La somministrazione di alte dosi di steroidi nel trattamento delle recidive della sclerosi multipla (SM) è una pratica usuale, ma finora non era chiaro se il trattamento potesse agire cambiando l’eccitabilità dei circuiti corticali. Ora uno studio pubblicato sull’European Journal of Neurology dimostra che tale trattamento può indurre modificazioni funzionali molto rapide dell’eccitabilità dei circuiti corticali coinvolti nel controllo motorio, prima che qualsiasi processo di rimielinizzazione o rigenerazione assonale abbia il tempo di verificarsi, agendo attraverso un bilanciamento tra l’inibizione GABAergica e la facilitazione glutamatergica.

«La questione della modulazione funzionale dell’attività neuronale nel sistema nervoso centrale dopo somministrazione di steroidi nelle recidive di SM è stata raramente analizzata» spiegano gli autori, coordinati da Samar S. Ayache, dell’Université Paris Est, Créteil. «Di qui lo scopo del nostro studio: valutare l’influsso degli steroidi ad alte dosi sull’eccitabilità corticale nella SM. A tale scopo si è usata la tecnica della stimolazione magnetica transcranica (TMS) che consente un’esplorazione non invasiva dei controlli neurali inibitori e facilitatori nella corteccia motoria umana».

Sono stati studiati 21 pazienti affetti da SM - reclutati prospetticamente nell’arco di 2 anni al Dipartimento Neurologico dell’Ospedale Henri Mondor di Créteil - prima e dopo 3 giorni della somministrazione parenterale di metilprednisolone (1 g/die per 3 giorni consecutivi) per il trattamento di recidive. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a esame clinico e neuropsicologico il giorno precedente e quello successivo la somministrazione, rispettivamente, della prima e dell’ultima dose.

La valutazione è stata condotta tramite diverse scale cliniche (quali la Kurtzke Functional System Scale [KFSS], l’Expanded Disability Status Scale, la Fatigue Severity Scale, il test dei 10 metri di cammino), i test TMS di eccitabilità corticale (soglia motoria a riposo, curva di reclutamento dei potenziali evocati motori, inibizione intracorticale a breve intervallo [SICI] e facilitazione intracorticale [ICF] a vari intervalli inter-stimolo [ISIs], periodo silente corticale e inibizione interemisferica).

In seguito alla somministrazione degli steroidi, si è rilevato un miglioramento clinico significativo al KFSS piramidale (motorio) e nei punteggi totali, mentre la TMS ha evidenziato una riduzione della SICI (valori medi e massimi) e un aumento dell’ICF a 10 msec ISI. «Questo studio» sostengono i ricercatori «ha dunque dimostrato che la somministrazione parenterale di steroidi ad alte dosi è in grado di indurre cambiamenti funzionali molto rapidi nei circuiti intracorticali di controllo motorio nei pazienti affetti da SM. Tali modifiche erano presenti già 3 giorni dopo l'inizio del trattamento. Questa osservazione dimostra che un certo impatto benefico degli steroidi sui circuiti neurali non è legato a processi di rigenerazione assonale o di rimielinizzazione, che necessitano di almeno un mese».

«Questa evidenza potrebbe piuttosto riflettere cambiamenti funzionali nella struttura della membrana assonale e nell’eccitabilità all'interno del sistema nervoso centrale, colpite dal processo demielinizzante infiammatorio» proseguono gli autori. «Al di là degli effetti potenziali sulle proprietà della membrana assonale, i nostri risultati suggeriscono che gli steroidi potrebbero agire rapidamente sulla plasticità sinaptica intracorticale coinvolta nel controllo motorio». Ciò – sottolineano - è interessante perché dal punto di vista clinico il punteggio maggiormente cambiato in questo studio è il KFSS motorio. Si sono inoltre osservate una riduzione della quantità di SICI e, in misura minore, un aumento dell’ICF. Gli autori ritengono che la SICI rifletta il reclutamento di vie inibitorie a mediazione GABAergica (recettori GABA), mentre l’ICF rispecchi quello di percorsi eccitatori a mediazione glutamatergica (recettori GABA A).

Dalla letteratura, riportano gli autori, emerge anche che «in alcuni pazienti con SM possono verificarsi variazioni intracorticali di eccitabilità, che sembrano dipendere nel complesso da forma clinica, grado di disabilità e meccanismi di compensazione in funzione della gravità del danno tissutale (perdita neuronale corticale). Altri risultati indicano un rapporto tra le variazioni di eccitabilità intracorticali e processi infiammatori».

«I nostri risultati» rimarcano Ayache e colleghi «suggeriscono inoltre che un breve trattamento immunomodulante, per esempio un ciclo di 3 giorni di steroidi ad alte dosi, è sufficiente per modulare l'eccitabilità intracorticale nei pazienti con SM. Gli steroidi probabilmente diminuiscono il controllo inibitorio GABAergico e amplificano la facilitazione glutamatergica nella corteccia dei pazienti con recidiva di SM».

«Pertanto» concludono «l'azione degli steroidi non è quella di ripristinare la normale condizione di eccitabilità corticale, ma piuttosto quella di promuovere meccanismi neurali di compensazione in grado di ripristinare la normale funzionalità. L'effetto netto degli steroidi sarebbe quello di potenziare l’eccitabilità della corteccia motoria favorendo una minore inibizione o una più forte facilitazione. Ciò potrebbe contribuire a migliorare le prestazioni motorie, come dimostrato dal cambiamento del punteggio motorio alla KFSS dopo il trattamento».

Arturo Zenorini

Ayache SS,Créange A, Farhat WH, et al. Relapses in multiple sclerosis: effects of high-dose steroids on cortical excitability. Eur J Neurol, 2014 Jan 28. [Epub ahead of print]
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