Nei pazienti colpiti per la prima volta da un ictus ischemico, l’impiego di statine – soprattutto in fase acuta – può ridurre il rischio di insorgenza di crisi post-ictali a insorgenza precoce (ES). Inoltre il trattamento con statine può prevenire la progressione della neurodegenerazione iniziale post-ictale indotta dalle crisi verso l’epilessia cronica. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori cinesi, in uno studio pubblicato su Neurology.

«Le attuali linee guida raccomandano che le crisi recidivanti successive a un ictus debbano essere trattate con antiepilettici» ricordano gli autori, guidati da Dong Zhou, del Dipartimento di Neurologia dell’Ospedale della Cina orientale dell’Università del Sichuan, a Chengdu. «In anni recenti, è stato scoperto che le statine svolgono un effetto neuroprotettivo nell’ictus e sono raccomandate come agenti neuroprotettivi nel trattamento dell’ictus in fase acuta».
«Potendo come agenti neuroprotettivi modificare il processo epilettogeno» proseguono «si è ipotizzato che le statine avessero effetti anticonvulsivanti nell’epilessia. In ogni caso nessuno studio è stato effettuato per valutare gli effetti delle statine sul rischio di crisi postictali, nonostante siano ampiamente utilizzate nei pazienti con ictus». Di qui, la decisione dei ricercatori cinesi di effettuare uno studio mirato a verificare l’ipotesi che tali farmaci potessero prevenire le ES o l’epilessia post-ictale (PSE).
Nello studio di coorte sono stati arruolati pazienti con primo ictus ischemico e senza storia di epilessia prima dello stroke. Dopo un follow-up medio di 2,5 anni è stata effettuata una visita di valutazione per identificare l’eventuale comparsa di EPS. Per stabilire la relazione tra uso di statine ed ES o EPS si è ricorso ad analisi di regressione logistica e di Cox.
Su 1.832 pazienti coinvolti nello studio, 63 (il 3,4%) hanno avuto ES e 91 (il 5,0%) hanno fatto registrare PSE. L’uso di statine si è associato a un più basso rischio di ES (odds ratio [OR]: 0,35; 95% CI: 0,20-0,60; p<0,001) e questo rischio ridotto è stato visto principalmente in pazienti in cui la statina è stata impiegata solo in fase acuta (OR: 0,36; 95%CI: 0,20-0,62; p<0,001).
Non sono state riscontrate significative associazioni tra uso di statine e PSE (OR: 0,81; 95%CI: 0,52-1,26; p=0,349). Peraltro, in 63 pazienti che hanno presentato ES l’uso di statine è risultato associato a un ridotto rischio di PSE (OR: 0,34; 95%CI: 0,13-0,88; p=0,026).
«Tra i pazienti senza ES il 77,6% faceva uso di una statina ma solo il 54,2% dei pazienti con ES faceva uso di statine: una differenza significativa anche dopo aggiustamento dopo potenziali elementi confondenti» sottolineano Zhou e colleghi. «Le ES sono indotte da disfunzioni metaboliche e biochimiche differenti da quelle delle crisi a insorgenza tardiva, a causa dei diversi processi fisiopatologici».
Secondo gli autori ciò porta a 3 possibili spiegazioni per i risultati dello studio:
1) L’ischemia acuta porta a un’aumentata concentrazione extracellulare di glutammato che risulta in scariche neuronali epilettiformi dei neuroni sopravvissuti. E si è scoperto che le statine riducono gli effetti eccitatori del glutammato in una serie di studi sperimentali.
2) Le statine possono ridurre il volume infartuale cerebrale tramite effetti antinfiammatori e antiossidativi così come mediante l’inibizione dell’apoptosi delle cellule neurali, e il volume dell’area infartuata è correlata al numero e alla durata totale degli eventi di depolarizzazione e al rischio di crisi.
3) Le statine possono ridurre la permeabilità della barriera emato-encefalica e l’infiammazione cerebrale ritardando o prevenendo lo sviluppo di attacchi.
«Un altro riscontro interessante è stato che il rischio di PSE è apparso ridotto nei pazienti con ES dopo trattamento con statine» aggiungono gli autori. «Uno dei problemi più rilevanti nel trattamento delle crisi post-ictali è quando iniziare a somministrare i farmaci antiepilettici».
Dato che la terapia antiepilettica è a lungo termine, sottolineano, la maggior parte dei neurologi tende a essere prudente e a iniziare il trattamento solo dopo crisi ricorrenti. «Rispetto ai tradizionali antiepilettici le statine hanno meno effetti collaterali e interazioni con altri farmaci e maggiore tollerabilità nell’anziano. Pertanto, nei pazienti con primo ES per i quali deve essere preso in considerazione un trattamento, le statine possono essere potenzialmente un farmaco di scelta».
A causa della natura osservazionale dello studio, sottolineano infine i ricercatori, i risultati ottenuti devono essere sottoposti al vaglio di futuri trial di maggiori dimensioni.
Arturo Zenorini


Guo J, Guo J, Li J, et al. Statin treatment reduces the risk of poststroke seizures. Neurology, 2015;85(8):701-7.
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