In alcuni pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) sottoposti a immunizzazione, un trattamento concomitante con fingolimod riduce, rispetto al placebo, la risposta immune indotta dalla vaccinazione. È quanto riporta uno studio apparso online su Neurology.

Fingolimod, nella sua azione di modulatore dei recettori della sfingosina-1-fosfato (S-1-P), inibisce l’uscita dai linfonodi dei linfociti dipendenti dal recettori 1 S-1-P – ricordano gli autori, coordinati da Ludwig Kappos, dell’Ospedale Universitario di Basilea (Svizzera). Il ricircolo dei linfociti, che presumibilmente contengono anche linfociti autoreattivi, viene pertanto ridotto, prevenendo la migrazione dei linfociti autoreattivi nel sistema nervoso centrale (SNC).

«Peraltro» specificano gli studiosi «fingolimod ha un effetto differente su diverse sottoclassi di cellule T, trattenendo preferenzialmente cellule T centrali di memoria e naive positive al CCR7 (recettore 7 della chemochina C-C), e risparmiando invece le cellule T di memoria effettrici negative al CCR7». L’effetto preferenziale di fingolimod sulle cellule T, nonostante la riduzione della conta dei linfociti periferici, sembrerebbe non modificare i tassi di infezione in individui trattati con fingolimod se confrontati con placebo, come risulta da alcune ricerche.

Scopo di questo studio è stato quello di verificare la risposta immune nei pazienti con SM contro il vaccino dell’influenza (per testare le risposte contro nuovi antigeni anticipati in pazienti sieronegativi) e antigeni di richiamo (dose booster di tossoide tetanico [TT]).

Nello studio in cieco, randomizzato, multicentrico, controllato con placebo, i pazienti (di età compresa tra 18 e 55 anni) con SM recidivante sono stati assegnati in modo causale (in proporzione (2:1) a ricevere fingolimod 0,5 mg o un placebo per 12 settimane. Alla sesta settimana ai partecipanti è stato somministrato un vaccino influenzale stagionale (contenente antigeni di ceppi virali California, Perth e Brisbane) e una dose booster di richiamo di TT.
«I titoli anticorpali contro l’influenza e il TT» spiegano gli autori «sono stati stimati al basale (prima della vaccinazione) e 3 e 6 settimane dopo la vaccinazione. La variabile “efficacia primaria” era rappresentata dal tasso dei responder (quota di pazienti che dimostravano sieroconversione o significativo aumento [=/>4 volte] nei titoli anticorpali contro almeno un ceppo virale dell’influenza) a 3 settimane dalla vaccinazione e rispetto al placebo».

Su 138 pazienti randomizzati (95 trattati con fingolimod, 43 con placebo) 136 hanno completato lo studio (2 del gruppo fingolimod lo hanno discontinuato). I tassi dei responder (espressi in odds ratio e relativi intervalli di confidenza al 95%) per il vaccino influenzale (fingolimod vs placebo) sono stati 54% vs 85% (0,21; 0,08-0,54) a 3 settimane e 43% vs 75% (0,25; 0,11-0,57) a 6 settimane dopo la vaccinazione. Riguardo al TT, i tassi dei responder si è attestata a 40% vs 61% (0,43; 0,20-0,92) a 3 settimane e 38% vs 49% (0,62; 0,29-1,33) a 6 settimane dopo la vaccinazione. Sono stati riportati eventi avversi nell’86,3% e nel 79,1% di pazienti trattati, rispettivamente, con fingolimod e placebo.

«Il risultato-chiave del nostro studio» affermano Kappos e collaboratori «consiste nel fatto che i pazienti con SM trattati con fingolimod sono in grado inizialmente di montare una risposta immune contro entrambi i vaccini influenzali stagionali (nuovi antigeni in pazienti precedentemente sieronegativi) e la dose booster TT (antigene di richiamo); in ogni caso vi è chiaramente una risposta immune inferiore rispetto al placebo.
«Sebbene fingolimod agisca attraverso il sequestro di cellule T patologiche positive al CCR7 che presumibilmente contengono cellule T autoreattive come le cellule Th17 e riduca la conta linfocitaria periferica (del 20%-30% rispetto ai valori basali), questi risultati dimostrano che i pazienti possono all’inizio montare una risposta immune primaria e di memoria» aggiungono.

«In ogni caso» specificano i ricercatori in riferimento alla risposta al vaccino influenzale «il 40% dei pazienti del gruppo fingolimod ha dimostrato un significativo aumento dei titoli anticorpali (=/>4 volte) o sieroconversione a confronto del basale rispetto sia al ceppo California che a quello Brisbane, soddisfacendo i criteri EMA per l’immunogenicità dei vaccini influenzali. Inoltre, in entrambi i gruppi di trattamento la maggior parte dei pazienti (>90%) ha conseguito sieroprotezione dopo la somministrazione del booster TT».

In conclusione, affermano gli autori, «i risultati del nostro studio forniscono una prova di classe I che il trattamento con fingolimod è compatibile con la crescita di efficaci risposte immuni dopo vaccinazioni con antigeni nuovi e di richiamo, ma che questa risposta è marcatamente ridotta in alcuni pazienti rispetto al placebo. DI questo bisognerebbe tenere conto quando si vaccinano i pazienti».

Arturo Zenorini
Kappos L, Mehling M, Arroyo R, et al. Randomized trial of vaccination in fingolimod-treated patients with multiple sclerosis. Neurology, 2015 Jan 30. [Epub ahead of print]
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