di interesse stereotassico tridimensionale. Le variabili clinico-radiologiche sono state analizzate mediante il test t di Student per dati appaiati.

«Al presente studio hanno partecipato dieci pazienti emicranici (4 uomini e 6 donne)» specificano gli autori. «L'età media era di 54,1 anni (deviazione standard [SD] 10,1) e la durata media dell'emicrania era di 25,3 anni (DS 9.8). Il sottotipo di emicrania ha mostrato 4 pazienti MA e 6 MO. Il punteggio medio di HIT-6 era 66,3 (SD 11,7)».

«Il trattamento con lomerizina» proseguono «ha diminuito significativamente i punteggi di HIT-6 (P <0,01). La BP non differiva significativamente dopo il trattamento con il farmaco che invece ha aumentato l’rCBF approssimativamente del 20% nelle regioni frontale, parietale, temporale e occipitale».

Correlazione tra l'imaging medico-nucleare e la maggiore responsività al trattamento
Il presente studio ha mostrato che il trattamento preventivo con lomerizina ha aumentato l’rCBF in modo significativo negli emicranici, osservano i ricercatori. Il tasso di risposta alla terapia con lomerizina è stato dell'80%, con un tasso di riduzione del punteggio HIT-6 maggiore o uguale al 50%.

«Il nostro precedente case report descriveva come la somministrazione di lomerizina avesse prevenuto attacchi di emicrania e auree visive in un uomo di 70 anni» riportano gli autori. «Questo farmaco aveva aumentato marcatamente l’rCBF durante la fase interictale dell'emicrania rispetto all’rCBF prima della somministrazione di lomerizina».

Precedenti studi sperimentali hanno suggerito che la lomerizina determina effetti favorevoli sulla perfusione cerebrale, aggiungono Ikeda e colleghi, i quali fanno notare un altro dato interessante: questo calcio-antagonista potrebbe essere l’unico ad agire sul CBF piuttosto che sulla BP e la frequenza cardiaca (HR). Inoltre, rilevano gli autori, questo farmaco sembra bloccare sia i canali del calcio voltaggio-dipendenti che i recettori 5-HT2A e proprio attraverso questa duplice azione antagonista potrebbe esibire benefici distinti sulla circolazione ematica del cervello.

In questo studio, dichiara il team di Ikeda «abbiamo riscontrato nei soggetti maggiormente responsivi alla lomerizina un notevole aumento di rCBF. Pertanto, abbiamo ipotizzato una stretta relazione tra miglioramento clinico e potenziamento dell’rCBF dopo la somministrazione del farmaco».

In conclusione, commentano gli autori, questa ricerca ha dimostrato che il trattamento con lomerizina ha aumentato l’rCBF approssimativamente del 20% negli emicranici. Tale alternanza di rCBF interictale potrebbe contribuire agli effetti anticefalalgici di questo farmaco negli emicranici.

Arturo Zenorini

Riferimento bibliografico:
Ikeda K, Aoyagi J, Hanashiro S, et al. Preventive Treatment with Lomerizine Increases Cerebral Blood Flows during the Interictal Phase of Migraine. J Stroke Cerebrovasc Dis, 2017 Dec 5. [Epub ahead of print]
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